Bari, ridotto in fin di vita per uno specchietto di motorino

BARI. Ridotto in fin di vita per uno specchietto di un motorino rotto. Il fatto è avvenuto la sera del 5 luglio scorso al quartiere Liberta' di Bari. Alla base del pestaggio di un artigiano di 46 anni ci sono dei futili motivi. I carabinieri del Nucleo Operativo hanno fatto luce sulla vicenda ed eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Antonio Colaianni, pizzaiolo incensurato di 42 anni, accusato di tentato omicidio volontario e aggravato. Colaianni avrebbe aggredito l'uomo perche' si era seduto sul suo scooter parcheggiato in strada.

IL PESTAGGIO - La vittima fu trovata sul marciapiedi fra via Crisanzio e via Trevisani, in una pozza di sangue ed in stato di semicoscienza. Sin dalle prime battute la vicenda era apparsa strana agli inquirenti. L'uomo, di professione carrozziere, non aveva inimicizie ne' contatti con la malavita e quindi un episodio cosi' violento nei suoi confronti non trovava spiegazione.
Condotto in stato confusionale al Pronto Soccorso del Policlinico, l'uomo il pomeriggio successivo era entrato in coma, a causa delle profonde lesioni al cranio provocate da calci e pugni, forse anche da oggetti contundenti. L'artigiano venne sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Gli inquirenti all'inizio non sono riusciti ne' a rilevare la presenza di telecamere di videosorveglianza nei dintorni, ne' ad avere il contributo di eventuali testimoni.
La vittima, prima di perdere conoscenza, aveva riferito ai sanitari ed ai soccorritori di aver intravisto qualcuno. Cosi' i militari prima hanno cercato riscontri e poi hanno aspettato che finisse la sua lunga e dolorosa convalescenza, segnata prima da un mese di ricovero e poi da una ricaduta e un nuovo ricovero in ospedale dovuto a una serie di complicazioni. Dalla sua testimonianza e' emerso che aveva ricevuto delle confidenze 'di quartiere' circa l'identita' dei suoi aggressori, persone residenti come lui nel popoloso rione Liberta'.

LE INDAGINI - E' stata la svolta delle indagini: i militari si sono messi alla ricerca del proprietario di un motorino su cui la vittima si era improvvidamente seduta la sera dell'aggressione, maneggiando lo specchietto retrovisore che gli sembrava rotto, soltanto nel tentativo di sistemarlo, visto che fa il carrozziere. Lo sgarro alla base del pestaggio sarebbe stato l'equivoco relativo a questo gesto, interpretato come un tentativo di rubare lo specchietto.
Gli inquirenti sono risaliti all'aggressore, l'incensurato Antonio Colaianni che, in preda ad un raptus ingiustificato e, sotto gli occhi increduli di un suo amico 32enne, sempre dello stesso quartiere, indagato ora per omissione di soccorso, aveva aggredito il povero carrozziere, lasciandolo quasi moribondo per strada. L'accusa e' di tentato omicidio e non di semplici lesioni proprio per la natura estrema dell'azione violenta.