Processo Fitto: Laudati risponde a Sisto, in dibattimento giudice è dominus
BARI. ''Nel nostro ordinamento il pubblico ministero, in fase dibattimentale, dinnanzi al Tribunale, puo' solo esprimere richieste o pareri, rispetto alle decisioni che sono esclusivamente demandate al giudice che e' il 'dominus' assoluto del processo''. Cosi' il capo della Procura di Bari, Antonio Laudati, replica in una nota alle parole dell'avvocato Francesco Paolo Sisto, legale del ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto.
LE DICHIARAZIONI DI SISTO - Quest'ultimo ieri mattina, durante l'udienza del processo 'La Fiorita', ha reso dichiarazioni spontanee chiedendo la cancellazione dai suoi capi d'imputazione del reato di associazione per delinquere. Reato per il quale il ministro e' stato prosciolto lo scorso gennaio dalla Corte di Cassazione. Dopo l'udienza l'avvocato Sisto aveva polemizzato in una nota parlando di ''inspiegabile ed inusuale atteggiamento della Procura di Bari'' che si era opposta alla cancellazione.
6 CAPI DI IMPUTAZIONE PER FITTO - Al processo Fitto, come chiarisce Laudati, risponde ''di sei capi di imputazione: due relativi ad episodi di corruzione, due relativi ad episodi di abuso d'ufficio, uno relativo ad un episodio di peculato ed uno relativo ad un episodio di finanziamento illecito ai partiti, non del reato di associazione per delinquere''.
Il procuratore ricorda che ''nell'udienza del 24 gennaio 2011 introduttiva del processo 'la Fiorita', la difesa dell'imputato Raffaele Fitto ha chiesto la cancellazione di parte del capo di imputazione sostenendo che si era verificato un errore materiale. L'avvocato Sisto ha letteralmente sostenuto: 'Il Giudice nel trascrivere il capo di imputazione non ha eliminato quelle parti, pur coperte da omissis nell'intestazione, che riguardano gli imputati Fitto, Macagnano ed altri?'''.
''Nella successiva udienza del 31 gennaio 2011 - ricostruisce ancora Laudati - il Presidente del Tribunale di Bari ha, con ordinanza, rigettato l'istanza presentata dall'avvocato Sisto e ha disposto il procedersi oltre ritenendo che non si trattava di errore materiale. In data 4 luglio 2011 la difesa dell'imputato Raffaele Fitto ha ripresentato la stessa istanza. Entrambe le volte, sia in data 24 gennaio 2011 sia in data 4 luglio 2011, il Pubblico Ministero in udienza ha espresso le sue valutazioni, rimettendosi alle decisioni del giudice''.
Laudati precisa preliminarmente che ''non e' consuetudine di questo Ufficio rispondere con comunicati stampa a lettere inviate in forma riservata, quali eravamo convinti fossero quelle che sono giunte nei giorni scorsi dal Ministro Raffaele Fitto, men che meno e' consuetudine intervenire in una fase dibattimentale che dovrebbe prevedere l'esclusivo rispetto delle decisioni del Giudice'', venendo meno alla ''doverosa riservatezza, alla quale tutte le parti processuali, e la Procura e' solo una di queste, dovrebbero essere tenute''. Ma conclude dicendo di essere intervenuta in modo che ''venga ripristinata la verita' dei fatti''.
FITTO: DECISIONE INCOMPRENSIBILE IN PAESE CIVILE - L'esponente di governo ha replicato poco fa a una nota del capo dell'ufficio Antonio Laudati. ''Nessuno si dispiaccia se, nonostante il 'rammaricato' comunicato stampa di oggi dell'Ufficio del Procuratore - scrive l'esponente di governo - non riesco ancora a capire come e' possibile, in un Paese civile, che possa rimanere scritto nel processo un reato da cui sono stato definitivamente prosciolto''.
''Premetto che ancora oggi - continua - non riesco a capire come sia possibile che un cittadino prosciolto dal gup dal reato di associazione a delinquere, con decisione confermata dalla Cassazione, trovi tuttora scritto quel reato nel capo di imputazione''.
LE DICHIARAZIONI DI SISTO - Quest'ultimo ieri mattina, durante l'udienza del processo 'La Fiorita', ha reso dichiarazioni spontanee chiedendo la cancellazione dai suoi capi d'imputazione del reato di associazione per delinquere. Reato per il quale il ministro e' stato prosciolto lo scorso gennaio dalla Corte di Cassazione. Dopo l'udienza l'avvocato Sisto aveva polemizzato in una nota parlando di ''inspiegabile ed inusuale atteggiamento della Procura di Bari'' che si era opposta alla cancellazione.
6 CAPI DI IMPUTAZIONE PER FITTO - Al processo Fitto, come chiarisce Laudati, risponde ''di sei capi di imputazione: due relativi ad episodi di corruzione, due relativi ad episodi di abuso d'ufficio, uno relativo ad un episodio di peculato ed uno relativo ad un episodio di finanziamento illecito ai partiti, non del reato di associazione per delinquere''.
Il procuratore ricorda che ''nell'udienza del 24 gennaio 2011 introduttiva del processo 'la Fiorita', la difesa dell'imputato Raffaele Fitto ha chiesto la cancellazione di parte del capo di imputazione sostenendo che si era verificato un errore materiale. L'avvocato Sisto ha letteralmente sostenuto: 'Il Giudice nel trascrivere il capo di imputazione non ha eliminato quelle parti, pur coperte da omissis nell'intestazione, che riguardano gli imputati Fitto, Macagnano ed altri?'''.
''Nella successiva udienza del 31 gennaio 2011 - ricostruisce ancora Laudati - il Presidente del Tribunale di Bari ha, con ordinanza, rigettato l'istanza presentata dall'avvocato Sisto e ha disposto il procedersi oltre ritenendo che non si trattava di errore materiale. In data 4 luglio 2011 la difesa dell'imputato Raffaele Fitto ha ripresentato la stessa istanza. Entrambe le volte, sia in data 24 gennaio 2011 sia in data 4 luglio 2011, il Pubblico Ministero in udienza ha espresso le sue valutazioni, rimettendosi alle decisioni del giudice''.
Laudati precisa preliminarmente che ''non e' consuetudine di questo Ufficio rispondere con comunicati stampa a lettere inviate in forma riservata, quali eravamo convinti fossero quelle che sono giunte nei giorni scorsi dal Ministro Raffaele Fitto, men che meno e' consuetudine intervenire in una fase dibattimentale che dovrebbe prevedere l'esclusivo rispetto delle decisioni del Giudice'', venendo meno alla ''doverosa riservatezza, alla quale tutte le parti processuali, e la Procura e' solo una di queste, dovrebbero essere tenute''. Ma conclude dicendo di essere intervenuta in modo che ''venga ripristinata la verita' dei fatti''.
FITTO: DECISIONE INCOMPRENSIBILE IN PAESE CIVILE - L'esponente di governo ha replicato poco fa a una nota del capo dell'ufficio Antonio Laudati. ''Nessuno si dispiaccia se, nonostante il 'rammaricato' comunicato stampa di oggi dell'Ufficio del Procuratore - scrive l'esponente di governo - non riesco ancora a capire come e' possibile, in un Paese civile, che possa rimanere scritto nel processo un reato da cui sono stato definitivamente prosciolto''.
''Premetto che ancora oggi - continua - non riesco a capire come sia possibile che un cittadino prosciolto dal gup dal reato di associazione a delinquere, con decisione confermata dalla Cassazione, trovi tuttora scritto quel reato nel capo di imputazione''.
