Wikileaks su Berlusconi, Bindi: forse c'è sotto qualcosa di più grave

BARI. ''Indubbiamente quello che sta accadendo non e', come dire, edificante per le istituzioni ma una cosa e' certa: sicuramente Berlusconi e i suoi ministri temono qualcosa di piu' grave ancora''. Lo ha detto, a proposito del ciclone Wikileaks che ha colpito i 'potenti della terra', compreso Berlusconi, il vicepresidente della Camera Rosy Bindi, a Bari per la presentazione - nell'aula del Consiglio regionale della Puglia - del Rapporto 2010 sulla legislazione tra Stato, Regioni e Unione Europea.
"Credo che gli italiani - ha concluso la Bindi - conoscano degli aspetti ritenuti segreti di Berlusconi molto di più di quello che per adesso e' emerso da questi rapporti. Sono ancora molto insospettita dall'allarme lanciato dal ministro Frattini che ha parlato dell'11 settembre della diplomazia".

COSA DICE WIKILEAKS SU SILVIO - Il sito pirata Wikileaks ha diffuso ieri pomeriggio 3.012 documenti inviati dalle sedi diplomatiche statunitensi. Pur non risparmiando critiche a nessun leader europeo, i documenti americani fanno un preciso ritratto del premier Berlusconi, che viene descritto come “un leader fisicamente e politicamente debole” le cui “frequenti lunghe nottate e l'inclinazione alle feste significano che non si riposa a sufficienza”. Sul presidente del Consiglio si legge ancora che è “incapace, vanitoso e inefficace come leader moderno” e soprattutto dedito a “feste selvagge”.
Saputi i contenuti dei documenti, il Cavaliere, raccontano fonti a lui prossime, avrebbe reagito con “una risata”. Diverse le carte riguardanti i rapporti tra il premier e Vladimir Putin, mentre a Washington un sempre più preoccupato segretario di Stato Hillary Clinton chiede informazioni. I diplomatici americani descrivono la relazione fra i due come “straordinariamente stretta” e il “New York Times” narra di “generosi regali e lucrosi contatti nel campo energetico”. Viene tirato in ballo “un oscuro intermediario che parla russo”, mentre Berlusconi viene definito “il megafono di Putin in Europa”.