Furti di rame: sgominata organizzazione nel Foggiano, tra vittime anche Aqp e aeroporto militare
FOGGIA. Una organizzazione composta da italiani e rumeni specializzata nei furti di rame in tutta la provincia di Foggia e' stata scoperta dalla squadra mobile che ha fermato o arrestato complessivamente 18 persone sequestrando 50 quintali di refurtiva. Due i blitz della polizia. Nella prima operazione gli inquirenti hanno sottoposto a fermo di polizia otto cittadini rumeni. Dieci, invece, le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del tribunale di Foggia, Carlo Protano su richiesta dei sostituti procuratori Alessandra Fini e Dominga Petrilli: per gli indagati, sette romeni e tre italiani, le accuse sono di associazione per delinquere finalizzata al furto ed al riciclaggio di rame.Secondo quanto emerso dalle indagini il gruppo italo-romeno operava su due livelli: quello degli stranieri che si dedicava al furto. A sua volta gli stranieri erano suddivisi in tre gruppi che razziavano nelle campagne della provincia. Il secondo livello era appannaggio esclusivo degli italiani, due di San Severo e uno di Torremaggiore, che si occupavano di ricettare il rame rubato. Il gruppo era specializzato nei furti di cavi dell'Enel e della Telecom: furti che hanno lasciato al buio centinaia di aziende agricole e case di campagna. Tra le "vittime" di questi furti ci sono stati anche l'acquedotto pugliese e l'aeroporto militare di Amendola.