Mazza: amministrative a Taranto... cosa c'è di nuovo?
TARANTO. “A due mesi circa dall’appuntamento elettorale a Taranto non si comprende l’offerta del panorama politico. A sinistra c’è il disastro con pseudo primarie stentoree, che si fanno più per obbligo - del resto bisogna giustificare tanto rumore e raccolta di firme effettuata nei mesi passati - che per reale volontà.L’assurdo è che nessuno dei contendenti di qualsiasi colore sia, ha manifestato che programma specifico vuole attuare per il bene della città. Non parliamo poi dei gruppi che hanno deciso, o per dovere di bandiera, o su imposizione di Vendola, o di Emiliano, di appoggiare l’uscente sindaco Stefano; anche su questo versante più che programmi vi sono annunci di circostanza, qualche slogan, qualche andata a Roma, forse a pregare in Vaticano a chiedere perdono dei propri peccati, e poi o dal Ministro all’ambiente o altrove, perché Taranto secondo costoro senza inceneritori e senza inquinamento non vale la pena di essere vissuta.
A destra invece è tutto chiaro, sebbene la ricerca del nome” capro espiatorio” ancora è vana. La candidatura di Mario Cito, conosciuto più per questioni di eredità di cognome che per i fatti, o persino per proclami, non rivela novità di sorta. L’unica cosa certa è data dal fatto che si gioca sullo sfrangiamento della sinistra per arrivare al ballottaggio e vincere. E’ come dire che si naviga in virtù delle disgrazie altrui e non per i propri meriti.
Il terzo polo è sempre pronto a riciclarsi ovunque, è li in agguato ad entrare dove serva quel quid per la maggioranza. Non so dove allocare in questo quadro l’Italia dei Valori, che ancora indugia a dire ufficialmente che appoggia Stefano, ma che sa bene che non appena tale questione dovesse cristallizzarsi in esplicite dichiarazioni assisterebbe alla defezione di più di metà degli iscritti se non dell’intera base tarantina. Del resto sempre l’IDV ha voluto estrinsecare alcuni auspici ambientali per Taranto ma una cosa è la forma ed una cosa è la sostanza per incidere realmente sull’ambiente.
Per quel che mi riguarda, perché dall’altrui giudizio neanche io sono esente, la soluzione che ritengo opportuna per riscattare le sorti di Taranto deve essere imperniata su almeno quattro aspetti fondamentali. In primis occorre un programma serio di tutela ambientale che passa attraverso scelte immediate, di medio termine e di lungo termine, e considerata la complessità di un sito come Taranto c’è da scendere in dettaglio per molte questioni , suffragando una vera rivoluzione culturale e di sviluppo che coinvolga i cittadini realmente e seriamente e da perseguire con loro nel governo della città.
Il progetto prevede azioni sulla raccolta differenziata, secondo un piano rifiuti zero, sulla mobilità sostenibile e sulle scelte di carattere energetico. Il secondo aspetto riguarda l’economia, lo sviluppo, e quindi il lavoro, sostanziato in scelte che nell’arco di 5-10 anni debbono rivoluzionare positivamente il sistema economico di Taranto con ovvio orientamento verso tutto ciò che è sostenibile sul piano ambientale; nulla deve essere banalizzato, bensì supportato da studio e ricerca con coinvolgimento dell’università e totale assenza di speculazione politica come invece fino ad oggi è accaduto. Il terzo punto del programma riguarda la valorizzazione della cultura del territorio, con corollario l’estrinsecazione di tutte le attività ad essa abbinate, Taranto deve diventare viva in ogni suo angolo e deve risvegliare l’orgoglio dell’appartenenza. Bisogna inoltre e soprattutto dare attenzione e supporto efficace alle fasce deboli, una vera ricchezza per la trasformazione della città stessa. Il progetto che incarna tutto ciò si chiama “CambiAMO Taranto perché coglie il desiderio della cittadinanza a voler incidere nel proprio futuro senza essere una pedina nello scacchiere politico.
La società civile che resiste in un territorio così tanto bistrattato vuole riguadagnare una “dignità” e “valenza”. L’unico segnale che la società civile può dare nell’immediato è non suffragare nella cabina elettorale chi ha disatteso aspettative e programmi . Non valgono più scuse perché chi ha governato nel presente e nel passato e non ha realizzato quanto dai cittadini voluto, costoro riproporranno la medesima solfa, se si vuole cambiare qualche cosa bisogna cambiare i soggetti gestori della cosa pubblica altrimenti parliamo di utopiche speranze”.
Così in una nota il consigliere regionale Patrizio Mazza (IdV).