Mafia, politica e colletti bianchi ad Altamura: maresciallo torna in libertà
ALTAMURA (BA). Il Tribunale del Riesame di Bari ieri pomeriggio ha dichiarato ''l'inefficacia'' della misura cautelare nei confronti del maresciallo e comandante della Stazione dei carabinieri di Altamura Nicola Logiudice, posto agli arresti domiciliari il 6 dicembre scorso nell'ambito di una indagine della magistratura su un presunto intreccio tra mafia, affari e politica. Il militare, che e' accusato di favoreggiamento personale , ora puo' tornare in liberta'.Logiudice, che e' difeso dagli avvocati Michele Laforgia e Donato Carlucci, secondo la Direzione distrettuale antimafia avrebbe agevolato il boss defunto, Bartolomeo Dambrosio, non segnalando alla Procura che il sorvegliato speciale (poi ucciso a settembre del 2010) non si presentava in caserma per porre la firma obbligatoria. Il gip del tribunale di Bari Vito Fanizzi nei giorni scorsi, poco prima della fine dell'anno, aveva rigettato una richiesta di revoca della misura.
Il maresciallo, che per molti anni ha comandato la Stazione dell'Arma, sempre secondo l'accusa, avrebbe omesso di istituire il registro delle firme e non avrebbe denunciato le violazioni del boss anche dopo l'istituzione del registro nel periodo tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008. Le denunce sarebbero arrivate tardi e in un caso solo a seguito di una ispezione del Comando provinciale dell'Arma.