Bari - Cesena 1 a 1: un pari utile per il morale, inutile per la classifica
di Nicola Zuccaro
Dopo un mese e mezzo ( non accadeva dallo 0-0 del 19 settembre 2010, maturato nel mezzogiorno di fuoco contro il Cagliari) il Bari torna a pareggiare fra le mura amiche del S. Nicola.
Un pareggio dai due volti: utile per il morale ma inutile per la classifica. Su quest'ultima, va spostata la lente di ingrandimento perchè pareggiare contro una diretta concorrente - quale il Cesena - nella lotta per non retrocedere equivale ad aver subìto una sconfitta. Contro i romagnoli, l'imperativo categorico imprecato per l'intera settimana del "vincere a tutti costi" non è stato raggiunto. Bari - Cesena, assurta come tante e numerose altre nella storia calcistica a partita della vita, non si è rivelata come tale, tanto da regalare un primo tempo soporifero. In pratica, si pensava di assistere ad un atto di autolesionismo comune ai fini della classifica, in parte adombrato dalla discutibile direzione di gara del sig. Tagliavento e da una offensiva caotica e arrembante del Bari. Gli uomini di Ficcadenti si rendevano pericolosi al 35' con una conclusione di Ceccarelli dalla distanza e al 42' con un colpo di testa di Benalune che terminava sul fondo alla sinistra di Gillet sotto gli occhi di una appassionata Curva Nord. Il cuore del tifo biancorosso si rivelava determinante nel spingere l'intero San Nicola a guidare, nella ripresa, il Bari verso la rimonta. Al 21' per un fallo in mischia nell'area di rigore del Bari, Tagliavento decretava, senza esitazione, la massima punizione con la quale capitan Colucci portava momentaneamente in vantaggio i cesenati. Per il Bari si profilava un'altra sconfitta anche alla luce della contestata sostituzione di Ventura di Rana con Rivas. L'avvicendamento del giovane attaccante (classe '86) con il laterale argentino confermava, con la toccata del dito sulla tempia da parte del pubblico confinante con la tribuna stampa, lo stato confusionale di Ventura. A cancellare questa dubbia sostituzione ci pensava al 23' proprio Rivas che serviva con un preciso assist Caputo. L'attaccante altamurano anticipava l'improvvisata retroguardia nonchè l'estremo difensore cesenate Antonioli insaccando in rete quello che sino a 2' prima altro non era che un pareggio insperato. Iniziava così l'inseguimento biancorosso che con maggior ordine e calma dettati nei relativi tempi da un semi-ritrovato Almiron avrebbe potuto, in aggiunta all'incessante incoraggiamento del pubblico amico, riscuotere miglior fine se al 31' e al 35' uno scatenato Rivas non avesse tirato un fendente alto sopra la traversa.
Nei 3' di recupero concessi dal sig. Tagliavento il Cesena dimostrava di non accontentarsi del punto, tanto da costringere Gillet a due provvidenziali interventi piovuti dalle teste di Benalune e di Bogdani.
Fortunatamente, l'ennesimo epilogo negativo veniva evitato ad un Bari che otteneva comunque un punto che fa morale ma che per la classifica - riscriviamolo - si è rivelato un mezzo passo falso anche alla luce del pareggio interno del Brescia (un'altra concorrente del Bari nella lotta per la salvezza) contro il Genoa e del punto raccolto dal Cesena al San Nicola. Sperare nei passi falsi del Lecce caduto a Cagliari e del rinvio a data da destinarsi di Bologna-Chievo è il peggior espediente che si possa applicare per salvarsi. Il miglior espediente era, è e sarà vincere sfruttando, possibilmente, il fattore campo e per farlo il Bari non poteva avere quale miglior e più preziosa occasione quella di battere in casa il Cesena. Questo non è avvenuto e per il Bari il cammino per la permanenza in Serie A si preannuncia ancor più in salita poichè dopo le due insidiose trasferte contro Sampdoria e Roma del 5 e 12 dicembre i Galletti chiuderanno il 2010 al San Nicola contro il Palermo nella gara prevista per domenica 19 dicembre. Tre gare lungo le quali il Bari sarà chiamato ad una impresa titanica affrontando delle compagini competitive, aspettando che i tanto attesi rinforzi del mercato di riparazione contribuiscano a raddrizzare questo sciagurato Bari.
Dopo un mese e mezzo ( non accadeva dallo 0-0 del 19 settembre 2010, maturato nel mezzogiorno di fuoco contro il Cagliari) il Bari torna a pareggiare fra le mura amiche del S. Nicola.
Un pareggio dai due volti: utile per il morale ma inutile per la classifica. Su quest'ultima, va spostata la lente di ingrandimento perchè pareggiare contro una diretta concorrente - quale il Cesena - nella lotta per non retrocedere equivale ad aver subìto una sconfitta. Contro i romagnoli, l'imperativo categorico imprecato per l'intera settimana del "vincere a tutti costi" non è stato raggiunto. Bari - Cesena, assurta come tante e numerose altre nella storia calcistica a partita della vita, non si è rivelata come tale, tanto da regalare un primo tempo soporifero. In pratica, si pensava di assistere ad un atto di autolesionismo comune ai fini della classifica, in parte adombrato dalla discutibile direzione di gara del sig. Tagliavento e da una offensiva caotica e arrembante del Bari. Gli uomini di Ficcadenti si rendevano pericolosi al 35' con una conclusione di Ceccarelli dalla distanza e al 42' con un colpo di testa di Benalune che terminava sul fondo alla sinistra di Gillet sotto gli occhi di una appassionata Curva Nord. Il cuore del tifo biancorosso si rivelava determinante nel spingere l'intero San Nicola a guidare, nella ripresa, il Bari verso la rimonta. Al 21' per un fallo in mischia nell'area di rigore del Bari, Tagliavento decretava, senza esitazione, la massima punizione con la quale capitan Colucci portava momentaneamente in vantaggio i cesenati. Per il Bari si profilava un'altra sconfitta anche alla luce della contestata sostituzione di Ventura di Rana con Rivas. L'avvicendamento del giovane attaccante (classe '86) con il laterale argentino confermava, con la toccata del dito sulla tempia da parte del pubblico confinante con la tribuna stampa, lo stato confusionale di Ventura. A cancellare questa dubbia sostituzione ci pensava al 23' proprio Rivas che serviva con un preciso assist Caputo. L'attaccante altamurano anticipava l'improvvisata retroguardia nonchè l'estremo difensore cesenate Antonioli insaccando in rete quello che sino a 2' prima altro non era che un pareggio insperato. Iniziava così l'inseguimento biancorosso che con maggior ordine e calma dettati nei relativi tempi da un semi-ritrovato Almiron avrebbe potuto, in aggiunta all'incessante incoraggiamento del pubblico amico, riscuotere miglior fine se al 31' e al 35' uno scatenato Rivas non avesse tirato un fendente alto sopra la traversa.
Nei 3' di recupero concessi dal sig. Tagliavento il Cesena dimostrava di non accontentarsi del punto, tanto da costringere Gillet a due provvidenziali interventi piovuti dalle teste di Benalune e di Bogdani.
Fortunatamente, l'ennesimo epilogo negativo veniva evitato ad un Bari che otteneva comunque un punto che fa morale ma che per la classifica - riscriviamolo - si è rivelato un mezzo passo falso anche alla luce del pareggio interno del Brescia (un'altra concorrente del Bari nella lotta per la salvezza) contro il Genoa e del punto raccolto dal Cesena al San Nicola. Sperare nei passi falsi del Lecce caduto a Cagliari e del rinvio a data da destinarsi di Bologna-Chievo è il peggior espediente che si possa applicare per salvarsi. Il miglior espediente era, è e sarà vincere sfruttando, possibilmente, il fattore campo e per farlo il Bari non poteva avere quale miglior e più preziosa occasione quella di battere in casa il Cesena. Questo non è avvenuto e per il Bari il cammino per la permanenza in Serie A si preannuncia ancor più in salita poichè dopo le due insidiose trasferte contro Sampdoria e Roma del 5 e 12 dicembre i Galletti chiuderanno il 2010 al San Nicola contro il Palermo nella gara prevista per domenica 19 dicembre. Tre gare lungo le quali il Bari sarà chiamato ad una impresa titanica affrontando delle compagini competitive, aspettando che i tanto attesi rinforzi del mercato di riparazione contribuiscano a raddrizzare questo sciagurato Bari.
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