Imprenditori uccisi, furono legati e interrogati prima di essere freddati
FOGGIA. Legati con manette e nastro isolante e poi interrogati per alcune ore prima di essere uccisi e bruciati. Sono alcune delle indiscrezioni trapelate al termine del vertice che si e' svolto presso la Direzione distrettuale antimafia di Bari, convocato dal procuratore Antonio Laudati sull'omicidio di Giovanni e Martino Piscopo, i due fratelli imprenditori turistici rapiti il 18 novembre scorso e i cui corpi, carbonizzati, sono stati trovati domenica scorsa, in una campagne alla periferia di Peschici. Uno dei due cadaveri e' stato trovato con le braccia dietro la schiena e legate con delle manette; accanto all'altro corpo, invece, gli inquirenti avrebbero trovato una confezione di nastro isolante. Elementi che fanno sostenere che i due fratelli dopo essere stati rapiti, siano stati legati. Inoltre i magistrati avrebbero altri elementi per ritenere che dal rapimento all'omicidio siano trascorse alcune ore. Ecco perche' si presume che i fratelli Piscopo siano stati interrogati prima di essere uccisi. Il duplice omicidio, secondo quanto dichiarato dallo stesso procuratore Laudati potrebbe essere letto anche "come un messaggio che la mafia ha voluto lanciare all'intero settore imprenditoriale della zona". Inoltre, secondo la Procura barese, l'efferato fatto di sangue, le cui modalita' hanno decisamente carattere mafioso, non e' assolutamente da ascrivere a un episodio isolato di malavita locale, ma si inserisce in un quadro di recrudescenza delle attivita' criminali dei clan mafiosi della zona e che registra la scomparsa di quattro persone e nell'ultimo anno, circa 15 omicidi.
