Berlusconi medita la svolta per il Sud: Fitto è in pole per il Ministero dello Sviluppo

BARI. La svolta per il Sud che l'opinione pubblica tanto attendeva sembra sia una priorità a Palazzo Chigi. La data del 28 settembre, quando Silvio Berlusconi illustrera' alla Camera i cinque punti per il rilancio dell'azione di governo, potrebbe rappresentare il punto di svolta anche per quanto riguarda il completamento della squadra del Consiglio dei ministri, dove quello allo Sviluppo economico, retto ad interim dallo stesso premier, e' vacante da 136 giorni.Il premier sarebbe intenzionato a dare un segnale di attenzione al Sud e cosi', dopo aver soppesato diversi nomi, in pole position sarebbe approdato Raffaele Fitto, attuale titolare dei Rapporti con le regioni e della coesione territoriale, al quale comunque sono gia' state date alcune delle deleghe del ministero di via Veneto.
L'ipotesi però non va giù a Bossi. Il leader del Carroccio ha già sbarrato la strada all’ingresso di Casini («è una forza di opposizione che ha votato contro il federalismo», spiega il fido Cota), ed ora non nasconde la preoccupazione per i moderati del Sud che potrebbero entrare alla spicciolata nel Governo: teme di perdere la golden share dell’esecutivo, consapevole che il premier, in cambio, dovrà fare generose concessioni al Meridione.
Soldi e posti di governo: per dire, la “legione straniera“ già chiede un esponente del Sud come ministro dello Sviluppo, e tra i papabili ci sembra essere proprio il nome del politico leccese.
Tutto dipende però dagli equilibri politici: è anche possibile che, per chiudere il discorso, si aspetti lo show down del premier in aula alla fine del mese.

LA STORIA - Fitto, nato a Maglie nel 1969, cattolico di formazione, laureato in Giurisprudenza a Bari, a 30 anni diventa presidente della Regione Puglia, volto nuovo dell'onda berlusconiana, dove opera il risanamento amministrativo della Regione. Nel suo curriculum, oltre a coordinatore del partito in Puglia, anche l'esperienza da eurodeputato. Dal maggio 2008 e' ministro per i Rapporti con le Regioni.