Federalismo fiscale, netta accelerata del governo col dlgs: governatori preoccupati
ROMA. I presidenti delle Regioni sono riuniti al Cinsedo dopo l'accelerazione che il Governo ha impresso al federalismo fiscale approvando, nel Consiglio dei Ministri di questa mattina, un decreto legislativo che contiene le norme sul fisco e la sanita' regionale e sul fisco provinciale. L'umore dei governatori, tra i quali quello pugliese Nichi Vendola, non e' dei migliori e lo si e' intuito anche dalle dure dichiarazioni che ieri sera hanno rilasciato sia Errani, sia Formigoni. Le Regioni, dopo l'incontro di martedi' con Tremonti, si aspettavano un altro tipo di percorso per il provvedimento e, soprattutto, un maggiore coinvolgimento.
''E' una sorpresa - ha spiegato il vice presidente della Conferenza delle Regioni e presidente del Molise, Michele Iorio, entrando alla riunione -, anche se ormai ci siamo abbastanza abituati alle novita', questa rimane sempre una sorpresa''.
Intanto, sono state già convocate per martedi' prossimo le riunioni delle Commissioni Bilancio e sanita' della Conferenza delle Regioni per esaminare il provvedimento.
Dal 2015 l'addizionale regionale irpef puo' raggiungere il 3%. E' quanto prevede il decreto legislativo sul federalismo fiscale approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
IL PROVVEDIMENTO - Dal 2015 l'addizionale regionale Irpef puo' raggiungere il 3%. E' quanto prevede il decreto legislativo sul federalismo fiscale approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
Il provvedimento scagliona i possibili aumenti Irpef che le regioni possono decidere di applicare in aggiunta all'attuale addizionale dello 0,9%. Fino al 2013 la maggiorazione non puo' essere superiore allo 0,5%, per l'anno 2014 non puo' superare l'1,1% e a decorrere dal 2015 si puo' arrivare fino al 2,1%, Se si considera l'aliquota base dello 0,9% l'addizionale puo' arrivare quindi al 3%.
Le Regioni possono stabilire aliquote dell'addizionale regionale all'Irpef differenziate, esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale.
L'aumento sopra allo 0,5% non deve comportare aggravio ai primi due scaglioni di reddito. Le stesse Regioni, nell'ambito dell'addizionale, possono disporre, con propria legge detrazioni in favore della famiglia.
Confermata la possibilita' per le regioni di ridurre l'Irap fino ad azzerarla. Ma non puo' essere disposto il taglio qualora la maggiorazione irpef superi lo 0,5%.
TREMONTI: DOPO DECRETO PROCESSO FEDERALISMO QUASI FINITO - Con il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei ministri ''il processo del federalismo e' quasi finito''. Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa a Via XX Settembre.
Quello che e' stato portato oggi in Cdm, ha ricordato Tremonti, e' l'ultimo decreto di attuazione della delega sul federalismo fiscale. Saranno necessari ulteriori passaggi, in Parlamento e nella Conferenza unificata, ma ''oggi abbiamo chiuso la fase fondamentale di definizione dei testi''. Il tutto e' evvenuto ''con una scelta di consenso con i partiti politici e gli Enti locali''. Il responsabile dell'Economia ha ribadito che ''il federalismo unisce e non divide'' e che serve a ''raddrizzare l'albero storto della finanza italiana'', che cosi' come e' oggi, in cui tutto e' centralizzato, ''ha prodotto solo debito pubblico''.
FITTO: SUD NON HA NULLA DA TEMERE - ''Le Regioni del Sud non hanno nulla da temere dal federalismo''. Lo ha spiegato il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, nella conferenza stampa al ministero dell'Economia convocata per illustrare il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
Fitto ha spiegato che il provvedimento di oggi ''recepisce gli aspetti collegati anche alle Regioni del Mezzogiorno. I prossimi giorni - ha aggiunto - saranno utili per proseguire il confronto''. Il ministro ha poi sottolineato che ''i contenuti della perequazione, della solidarieta' e dell'equilibrio sono presenti nella legge delega e sono rafforzati all'interno di questo decreto''. In generale, ha concluso, il federalismo ''portera' ad una maggiore responsabilizzazione degli amministratori e di questo c'e' bisogno soprattutto al sud''.
CASSANO: REGIONE SOTTORAPPRESENTATA NEI TAVOLI CHE CONTANO - ''Ai tavoli che contano, la Regione e' sotto-rappresentata e debole''. Lo denuncia in una nota il vicepresidente vicario del gruppo consiliare Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano.
''Mentre il nostro governatore da' il meglio di se' sugli outing propri e altrui ed e' ormai una star onnipresente in tutti gli schermi televisivi, all'inseguimento sempre e soltanto delle sue interminabili ambizioni - spiega Cassano - a Roma si compiono scelte epocali sul futuro assetto dello Stato, e in esso soprattutto delle Regioni''.
''Spiace dover rivelare che in questo confronto di straordinario rilievo strategico - prosegue - la Regione Puglia sia di fatto assente, limitandosi a gridare sempre e soltanto ''al lupo, al lupo' per mere esigenze propagandistiche ma senza offrire alcun valido contributo sui contenuti del confronto, con il rischio di vedersi (come peraltro capita sistematicamente da quando e' governata da Vendola) discriminata per le proprie latitanze e improvvisazioni a fronte di ben piu' consistenti e qualificate presenze altrui''.
''E' una sorpresa - ha spiegato il vice presidente della Conferenza delle Regioni e presidente del Molise, Michele Iorio, entrando alla riunione -, anche se ormai ci siamo abbastanza abituati alle novita', questa rimane sempre una sorpresa''.
Intanto, sono state già convocate per martedi' prossimo le riunioni delle Commissioni Bilancio e sanita' della Conferenza delle Regioni per esaminare il provvedimento.
Dal 2015 l'addizionale regionale irpef puo' raggiungere il 3%. E' quanto prevede il decreto legislativo sul federalismo fiscale approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
IL PROVVEDIMENTO - Dal 2015 l'addizionale regionale Irpef puo' raggiungere il 3%. E' quanto prevede il decreto legislativo sul federalismo fiscale approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
Il provvedimento scagliona i possibili aumenti Irpef che le regioni possono decidere di applicare in aggiunta all'attuale addizionale dello 0,9%. Fino al 2013 la maggiorazione non puo' essere superiore allo 0,5%, per l'anno 2014 non puo' superare l'1,1% e a decorrere dal 2015 si puo' arrivare fino al 2,1%, Se si considera l'aliquota base dello 0,9% l'addizionale puo' arrivare quindi al 3%.
Le Regioni possono stabilire aliquote dell'addizionale regionale all'Irpef differenziate, esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale.
L'aumento sopra allo 0,5% non deve comportare aggravio ai primi due scaglioni di reddito. Le stesse Regioni, nell'ambito dell'addizionale, possono disporre, con propria legge detrazioni in favore della famiglia.
Confermata la possibilita' per le regioni di ridurre l'Irap fino ad azzerarla. Ma non puo' essere disposto il taglio qualora la maggiorazione irpef superi lo 0,5%.
TREMONTI: DOPO DECRETO PROCESSO FEDERALISMO QUASI FINITO - Con il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei ministri ''il processo del federalismo e' quasi finito''. Lo ha sottolineato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nella conferenza stampa a Via XX Settembre.
Quello che e' stato portato oggi in Cdm, ha ricordato Tremonti, e' l'ultimo decreto di attuazione della delega sul federalismo fiscale. Saranno necessari ulteriori passaggi, in Parlamento e nella Conferenza unificata, ma ''oggi abbiamo chiuso la fase fondamentale di definizione dei testi''. Il tutto e' evvenuto ''con una scelta di consenso con i partiti politici e gli Enti locali''. Il responsabile dell'Economia ha ribadito che ''il federalismo unisce e non divide'' e che serve a ''raddrizzare l'albero storto della finanza italiana'', che cosi' come e' oggi, in cui tutto e' centralizzato, ''ha prodotto solo debito pubblico''.
FITTO: SUD NON HA NULLA DA TEMERE - ''Le Regioni del Sud non hanno nulla da temere dal federalismo''. Lo ha spiegato il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, nella conferenza stampa al ministero dell'Economia convocata per illustrare il decreto legislativo approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.
Fitto ha spiegato che il provvedimento di oggi ''recepisce gli aspetti collegati anche alle Regioni del Mezzogiorno. I prossimi giorni - ha aggiunto - saranno utili per proseguire il confronto''. Il ministro ha poi sottolineato che ''i contenuti della perequazione, della solidarieta' e dell'equilibrio sono presenti nella legge delega e sono rafforzati all'interno di questo decreto''. In generale, ha concluso, il federalismo ''portera' ad una maggiore responsabilizzazione degli amministratori e di questo c'e' bisogno soprattutto al sud''.
CASSANO: REGIONE SOTTORAPPRESENTATA NEI TAVOLI CHE CONTANO - ''Ai tavoli che contano, la Regione e' sotto-rappresentata e debole''. Lo denuncia in una nota il vicepresidente vicario del gruppo consiliare Pdl alla Regione Puglia, Massimo Cassano.
''Mentre il nostro governatore da' il meglio di se' sugli outing propri e altrui ed e' ormai una star onnipresente in tutti gli schermi televisivi, all'inseguimento sempre e soltanto delle sue interminabili ambizioni - spiega Cassano - a Roma si compiono scelte epocali sul futuro assetto dello Stato, e in esso soprattutto delle Regioni''.
''Spiace dover rivelare che in questo confronto di straordinario rilievo strategico - prosegue - la Regione Puglia sia di fatto assente, limitandosi a gridare sempre e soltanto ''al lupo, al lupo' per mere esigenze propagandistiche ma senza offrire alcun valido contributo sui contenuti del confronto, con il rischio di vedersi (come peraltro capita sistematicamente da quando e' governata da Vendola) discriminata per le proprie latitanze e improvvisazioni a fronte di ben piu' consistenti e qualificate presenze altrui''.
