Libri: Percorsi e segni della storia del Centro storico di Bari

di Vittorio Polito. È stato pubblicato in questi giorni da Adda Editore il volume a cura di Nino Lavermicocca “Bari Vecchia – percorsi e segni della storia”, con scritti di Giuseppina Agresti, Dario Ciminale, Nicola Cortone, Maria Rosaria Depalo, Nunzio Giorgio e dello stesso Nino Lavermicocca. Fotografie di Nicola Amato e Sergio Leonardi.

Bari vecchia, pare sia una delle città più belle del mondo, almeno secondo coloro che hanno visitato numerose altre città straniere con i rispettivi centri storici.

Il volume, con una variopinta sovraccoperta a colori, ci accompagna in una passeggiata culturale per le strade, i monumenti, i centri, partendo dalla cronologia dello sviluppo urbano ed attraversando i luoghi della memoria, la Cattedrale, San Nicola, il Castello, i percorsi archeologici, le aree della ricerca, gli stemmi, le edicole votive, i simboli ed i racconti.

Bari vecchia, scrive Nino Lavermicocca, «è per definizione un labirinto, una costruzione dedalica di un nastro di chianche e case che si avviluppano su se stesse e che racchiudono i “mostri”, i cittadini che vi abitano, per i quali esso è invece città viva, non perduta nel bandolo del dubbio, come per l’estraneo che si avventura».

Francesca Radina, che firma l’introduzione, sottolinea che Bari fin dal suo primo insediamento ha mostrato la sua vocazione agli scambi come uno dei maggiori della sponda adriatica occidentale e che la storia della nostra città vecchia si stratifica sotto la stessa e quando affiora, lo fa con evidenza.

Il volume, molto ben illustrato, anche con contributi di Maria Rosaria De Palo e Dario Ciminale, mostra, come si vede in copertina, il bellissimo ed inconfondibile campanile della Cattedrale, insieme a mura, case, piazze e chiese.

I contributi di questo volume invitano tutti, con approcci diversi, alla conoscenza, al contatto diretto ed alla scoperta dei luoghi che dovrebbero far riflettere su sprechi e dimenticanze di una città di antiche tradizioni, stimolandone il rispetto e la conservazione, anche perché rappresentano i luoghi delle nostre origini e della nostra memoria storica.