Lega: ultimatum al Governo da Pontida
PONTIDA. ''Ultimatum al governo'' e' il titolo a tutta pagina di oggi del quotidiano ''La Padania'' che riassume quanto detto ieri a Pontida da Umberto Bossi nel tradizionale raduno del Carroccio a cui hanno partecipato decine di migliaia di persone che piu' volte hanno scandito lo slogan ''secessione, secessione''.
Dal leader della Lega, com'era previsto, sono arrivate una serie di richieste all'esecutivo ma non c'e' stata la rottura con il Pdl. Scartando l'ipotesi di elezioni anticipate ''perche' questa volta vincerebbe la sinistra, ogni quindici anni c'e' un vento nuovo nella politica, e' fatale che la gente voglia cambiare'', Bossi ha fatto una serie di considerazioni rivolte al premier e alla maggioranza.
Nel suo discorso non ha risparmiato critiche al premier e al ministro dell'Economia: ''La prossima volta non e' detto che andremo alle elezioni con Berlusconi, dipende dalle scelte che saranno fatte'', ''La leadership di Berlusconi potrebbe finire nel 2013'', ''Berlusconi non dia nulla per scontato, dalla Lega puo' arrivare uno stop'', ''Tremonti, se vuole i nostri voti per i suoi provvedimenti, trovi un modo per ridurre la pressione fiscale che mette in ginocchio il nord''.
Bossi ha dettato le condizioni della permanenza del Carroccio al governo: ''Bisogna abbassare le tasse, i soldi si possono recuperare finendo le missioni di guerra che costano tantissimo. Solo la missione della Libia, tra bombe e clandestini, ci e' costata un miliardo di euro. Bisogna intervenire sul fisco perche' la pressione fiscale ha superato ogni limite''.
Il senatu'r chiede anche la revisione del patto di stabilita' che riguarda i Comuni e la riduzione dei costi della politica (''Io ho l'Audi, me la sono comprata. Basta con le auto blu che poi pagate voi''). E non rinuncia alla richiesta di spostare quattro ministeri al nord: ''Il mio ministero e quello di Calderoli verranno in Lombardia a Monza, dove il sindaco ci ha messo a disposizione una sede presso la Villa Reale''. Da Pontida e' intanto partita la raccolta di firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Lega che chiede proprio il trasferimento dei ministeri.
Il leader del Carroccio ha chiuso il suo discorso con un monito: ''Qualcuno si illude e dice Bossi non puo' piu' andare alle elezioni da solo. Invece noi possiamo andare da soli quando vogliamo. La Lega e' molto forte ancora, ha piu' del 10% a livello nazionale. E allora da oggi andremo a testa bassa sul territorio, io verro' dovunque a trovarvi.
Decideremo assieme senza dar niente per scontato, puo' darsi che a Berlusconi la Lega dica stop''.
E' lo stesso Silvio Berlusconi a commentare in serata il discorso di Bossi, all'uscita dall'ospedale Niguarda di Milano dove si era in visita a un militare ferito in Afghanistan e ad alcuni profughi libici: ''Con Umberto siamo d'accordo: il governo prosegue per fare le riforme, troveremo la quadra. E' assolutamente confermato che la nostra alleanza non ha alternative''.
Dal leader della Lega, com'era previsto, sono arrivate una serie di richieste all'esecutivo ma non c'e' stata la rottura con il Pdl. Scartando l'ipotesi di elezioni anticipate ''perche' questa volta vincerebbe la sinistra, ogni quindici anni c'e' un vento nuovo nella politica, e' fatale che la gente voglia cambiare'', Bossi ha fatto una serie di considerazioni rivolte al premier e alla maggioranza.
Nel suo discorso non ha risparmiato critiche al premier e al ministro dell'Economia: ''La prossima volta non e' detto che andremo alle elezioni con Berlusconi, dipende dalle scelte che saranno fatte'', ''La leadership di Berlusconi potrebbe finire nel 2013'', ''Berlusconi non dia nulla per scontato, dalla Lega puo' arrivare uno stop'', ''Tremonti, se vuole i nostri voti per i suoi provvedimenti, trovi un modo per ridurre la pressione fiscale che mette in ginocchio il nord''.
Bossi ha dettato le condizioni della permanenza del Carroccio al governo: ''Bisogna abbassare le tasse, i soldi si possono recuperare finendo le missioni di guerra che costano tantissimo. Solo la missione della Libia, tra bombe e clandestini, ci e' costata un miliardo di euro. Bisogna intervenire sul fisco perche' la pressione fiscale ha superato ogni limite''.
Il senatu'r chiede anche la revisione del patto di stabilita' che riguarda i Comuni e la riduzione dei costi della politica (''Io ho l'Audi, me la sono comprata. Basta con le auto blu che poi pagate voi''). E non rinuncia alla richiesta di spostare quattro ministeri al nord: ''Il mio ministero e quello di Calderoli verranno in Lombardia a Monza, dove il sindaco ci ha messo a disposizione una sede presso la Villa Reale''. Da Pontida e' intanto partita la raccolta di firme in calce alla proposta di legge di iniziativa popolare promossa dalla Lega che chiede proprio il trasferimento dei ministeri.
Il leader del Carroccio ha chiuso il suo discorso con un monito: ''Qualcuno si illude e dice Bossi non puo' piu' andare alle elezioni da solo. Invece noi possiamo andare da soli quando vogliamo. La Lega e' molto forte ancora, ha piu' del 10% a livello nazionale. E allora da oggi andremo a testa bassa sul territorio, io verro' dovunque a trovarvi.
Decideremo assieme senza dar niente per scontato, puo' darsi che a Berlusconi la Lega dica stop''.
E' lo stesso Silvio Berlusconi a commentare in serata il discorso di Bossi, all'uscita dall'ospedale Niguarda di Milano dove si era in visita a un militare ferito in Afghanistan e ad alcuni profughi libici: ''Con Umberto siamo d'accordo: il governo prosegue per fare le riforme, troveremo la quadra. E' assolutamente confermato che la nostra alleanza non ha alternative''.
