Bat, la mappa delle mafie nella sesta provincia pugliese

di Nicola Ricchitelli
Sarebbe Andria il cuore della criminalità organizzata nella Sesta Provincia pugliese, seguito a ruota da Barletta, ma anche S.Ferdinando di Puglia e Trani e Bisceglie. È quanto emerge dalla recente relazione semestrale a firma della Direzione investigativa antimafia, resa al Parlamento dal ministro dell’Interno Roberto Maroni, relativa al periodo gennaio-giugno 2010.
Come dicevamo, a destare maggiori preoccupazioni è proprio la città di Andria, dove emerge «l’operatività di soggetti che, pur non appartenendo a sodalizi criminali consolidati, dimostrano significative capacità di gestire le attività illecite in ristretto ambito territoriale».
Nella relazione vengono sottolineati i settori di maggiore interesse come "il traffico, lo spaccio e la coltivazione in proprio (anche nelle abitazioni) di sostanze stupefacenti da parte delle “nuove leve”, il furto e la rapina di auto, mezzi agricoli, tir ma nel mirino vi sono anche gli uliveti, gli oleifici e i mezzi che trasportano il cosiddetto “oro verde”".
Terreno fertile per la presenza di organizzazioni mafiose: "si segnala la presenza degli appartenenti alle organizzazioni mafiose Pesce-Pistillo e Pastore che pur ridimensionate da numerosi arresti, mantengono una certa influenza sul territorio".
Meno allarmante ma comunque da tenere sotto controllo la città di Barletta, dove a seguito della disarticolazione del clan «Cannito-Lattanzio», che ha determinato il venir meno del ruolo egemone di questa organizzazione, si assiste ad un periodo di relativa calma degli equilibri criminali.
In questo contesto è stata messa a segno l’operazione «Amarcord», lo scorso 24 giugno scorso, dove furono arrestati 7 presunti usurai. Tra gli episodi di rilievo anche il 27 marzo 2010 il tentato omicidio di Vincenzo Di Salvo, commerciante di auto, già noto alle forze dell’ordine, ferito con due colpi di pistola calibro 22 alla coscia sinistra. La vittima è fratello di Francesco Di Salvo che risulterebbe affiliato al clan «Cannito-Lattanzio. Al fenomeno delle estorsioni si ritiene legato l’incendio doloso di tre autoambulanze e due pulmini degli Operatori Emergenza Radio avvenuto nel cortile della scuola «Principe di Napoli. Un incendio che provocò anche l’ina gibilità della scuola.
Viceversa, per quanto concerne la città di Trani, la relazione parla di «una criminalità con connotazione non particolarmente organizzata, diversamente da Bisceglie dove sta prendendo piede il sodalizio Cuocci:, «dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti e alle estorsioni ma che non evidenzia ancora profili organizzativi particolarmente strutturati».
Ombre di mafie anche nella bassa valle dell’Ofanto. Il 6 marzo 2010 a seguito di un incendio doloso in un piazzale di una ditta operante nel settore ortofrutticolo che distrugge quattro autocarri che si è esteso a un vicino colorificio con ingenti danni.