Brindisi, elezioni comunali 2009 a Villa Castelli: 13 indagati
BRINDISI. Un altro caso di malapolitica nel Brindisino che farà certamente discutere. Tredici persone, tra presidenti di seggio e segretari degli uffici elettorali di Villa Castelli, in provincia di Brindisi, sono stati iscritti nel registro degli indagati dal sostituto procuratore della citta' pugliese, Pierpaolo Montinaro, per un'inchiesta relativa alle elezioni comunali del 6 e 7 giugno 2009, delle elezioni provinciali degli stessi giorni e del relativo turno di ballottaggio di 15 giorni dopo.Le indagini hanno preso il via dalla denuncia presentata alla Prefettura di Brindisi da Vitantonio Caliandro, candidato sindaco nel Comune di Villa Castelli nella omonima lista civica e dei candidati consiglieri di quest'ultima, che lamentava gravi irregolarita' durante lo svolgimento delle amministrative tali da falsarne l'esito e permettendo in tal modo al sindaco uscente, Francesco Nigro, di riconfermarsi alla guida della citta' nella lista civica 'Per Villa Castelli liberale e solidale'. A ottobre del 2009 il Tar di Lecce ha annullato le elezioni comunali. La Prefettura nel frattempo ha nominato un commissario. L'inchiesta è stata affidata da Montinaro alla Digos della Questura di Brindisi.
LE IRREGOLARITA' - La sentenza fa riferimento all'ipotesi di una mancata corrispondenza tra aventi diritto al voto e schede autenticate votate e non votate (nella sezione numero 4) e ad altre irregolarita' formali quali la mancata menzione a verbale del numero delle schede autenticate e non utilizzate (nella sezione numero 5). Nelle irregolarita' sarebbero coinvolte anche le sezioni 2 e 3.
In seguito al ricorso presentato al Consiglio di Stato da Francesco Nigro, quest'ultimo, dopo una serie di adempimenti e verifiche svolte dalla Prefettura, l'organo supremo ha disposto la sospensiva dell'efficacia della sentenza del Tar Puglia Sezione Distaccata di Lecce. Pertanto, dal 10 febbraio scorso la carica di sindaco di Villa Castelli e' ricoperta nuovamente da Nigro.
Tra le irregolarita' riscontrate la falsificazione di verbali in cui annotavano 17 certificati medici relativi ad elettori che erano ricorsi al voto assistito senza allegare gli stessi certificati. INoltre sei cittadini stranieri avrebbero votato per le provinciali, pur non avendone diritto. Nella sezione numero 4 il verbale delle operazioni elettorali del seggio sarebbe stato compliato in modo falso, omettendo di annotare la mancanza di 51 schede bianche non autenticate. Qualcosa del genere sarebbe avvenuto nel seggio numero 5.
LE IRREGOLARITA' - La sentenza fa riferimento all'ipotesi di una mancata corrispondenza tra aventi diritto al voto e schede autenticate votate e non votate (nella sezione numero 4) e ad altre irregolarita' formali quali la mancata menzione a verbale del numero delle schede autenticate e non utilizzate (nella sezione numero 5). Nelle irregolarita' sarebbero coinvolte anche le sezioni 2 e 3.
In seguito al ricorso presentato al Consiglio di Stato da Francesco Nigro, quest'ultimo, dopo una serie di adempimenti e verifiche svolte dalla Prefettura, l'organo supremo ha disposto la sospensiva dell'efficacia della sentenza del Tar Puglia Sezione Distaccata di Lecce. Pertanto, dal 10 febbraio scorso la carica di sindaco di Villa Castelli e' ricoperta nuovamente da Nigro.
Tra le irregolarita' riscontrate la falsificazione di verbali in cui annotavano 17 certificati medici relativi ad elettori che erano ricorsi al voto assistito senza allegare gli stessi certificati. INoltre sei cittadini stranieri avrebbero votato per le provinciali, pur non avendone diritto. Nella sezione numero 4 il verbale delle operazioni elettorali del seggio sarebbe stato compliato in modo falso, omettendo di annotare la mancanza di 51 schede bianche non autenticate. Qualcosa del genere sarebbe avvenuto nel seggio numero 5.
