“Un saluto da Giornale di Puglia a… Pio e Amedeo”: da Telefoggia a Telenorba sino a Belen


di Nicola Ricchitelli. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare a tutti coloro che leggeranno questa intervista è di non prendere tutto sul serio, perché con Pio D’Antini e Amedeo Grieco – al secolo semplicemente Pio e Amedeo – si riesce solamente a ridere e ad essere ironici. Dall’animazione nei villaggi a Rai 2, è la storia di due ragazzi foggiani - prima di tutto amici fino a divenire colleghi di lavoro – che da Telefoggia a Telenorba hanno fatto ridere dapprima la Puglia intera ed oggi l’Italia tutta. La collaborazione coi “Lab” di Zelig, quindi l’arrivo su Rai 2 con “Stiamo tutti bene” condotto da Belen Rodriguez e “Base Luna”, programma tuttora in onda su Rai 2 ideato da marco Giusti.

D: Un saluto a Pio D’antini e Amedeo Grieco – o semplicemente Pio&Amedeo duo comico lanciato da Telenorba con programmi quali “U’Tub” oltre che Radionorba – da Giornale di Puglia. Pio e Amedeo leggendo la vostra biografia sul vostro sito ad un certo punto questa dice: «Il loro incontro avviene a soli 12 anni quando, dopo essersi guardati negli occhi, capirono di avere qualcosa di strano entrambi... e tutt’ora non ricordano quale fosse», avete mai capito quale stranezza vi accomunasse?

R:« No, non lo abbiamo mai capito...in realtà la risposta è da associare al fatto che i nostri quozienti intellettivi sono di gran lunga inferiori alla media e solo associandoli la superiamo appena quindi siamo molto propensi a fare sguardi senza alcun senso sarà stato così».

D: Uno biondo e l’altro bruno: avete mai pensato di rappresentare la risposta maschile alle famose veline?

R:« Abbiamo provato a mettere il body ma i presenti ci hanno detto che provochiamo proprio il vomito, sarà, comunque è vero, di solito i comici sono bruttini noi invece siamo più normali ( nell'aspetto fisico intendo eh!) eppure giuro facciamo di tutto per essere brutti, pensate che la mattina appena svegli io ho gli occhi azzurri e i bicipiti di Luca Argentero e Pio i pettorali di Borriello e... i "pixel" di Corona».

D: Pio e Amedeo, come è nata la partecipazione al programma di Rai 2 di Belen Rodriguez “Stiamo tutti bene”? Cosa ci raccontate della Rodriguez? È così come la raccontano i giornali?

R:«Ecco, a proposito, a “Stiamo Tutti Bene” siamo approdati con un provino; il secondo fatto nella vita e il secondo andato bene. A noi non ci raccomanda nessuno, nè un politico, nè un magnate, nè un arabo, anzi se c'è qualcuno che ci vuole raccomandare può scrivere alla redazione del Giornale di Puglia. La Belen è bona, eccessivamente quasi imbarazzante. Ne abbiamo viste di bone nel mondo dello spettacolo ma Belen rimane la più bella. Anche se non sappiamo come la raccontano i giornali vi diciamo che alla fine è una ragazza della nostra età, quindi frequentarla quasi tutti i giorni per un mese e mezzo circa la rende una persona normale anche se, nonostante la frequente visione non ti abitui mai alla sua bellezza. Tipo quella volta quando in camerino, eravamo noi, lei e un truccatore a provare, e non va ad uscire una tetta(seno in italiano) dalla canotta? non capivamo più niente, ci ha sorpresi, ma si è messa a ridere e ci abbiamo pure scherzato su. Ora non andiamo avanti altrimenti se la legge Corona quest'intervista si inc…».

D: A cosa vi siete ispirati nell’interpretazione dei due “Turisti del caso”?

R:« I turisti del caso sono gli italiani che vanno fuori, gli italiani per il quale all'estero ci si è fatti una cattiva nomea, quelli che vanno solo per un unico fine, devono "acchiappare", e se non lo fanno sono pronti ad inventare pur di fare bella figura nei racconti agli amici.Con queste peculiarità abbiamo amici anche molto vicini ma che non vogliamo citare, anche perchè le fidanzate non sarebbero proprio entusiaste; da qui la creazione di questi ragazzi che vanno nelle mete più rinomate e si gongolano nei loro racconti complimentandosi solo tra di loro per battute molte volte demenziali con questo "si nu bastard" che da noi non è una parolacccia bensì uno dei complimenti
più regali».

D: Telefoggia, Telenorba, e prima ancora le animazioni nei villaggi: c’è qualcosa che vi manca di questo periodo? Cosa vi ha lasciato la gavetta nella tv locale?

R:« Ogni periodo ha avuto e avrà la sua importanza, come in questi casi, la gavetta è essenziale in tutti i campi ma più che altro lo spirito di sacrificio e adattamento che sono il frutto, oltre che della stessa gavetta, dell'educazione e dalla provenienza da famiglie "normali" fatte da genitori che loro si che sanno cosa significa spirito d'adattamento e sacrificio. Nelle emittenti locali è bello perchè curi tutto tu e quindi impari a conoscere il lavoro che poi a livelli più alti, fanno altri, e ti rendi
conto che ci sono tanti che si lamentano in questo campo che " n fann nu caz..." dalla mattina alla sera. Vai a dirlo ad un muratore va, che il regista sta stressato, scriverei io la risposta ma so che non la pubblichereste mai».

D: Ragazzi, la Puglia si sta rivelando terra di artisti. Checco Zalone, Pio&Amedeo, per non parlare dei vai Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Riccardo Scamarcio, Emilio Solfrizzi, i Negramaro e chi più ne ha più ne metta: è la Puglia ad andare di moda o è nel Dna dei pugliese che si cela una vena artistica innata?

R:« Un pò entrambe le cose: i pugliesi hanno da sempre il gene dell'artista, sarà la nostra terra e l'aria che si respira che ti porta a non avere voglia di fare niente e godertela tutta che poi uno solo l'artista può fare, perchè sia chiaro, gli artisti non fanno niente, è vero anche che è un buon periodo per i pugliesi un pò in tutti i campi dello spettacolo, per la comicità in particolare con il boom di Luca Medici coadiuvato da quel geniaccio di Nunziante che oggi è il comico più apprezzato di Italia, e lo crediamo bene, se lo merita eccome, lui è un grande e mi piace pensare che con lui abbiamo in comune il modo di dire le cose, nel senso che noi parliamo come loro, come la gente che ci guarda e diciamo le cose che la gente dice o che vorrebbe dire».

D: Ragazzi, Mimmo Fusco, i Negramarcio, Fafonso e Archimede e tanti altri ancora: come nascono i vostri alter ego? Come l’hanno presa Giuliano dei Negramaro e Riccardo Scamarcio?

R:«I nostri alter ego nascono come spesso succede in questi casi da esperienze realmente successe, da persone realmente incontrate. Per esempio Mimmo Fusco nasce a Telefoggia dove dopo il nostro programma che si chiamava OCCHIO DI BUE andava in onda una trasmissione in diretta di un cantante neomelodico tale Salvatore Morelli, poi diventato nostro amico e durante una sua diretta arrivò una chiamata e gli fecero una pernacchia in diretta e lui, invece di glissare, arringò con uno "stronzo", ecco, poi estremizzando al massimo nasce un personaggio. Per quanto riguarda i Negramarcio, era bella la diatriba Bari-Lecce vista da questi due protagonisti messi insieme da un progetto della regione Puglia e fusi in Negramarcio. Si giocava molto sull'egocentrismo di Giuliano e la furbizia del leccese e la "finta" partecipazione all'amore della nostra terra di Scamarcio, la cui miglior peculiarità artistica è lo sguardo, anche se non è così....o no? Noi non conosciamo direttamente nè l'uno nè l'altro ma siamo certi che hanno visto questo filmato insieme durante una cena dove c'erano amici nostri presenti. Subito dopo l'uscita dei Negramarcio, casualità assurda, Giuliano canta la colonna sonora per il film Italians, dove c'era anche Scamarcio e quindi durante una cena ....dicono si siano divertiti pure parecchio».

D: Questa domanda è per “Mimmo Fusco”. Mimmo cosa pensa di te Mara Maionchi?

R:« Mimmo Fusco: ho fatto il provino per “ISK” ma quella putt...(bip) mi ha detto per me è no, quella grandissima tro...(bip), gli piace solo il ca..(bip) di Tonio Maiello a quella che conosce più ca...(bip) lei che il cesso della stazione di Roma Termini, poi sono andato ad “Amici” e stava pure là al che l'ho mandata a fanc...(bip)».

D: Successivamente a “Stiamo tutti bene” è arrivata la partecipazione al laboratorio di Zelig oltre alla partecipazione del programma di Marco Giusti “Baseluna”. Cosa ci raccontate di queste esperienze?

R:« La partecipazione al laboratorio di Zelig è arrivata prima di “Stiamo tutti bene”, poi ci è arrivata la proposta di Magnolia per quel programma e abbiamo un pò tralasciato il “lab” essendo passati dall'altra sponda (la Rai intendo eh! ..Che voi giornalisti ci mettete un attimo!). Anche se abbiamo tanti amici nell'ambiente Zelig e quando siamo a Milano spesso ci esibiamo insieme nei vari teatri collaterali ai lab per provare i nuovi pezzi. “Base Luna” è un programma che andrà in onda fino al prossimo novembre, Marco Giusti è una grande persona, oltre che un altro geniaccio, è diciamo il papà di programmi come Blob e Stracult e lavorare al suo fianco, anche perchè lui è quasi sempre presente, è un onore, e inoltre è una bella persona positiva, come piace a noi, ci sono tante altre persone tristi che fanno questo mestiere e questo non è concepito nelle nostri menti pur segnate da un quoziente intellettivo inferiore. A “Base Luna” nascono due nuovi personaggi, il “Masto e l'assistente” che ha studiato all'università ma per la crisi e la disoccupazione si ritrova a fare “l'aiutante” al “masto” che non la vuole capire di regole, tasse e normative di sicurezza. Nell'aspetto ironico c'è anche uno scorcio agrodolce della situazione lavorativa ed economica al sud Italia».

D: Ragazzi, cosa vedete nel vostro futuro?

R:« Nel nostro futuro? Vediamo tante cose belle, perchè qualsiasi cosa accada è bella. Ed è bello vedere la vita così, speriamo solo di continuare a fare questo mestiere che, dopo il calciatore, è quello più bello del mondo e anche se non lo fate voi state allegri perchè è meglio così. Noi speriamo di poter vivere di questo ancora una vita, perchè noi abbiamo studiato il metodo e questo è quello giusto... per non lavorare e non svegliarsi tutte le mattine».

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