“Un saluto da Giornale di Puglia a… Marta Zoffoli”: da Charles Vanel ai “I Cesaroni”, nel segno di Woody Allen

di Nicola Ricchitelli. Non è stata un'infanzia a base di merendine e cartoons per Marta Zoffoli, lei che a nove anni mano nella mano con Charles Vanel percorreva la promenade del Festival di Cannes, lei che a dieci anni aveva già alle spalle tre film.
La si è vista nell’ultima serie dei “I Cesaroni” nel ruolo di Emma – dapprima psicologa di Giulio Cesaroni, al secolo Claudio Amendola, fino a divenirne una pretendente in lotta con sua sorella Olga (Barbara Tabita) – mentre l’ultima fatica cinematografica è targata Woody Allen: «Mi ha vista in un provino e nonostante non avesse un ruolo per me ha voluto scrivermelo. Ha personalmente chiamato la casting dicendo "ma quest'attrice è stupenda...la voglio assolutamente nel film».

D: Un saluto da Giornale di Puglia a Marta Zoffoli. Marta a dieci anni avevi già alle tue spalle tre film: che infanzia è stata la tua tra un set e l’altro?

R:« Sicuramente un'infanzia fuori dal comune, ma non me ne rendevo conto. Per me
stare sul set era normale, non mi pesava affatto. Era una bellissima avventura e mi affezionavo sempre alla grande famiglia che si creava sul set. Erano set stupendi. La cosa che invece mi dava fastidio era essere considerata diversa dalle mie amichette...non mi piaceva essere al centro
dell'attenzione».

D: Marta, sei stata la più giovane attrice presenta al Festival di Cannes…?

R:« Sì ne ho un ricordo vivido e bellissimo. Fare il lungo tappeto rosso sulla promenade di Cannes che conduceva al palazzo del cinema, mano nella mano con Charles Vanel, attorniati da centinaia di fotografi in smoking che gridavano il mio nome....a ripensarci è pazzesco! Ma non ero ne intimidita ne emozionata, vivevo tutto con grande naturalezza. Anche ora che nel film di Woody Allen ho girato una scena su un red carpet mi rendo conto che in quella situazione mi trovo perfettamente a mio agio! Sono nata per essere una diva!».

D: La prima volta su un palcoscenico nella commedia “Alterazioni in equo canone”, convinta da Fausto Frizzi. Che ricordi hai di quella serata?

R:« Ci siamo divertiti moltissimo! Fausto era già super sicuro di se e ci dirigeva con grande entusiasmo. Da lì è nata la nostra amicizia. Io ebbi un piccolo incidente poco dopo il debutto e così fui costretta ad andare in scena anziché con tacchi vertiginosi con una stampella!».

D: Cosa vuol dire per te recitare? Cosa provi quando il regista dà il “ciak”?

R:« Recitare per me è principalmente un lavoro. Purtroppo sui set di oggi il rapporto con il regista non esiste quasi...è giusto la persona che dice "azione!". Mi piacerebbe molto lavorare veramente con un regista, magari in teatro».

D: L’ultima apparizione su un set è data 1985 all’età di tredici anni, poi tutto è ripreso nel 1997. Cosa c’è stato nel mezzo?

R:« Ho finito di studiare. Sono entrata all'Accademia di Danza di Roma. Poi il Centro Sperimentale di Cinematografia».

D: «Nel 1997 entrando in un ufficio sbagliato conobbi Francesca Marra…»: quanto ti ha cambiato quell’incontro?

R:« Beh non ha cambiato molto della mia vita ma sicuramente mi ha insegnato a prendere le cose con più fatalismo. Ho imparato sulla mia pelle che gran parte è dovuto al caso! Non importa quanto sei bravo e quanto ti dai da fare...».

D: Marta, nel tuo curriculum vi è anche il teatro, e la nostra Bari in qualche modo c'entra qualcosa. Se ti dicessi “Quattro matrimoni e un funerale?

R:« Mamma miaaaa!!!! Quella si che è stata fifa vera! Ho debuttato per la prima volta da protagonista davanti a.....2.100 persone. Già da dietro le quinte il brusio era impressionante. Quando il sipario si è aperto non potevo credere che ci fossero tutti quegli occhi a guardarmi....poi ho sentito un calore in mezzo al petto, una profonda calma e sicurezza e...me la sono goduta alla grande!!!».

D: La consacrazione è arrivata con “I Cesaroni”. Cosa ci puoi raccontare di questa esperienza?

R:« Sono stata molto felice che la produzione mi avesse affidato un ruolo così grosso senza cedere al solito ricatto del "nome" o del raccomandato di turno. Mi sentivo perfettamente all'altezza...come si dice nel posto giusto al momento giusto. Il ruolo me lo sono un pò cucito addosso dando a Emma un pò di Marta. E' stato bello avere un personaggio per così tanto tempo, vederlo crescere, cambiare...stupendo! E poi il riscontro del pubblico è stato grandioso...».

D: Ti mancherà la “Garbatella”? Cosa c’è dopo Emma?

R:« Si...il lavoro mi mancherà! anche perché è passato più di un anno dalla fine delle riprese e non è arrivata nessun'altra proposta! Emma avrebbe dovuto rimanere nella serie e invece nonostante il pubblico l'abbia molto amata hanno deciso di tagliarla...scelta poco chiara. Un po' di rammarico c'è ma bisogna guardare avanti! Quest'estate ho avuto una delle mie più grandi soddisfazioni: Woody Allen mi ha vista in un provino e nonostante non avesse un ruolo per me ha voluto scrivermelo. Ha personalmente chiamato la casting dicendo "ma quest'attrice è stupenda...la voglio assolutamente nel film"».

D: Marta, a quale progetto ti piacerebbe prendere parte e con chi ti piacerebbe collaborare? Cosa c’è nel futuro di Marta Zoffoli?

R:« Amo il mio paese profondamente e non ho mai voluto andare all'estero...ma purtroppo le cose qua vanno veramente male, più di quanto non ci si renda conto. Siamo culturalmente e politicamente morti. Vorrei lavorare all'estero senza ombra di dubbio! Qua ogni volta è come se partissi da zero. Serietà e professionalità non interessano a nessuno. Si fa tutto per "amicizie".
Ma nonostante questo sono qui e spero sempre che arrivi qualcosa a sorprendermi. Vorrei dedicami al teatro e sto pensando di mettere su una mia produzione!».