“Il sud doveva essere solo una colonia del nord”: il vergognoso show di Bossi alla festa della Lega
di Attilio Carbonara
Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, è intervenuto giovedì sera alla festa leghista svoltasi a Busto Arsizio e, come di consueto, ha offerto ai partecipanti delle “chicche” di storia e di cultura del popolo italiano, condite da una visione tutta personale degli eventi accaduti prima e dopo l’Unità d’Italia. In sostanza, nel piccolo paese della provincia varesina, si è svolto l’ultimo triste show di un uomo politico che, lontano dal fare una cronaca fedele di quanto avvenuto nel nostro paese prima e dopo l’Unità d’Italia, ha riproposto la sua idea di un nord lavoratore ed un sud nullafacente e sfruttatore.
Secondo Bossi, l’Unità d’Italia sarebbe stata finanziata dagli imprenditori settentrionali, interessati ad avere a propria disposizione una “colonia”, quale luogo nel quale vendere i propri prodotti per incrementare i profitti. L’idea del Piemonte di prendere proprio il sud quale colonia, con il tempo, si sarebbe rivelata fallimentare, dando vita ad “un vero e proprio guazzabuglio”.
“Scelta migliore – ha proseguito Bossi – fecero Germania e Inghilterra col prendere India e Africa”.
Dunque, l’intenzione di depredare il sud Italia non avrebbe prodotto i risultati sperati, danneggiando l’economia del nord.
Quella di Bossi è stata probabilmente una trovata pubblicitaria che si sposa perfettamente con l’intenzione di prendere le distanze dalla coalizione di destra, consolidando un’identità autonoma della Lega in vista delle elezioni politiche che sembrano sempre più vicine.
A confermare questa ipotesi sono le “stoccate” rivolte dal “senatur” a Fini, Casini e Bersani, i quali, a suo dire, non avrebbero i numeri per vincere le prossime elezioni e sarebbero terrorizzati dall’idea di andare al voto, non avendo neanche un programma politico valido da proporre al Paese.
Al contrario, la Lega sarebbe compatta più che mai e decisa a portare avanti il progetto federalista.
E’ difficile pensare che con questi presupposti e con personaggi politici spesso poco informati e capaci di esibirsi in “imbarazzanti” performances, l’Italia possa portare avanti un progetto di ricostruzione sociopolitica.
Il leader della Lega Nord, Umberto Bossi, è intervenuto giovedì sera alla festa leghista svoltasi a Busto Arsizio e, come di consueto, ha offerto ai partecipanti delle “chicche” di storia e di cultura del popolo italiano, condite da una visione tutta personale degli eventi accaduti prima e dopo l’Unità d’Italia. In sostanza, nel piccolo paese della provincia varesina, si è svolto l’ultimo triste show di un uomo politico che, lontano dal fare una cronaca fedele di quanto avvenuto nel nostro paese prima e dopo l’Unità d’Italia, ha riproposto la sua idea di un nord lavoratore ed un sud nullafacente e sfruttatore.
Secondo Bossi, l’Unità d’Italia sarebbe stata finanziata dagli imprenditori settentrionali, interessati ad avere a propria disposizione una “colonia”, quale luogo nel quale vendere i propri prodotti per incrementare i profitti. L’idea del Piemonte di prendere proprio il sud quale colonia, con il tempo, si sarebbe rivelata fallimentare, dando vita ad “un vero e proprio guazzabuglio”.
“Scelta migliore – ha proseguito Bossi – fecero Germania e Inghilterra col prendere India e Africa”.
Dunque, l’intenzione di depredare il sud Italia non avrebbe prodotto i risultati sperati, danneggiando l’economia del nord.
Quella di Bossi è stata probabilmente una trovata pubblicitaria che si sposa perfettamente con l’intenzione di prendere le distanze dalla coalizione di destra, consolidando un’identità autonoma della Lega in vista delle elezioni politiche che sembrano sempre più vicine.
A confermare questa ipotesi sono le “stoccate” rivolte dal “senatur” a Fini, Casini e Bersani, i quali, a suo dire, non avrebbero i numeri per vincere le prossime elezioni e sarebbero terrorizzati dall’idea di andare al voto, non avendo neanche un programma politico valido da proporre al Paese.
Al contrario, la Lega sarebbe compatta più che mai e decisa a portare avanti il progetto federalista.
E’ difficile pensare che con questi presupposti e con personaggi politici spesso poco informati e capaci di esibirsi in “imbarazzanti” performances, l’Italia possa portare avanti un progetto di ricostruzione sociopolitica.
