Barletta, aspettando il water front
di Nicola Ricchitelli. Un tempo fu il progetto Ambasz, ora ha preso il nome di water front, nomi diversi aventi come oggetto la litoranea di ponente. La fucina di idee del coordinamento dei giovani socialisti questa settimana ha toccato un argomento molto sentito in città, il turismo per l’appunto, ed in maniera particolare la litoranea di ponente: «Se qualcuno, negli ultimi 30 anni ci avesse messo mano, nel modo giusto, perché poi le cose sbagliate sono state fatte (sabbia cementificata, pezzi di costa recintati), il lungomare sarebbe diverso e anche la città in sua prossimità lo sarebbe. Quello che invece persiste tale e quale è la concezione, astratta della costa, della litoranea: una risorsa. E allora lo si faccia, la si sfrutti su due fronti, per lo sviluppo turistico e per migliorare la qualità della vita in città. Water front: quanto altro tempo ci vorrà per realizzarlo, quanti altri anni passeranno senza che nulla possa cambiare?». In attesa di grandi progetti perché non partire dalle piccole cose? In tal senso è chiara la posizione del movimento: «Nell'attesa il coordinamento dei Giovani Socialisti non intende stare a guardare. Noi almeno cominciamo dalle piccole cose ma diamo inizio a un processo inedito per questa città. Abbiamo il mare e abbiamo l’estate, perché non approfittare e non pensare di creare nuove opportunità di lavoro inerenti attività e servizi utili? Pensiamo a chioschi e torrette di avvistamento per la sicurezza dei bagnanti e a tutta una serie di attività e servizi. La nostra “pretea” è che tutto sia organizzato in modo trasparente e nel rispetto dell’ambiente. Ci piacerebbe che il comune si facesse promotori di questa iniziativa per rendere Barletta più vivibile. Piuttosto che non vedere mai realizzati progetti grandiosi, che si facciano almeno le cose più semplici».
