“Perché Amati tace sul 7% che l’Acquedotto dovrà togliere dalle bollette?”

BARI. “La piccata risposta con cui l’Assessore Amati ‘scarica’ i movimenti per l’acqua pubblica, il Comitato per l’acqua bene comune e l’estrema sinistra che fino al giorno del referendum e per tutta la campagna elettorale hanno garantito appoggio incondizionato a lui e a Vendola, è sorprendente ma soprattutto lacunosa”. Lo sostiene in una nota il capogruppo del Pdl alla Regione, Rocco Palese, che spiega: “Fino al giorno prima del referendum, era in vigore una Legge dello Stato in base alla quale le bollette dell’acqua erano maggiorate del 7%, in virtù della cosiddetta ‘remunerazione del capitale investito’, ossia gli investimenti operati sulla rete dal gestore (nel nostro caso Acquedotto). Come spiega bene il Codacons, dopo la vittoria dei 'SI' sul secondo quesito referendario, che ha abrogato la remunerazione del capitale investito sulla determinazione della tariffa per il servizio idrico, le bollette devono scendere immediatamente del 7%. Nel caso, quindi, i gestori proseguissero indebitamente a maggiorare del 7% le tariffe sull'acqua, è evidente che scatterebbe per il consumatore non solo il diritto alla restituzione di quanto illegalmente percepito dai gestori, ma anche quello al risarcimento del danno. Vendola, da strenuo sostenitore del Si al referendum, sa che dalla prossima bolletta l’Acquedotto Pugliese dovrà diminuire la tariffa del 7%? Vendola e Amati, che nel contempo hanno portato avanti pure la ripubblicizzazione dell’Acquedotto, sanno spiegarci come e dove l’Acquedotto prenderà i soldi per gli investimenti? E, soprattutto, è vero ciò che oggi scrive ‘Il Manifesto’, ossia che quel 7% di maggiorazione pesa 40 milioni di euro nel bilancio dell’Acquedotto Pugliese? Chi coprirà l’eventuale ‘buco’ che si creerà nel bilancio dell’AQP già nell’anno in corso, ossia da quando sarà a regime quanto sancito dal referendum sostenuto da Vendola? A questo punto, unendoci a quanto richiesto anche a noi del centrodestra via mail dai Comitati e movimenti, torniamo a chiedere ad Amati e Vendola: che fretta c’era di portare in aula la Legge sulla ripubblicizzazione di AQP? Non si poteva aspettare una settimana o due per verificare il reale impatto che avrà l’esito del referendum?”.