"Gelmini cala il sipario". Studenti e ricercatori Ateneo occupano Petruzzelli

BARI. Monta la protesta degli studenti dell'Ateneo barese. Stamane alcuni universitari, dottorandi e ricercatori baresi in lotta contro il disegno di legge Gelmini hanno occupato prima l'Ateneo e il palazzo delle vicine Facolta' di Giurisprudenza e Scienze Politiche, per poi arrivare al Petruzzelli, occupato anch'esso. Il corteo partito da Piazza Umberto ha attraversato e ha bloccato alcune strade della città. Gli studenti dell'Universita' si sono uniti a quelli del Politecnico, occupato da alcuni giorni. Manifestazioni analoghe di protesta sono in corso negli altri atenei pugliesi di Foggia e Lecce.

OCCUPATO IL PETRUZZELLI - 'Gelmini cala il sipariò: è quanto scritto sullo striscione srotolato da un balcone del teatro Petruzzelli di Bari, da una delegazione di studenti dell'Università di Bari che ha occupato simbolicamente il politeama. "Tra poco - spiegano - lasceremo il teatro e ci sposteremo altrove". «Lo stesso striscione - dicono gli studenti - lo abbiamo srotolato ieri dall'interno del teatro Piccinni di Bari, ma alcuni esponenti del centrodestra al Comune lo ha strappato: sono ancora visibili - sottolineano - i lembi dello striscione che sventolano". Fuori dal teatro Petruzzelli ci sono numerosi studenti e ricercatori baresi. "Eravamo partiti in 600 da centro città - dicono gli organizzatori - e poi ci siamo incontrati con altri gruppi di studenti del Campus al ponte di corso Cavour", che successivamente, dopo poco, hanno liberato.

"SI APRA SUBITO TAVOLO DI CONFRONTO CON UNIVERSITA'" - In una nota studenti, dottorandi e ricercatori scrivono che si tratta di ''una lotta culturale, politica, sociale ed economica che non deve vedere una divisione tra le categorie sociali stesse. La riforma cela la volonta' di una classe dirigente - prosegue il comunicato - che mira all'asservimento delle coscienze dei propri cittadini, in un sistema che sfrutta studenti, lavoratori, precari. Siamo tutti uniti contro una 'riforma' inaccettabile, che non riteniamo possa essere emendabile. Vogliamo che il disegno di legge venga ritirato immediatamente, che il ministro Gelmini si dimetta. Vogliamo che venga aperto un tavolo con le componenti tutte dell'universita', che lavori su una riforma condivisa e che risani l'universita' pubblica''.
In un volantino distribuito agli studenti si sottolinea che ''il ruolo per cui era stata pensata e costruita l'universita' pubblica, ovvero quello di creare coscienze critiche, cittadini capaci di pensare autonomamente, un sapere accessibile a tutti e a tutte, per quell'ideale forte e ancora vivo in noi che vede la cultura e il Sapere come mezzi per avere un riscatto sociale per coloro che hanno le capacita' e la volonta' ma non hanno i mezzi materiali per farlo, viene radicalmente stravolto".
"Noi studenti, dottorandi e ricercatori baresi in lotta siamo i piu' interessati affinche' una Riforma universitaria venga pensata e attuata. Siamo i primi consci dei problemi reali dell'universita', perche' la viviamo in prima persona, ogni giorno. Sappiamo - si spiega nel volantino - che i baronati, la proliferazione delle cattedre, le lobby di potere all'interno delle universita', sono cause della distruzione della stessa e vogliamo combatterli e rigettarli con forza per costruire un'universita' pubblica di qualita', attraverso una riforma che parta dal basso".