Rom, mons. Cacucci: "No alla paura"

BARI. ''Non si cresce in una nazione o in una realta' multiculturale con la paura''. Lo sostiene l'arcivescovo di Bari e presidente della Cei-Puglia, mons. Francesco Cacucci nell’ambito della giornata di studio in Fiera che aveva per tema "Chiesa e Mezzogiorno: i cristiani per la solidarietà, la legalità, la sussidiarietà". "Certamente - sostiene mons. Cacucci - la richiesta della legalita' e' anche questo un elemento centrale. "Ma noi non dobbiamo dimenticare come italiani e come gente del Sud - aggiunge - che dovunque siamo andati abbiamo sofferto come soffrono anche le persone che oggi vengono da emigrati nella nostra Europa o nel nostro mondo occidentale''.
Durante l'appuntamento di confronto svoltosi stamane alla Fiera del Levante con i rappresentanti delle associazioni laiche e cattoliche si è affrontato il tema scottante dell’espulsione dei rom dall’Italia.
“Ho vissuto lo sbarco degli albanesi a Otranto – ha ricordato l’Arcivescovo di Bari monsignor Francesco Cacucci – In quel periodo si parlava con accenti simili a quelli che oggi ritroviamo. Si aveva paura degli albanesi e si identificavano con coloro che delinquono. Oggi, se andiamo al porto di Bari, ci troviamo di fronte agli albanesi che tornano nella loro terra di origine per riportare lì il frutto di un lavoro vissuto e sempre più apprezzato. Non possiamo farci condurre da aspetti emotivi o legati a una sorta di paura. Non si cresce in una nazione, in una realtà multiculturale, con la paura. Certamente la richiesta della legalità è un elemento centrale, ma noi, come italiani, non dovremmo dimenticare che dovunque siamo andati abbiamo sofferto come fanno le persone che vengono nel mondo occidentale da immigrati. Le parole della Scrittura sono sempre attuali: ‘Ricordati di quando eri pellegrino in terra straniera’. Questo è altra cosa dal ritenere che l’accoglienza debba prescindere dall’evidenza della legalità”.