Libri: la storia antologica della poesia di Corato
di Vittorio Polito. La città di Corato, il cui nome potrebbe derivare da Caius Oratus, patrizio, a cui fu assegnato il territorio all’indomani della II guerra punica, è oggetto di un corposo volume di Gaetano Bucci, pubblicato da Levante Editori (pagine 664, € 35): “Cor Sine Labe” (cuore senza macchia).
Il pregevole volume, la cui copertina è opera dell’artista Michele Vurro, riporta per la prima volta alla luce la cultura letteraria di Corato attraverso la storia antologica della poesia.
Gaetano Bucci, docente di Lettere presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato, autore di diverse pubblicazioni, si è interessato alla filosofia, all’antropologia culturale e didattica della filosofia, ha voluto sintetizzare il titolo in sole tre parole “Cor Sine Labe”, per indicare in modo simbolico lo spirito della comunità cittadina che vuole aprirsi con coraggio e fiducia al futuro anche attraverso il suo patrimonio di cultura letteraria.
Gli autori citati sono circa 60, suddivisi in tre sezioni: “Poeti storici, “Poeti d’oggi” e “Poesia dialettale”, tra i quali ricordiamo Orazio Caputo, capostipite dei poeti di Corato, Guglielmo Schiralli, poeta scapigliato e primo consigliere socialista della provincia di Bari, Vincenzo Musci e Antonietta Di Bari Bruno, poeti “classici” degli anni ’30, Giovanni Ripoli e Domenico Calvi, intellettuali laici e antifascisti, Vinci Verginelli, poeta e grande cultore della filosofia ermetica, Sabino Lopez, medico-poeta di eccezionale sensibilità, e Cataldo Leone, eclettico intellettuale di riferimento della destra cittadina. Tra i contemporanei sono presenti Oronzo Liuzzi e il poeta-politico Pino Pisicchio. La tradizione dialettale è sostenuta con un sostanzioso contributo di Cataldo Mastromauro che, guarda caso, ha vissuto a Bari ma non ha mai dimenticato la sua Corato. Mastromauro, con lo pseudonimo di Achille Speranzella, collaborò con Radio Bari e forse a lui si deve la scoperta femminile di Mariette, che per molti anni fece coppia con Coline negli esilaranti dialoghi domenicali del programma radiofonico “La Caravella”, i cui testi furono scritti anche da Vito Maurogiovanni. Mastromauro, inoltre, può considerarsi un “opinionista”, poiché si è servito del dialetto di Corato per fare “discorsi in versi” in cui fondeva, con esiti brillanti ed efficaci, prosa teatro e poesia.
Sostanzialmente Bucci, con il suo importante lavoro, dimostra tutto il suo amore per Corato, facendo apparire la sua città, attraverso le voci dei suoi poeti, come una città laboriosa, studiosa, pacifica, coraggiosa, intraprendente, leale e solidale. Una città di grande e sofferta emigrazione, legata all’ulivo e alla vigna, ma anche una città sofferente e gioiosa, pensosa e produttiva, riflessiva e attiva, virtuosa e, perché no, un po’ viziosa.
Ed a proposito di poesia, Pablo Neruda diceva che «Se mi chiedono che cosa è la mia poesia, devo confessare che non lo so. Ma se chiedono alla mia poesia chi sono io, lo comprenderanno»
Il volume è corredato da una illustratissima presentazione, da una ricca appendice fotografica relativa ai colori di Corato attraverso arte, tradizioni, e folclore, e da una decina di schede di lettura di testi poetici, utili anche a scopo didattico. Insomma una meritoria opera che Gaetano Bucci regala ai suoi concittadini lasciando ai posteri la documentazione degli anni che furono.
La pubblicazione, che si avvale del Patrocinio dal Comune di Corato e dall’Assessorato Attività Turistiche e Alberghiere della Regione Puglia, si completa con la più ricca bibliografia finora presentata su opere letterarie scritte da coratini e su Corato che saranno di grande aiuto per studiosi e ricercatori.
Il pregevole volume, la cui copertina è opera dell’artista Michele Vurro, riporta per la prima volta alla luce la cultura letteraria di Corato attraverso la storia antologica della poesia.
Gaetano Bucci, docente di Lettere presso l’Istituto Statale d’Arte di Corato, autore di diverse pubblicazioni, si è interessato alla filosofia, all’antropologia culturale e didattica della filosofia, ha voluto sintetizzare il titolo in sole tre parole “Cor Sine Labe”, per indicare in modo simbolico lo spirito della comunità cittadina che vuole aprirsi con coraggio e fiducia al futuro anche attraverso il suo patrimonio di cultura letteraria.
Gli autori citati sono circa 60, suddivisi in tre sezioni: “Poeti storici, “Poeti d’oggi” e “Poesia dialettale”, tra i quali ricordiamo Orazio Caputo, capostipite dei poeti di Corato, Guglielmo Schiralli, poeta scapigliato e primo consigliere socialista della provincia di Bari, Vincenzo Musci e Antonietta Di Bari Bruno, poeti “classici” degli anni ’30, Giovanni Ripoli e Domenico Calvi, intellettuali laici e antifascisti, Vinci Verginelli, poeta e grande cultore della filosofia ermetica, Sabino Lopez, medico-poeta di eccezionale sensibilità, e Cataldo Leone, eclettico intellettuale di riferimento della destra cittadina. Tra i contemporanei sono presenti Oronzo Liuzzi e il poeta-politico Pino Pisicchio. La tradizione dialettale è sostenuta con un sostanzioso contributo di Cataldo Mastromauro che, guarda caso, ha vissuto a Bari ma non ha mai dimenticato la sua Corato. Mastromauro, con lo pseudonimo di Achille Speranzella, collaborò con Radio Bari e forse a lui si deve la scoperta femminile di Mariette, che per molti anni fece coppia con Coline negli esilaranti dialoghi domenicali del programma radiofonico “La Caravella”, i cui testi furono scritti anche da Vito Maurogiovanni. Mastromauro, inoltre, può considerarsi un “opinionista”, poiché si è servito del dialetto di Corato per fare “discorsi in versi” in cui fondeva, con esiti brillanti ed efficaci, prosa teatro e poesia.
Sostanzialmente Bucci, con il suo importante lavoro, dimostra tutto il suo amore per Corato, facendo apparire la sua città, attraverso le voci dei suoi poeti, come una città laboriosa, studiosa, pacifica, coraggiosa, intraprendente, leale e solidale. Una città di grande e sofferta emigrazione, legata all’ulivo e alla vigna, ma anche una città sofferente e gioiosa, pensosa e produttiva, riflessiva e attiva, virtuosa e, perché no, un po’ viziosa.
Ed a proposito di poesia, Pablo Neruda diceva che «Se mi chiedono che cosa è la mia poesia, devo confessare che non lo so. Ma se chiedono alla mia poesia chi sono io, lo comprenderanno»
Il volume è corredato da una illustratissima presentazione, da una ricca appendice fotografica relativa ai colori di Corato attraverso arte, tradizioni, e folclore, e da una decina di schede di lettura di testi poetici, utili anche a scopo didattico. Insomma una meritoria opera che Gaetano Bucci regala ai suoi concittadini lasciando ai posteri la documentazione degli anni che furono.
La pubblicazione, che si avvale del Patrocinio dal Comune di Corato e dall’Assessorato Attività Turistiche e Alberghiere della Regione Puglia, si completa con la più ricca bibliografia finora presentata su opere letterarie scritte da coratini e su Corato che saranno di grande aiuto per studiosi e ricercatori.
