Libri: “Fiabe e favole raccolte a San Marco in Lamis” di Grazia Galante
BARI. Parola di Raffaele Nigro: “Continua a colpirmi la lunga serie di autori, narratori, poeti, traduttori, linguisti che San Marco in Lamis partorisce a ogni giro di luna… I fratelli Coco, Cosma Siani, Sergio D’Amaro, Joseph Tusiani, i Quaderni di San Marco, il Liceo Giannone, il Convento di San Matteo, Antonio Motta e i fratelli Galante, ne sono un esempio”. Il grande autore pugliese, introduce così la raccolta di racconti della tradizione orale sammarchese, proposta da Grazia Galante in un nitido volume edito da Levante (Bari): 314 pag. 20 euro.
Ed ecco come Nigro continua a presentare “questa interessante raccolta, che prende le mosse da lavori precedentemente organizzati con gli studenti e da indagini sul campo condotte in un lungo arco di tempo. Condotte per amore, per troppo amore verso le radici e verso la terra, sicuramente, ma soprattutto per uno spirito di servizio. Il desiderio di salvare il patrimonio culturale e letterario del mondo garganico e consegnarlo alla posterità del mondo intero”.
LA MAGIA DELLE FAVOLE - Quella delle favole è una magia che sta scomparendo, dice Grazia Galante. Erano gli anziani che le raccontavano ai bambini, ma è un “modo di comunicare che appartiene al passato. La televisione ha preso il posto dei nonni, che per mancanza di uditorio non insegnano niente. Eppure i bambini vogliono ascoltare le fiabe…”. Certo, il piccolo schermo ne trasmette tante, ma “lascia poco spazio alla fantasia”, perché il piccolo segue le scene ed ha poco da immaginare. “Nelle fiabe raccontate, invece, l’ascoltatore costruisce le situazioni con la sua fantasia”. Grazia ricorda le serate a casa della nonna, attorno al braciere, ad ascoltare cummare Mechelina ed i racconti di Vugnulicchie, di Mamma Nannòrca, di animali parlanti, di re e principesse.
Queste “fiabe e le favole sono state tramandate di padre in figlio, quando quasi nessuno sapeva leggere e scrivere. Devono la loro sopravvivenza alla tradizione orale. Sono documenti di cultura popolare che consentono di conoscere tradizioni, usanze, situazioni di vita del passato, con cui divertirsi, sognare, fantasticare, in un mondo irreale ottimistico dove tutto ha un lieto fine”.
L'AUTRICE - Grazia Galante è nata a San Marco. Laureata in Pedagogia, ha insegnato materie letterarie in diverse scuole medie, prima a Torino, poi in Capitanata. Attratta dalle tradizioni popolari del suo paese, oltre ad iniziative sulla memoria collettiva sammarchese ha sviluppato ricerche, con i suoi alunni, sulla medicina popolare, le favole, fiabe e racconti, i soprannomi, le filastrocche e gli indovinelli. Numerosi i libri pubblicati. Col fratello Michele, anche un Dizionario del dialetto di San Marco in Lamis (Levante, Bari, 2006).
Ed ecco come Nigro continua a presentare “questa interessante raccolta, che prende le mosse da lavori precedentemente organizzati con gli studenti e da indagini sul campo condotte in un lungo arco di tempo. Condotte per amore, per troppo amore verso le radici e verso la terra, sicuramente, ma soprattutto per uno spirito di servizio. Il desiderio di salvare il patrimonio culturale e letterario del mondo garganico e consegnarlo alla posterità del mondo intero”.
LA MAGIA DELLE FAVOLE - Quella delle favole è una magia che sta scomparendo, dice Grazia Galante. Erano gli anziani che le raccontavano ai bambini, ma è un “modo di comunicare che appartiene al passato. La televisione ha preso il posto dei nonni, che per mancanza di uditorio non insegnano niente. Eppure i bambini vogliono ascoltare le fiabe…”. Certo, il piccolo schermo ne trasmette tante, ma “lascia poco spazio alla fantasia”, perché il piccolo segue le scene ed ha poco da immaginare. “Nelle fiabe raccontate, invece, l’ascoltatore costruisce le situazioni con la sua fantasia”. Grazia ricorda le serate a casa della nonna, attorno al braciere, ad ascoltare cummare Mechelina ed i racconti di Vugnulicchie, di Mamma Nannòrca, di animali parlanti, di re e principesse.
Queste “fiabe e le favole sono state tramandate di padre in figlio, quando quasi nessuno sapeva leggere e scrivere. Devono la loro sopravvivenza alla tradizione orale. Sono documenti di cultura popolare che consentono di conoscere tradizioni, usanze, situazioni di vita del passato, con cui divertirsi, sognare, fantasticare, in un mondo irreale ottimistico dove tutto ha un lieto fine”.
L'AUTRICE - Grazia Galante è nata a San Marco. Laureata in Pedagogia, ha insegnato materie letterarie in diverse scuole medie, prima a Torino, poi in Capitanata. Attratta dalle tradizioni popolari del suo paese, oltre ad iniziative sulla memoria collettiva sammarchese ha sviluppato ricerche, con i suoi alunni, sulla medicina popolare, le favole, fiabe e racconti, i soprannomi, le filastrocche e gli indovinelli. Numerosi i libri pubblicati. Col fratello Michele, anche un Dizionario del dialetto di San Marco in Lamis (Levante, Bari, 2006).
