Immigrati: Cie Bari, ci trattano peggio degli animali

di Redazione. ''Ci trattano peggio degli animali e, per evitare proteste, ci riempiono di tranquillanti e altre medicine che ci fanno sempre dormire''. E' la prima cosa che alcuni detenuti nel Centro di Bari di identificazione ed espulsione (Cie), raccontano all'ANSA che oggi ha visitato la struttura con una delegazione di giornalisti che hanno aderito all'iniziativa 'LasciateCientrare', promossa dall'Associazione della stampa di Puglia e della Fnsi.

Per il resto cure insufficienti, bagni scarsi e fatiscenti, condizioni di vita indecorose, nessuna informazione sul futuro.
Quella delle carenze dei servizi igienici e' infatti una delle lamentele piu' diffuse tra i migranti che si trovano nel Cie di Bari. E' emerso nel corso della visita questa mattina all'interno del Cie di Bari, nell'ambito dell'iniziativa 'Open Access now'. Un immigrato marocchino di 24 anni segnala nel suo modulo, "abitato da 24 persone" la presenza "di un solo lavandino su 4 e di un solo wc su 4 funzionanti". "Bagno e docce sono rotti", dice un nigeriano di 37 anni. "Da due settimane che sono qui non ho mai visto muratori", aggiunge. Alla manifestazione ha aderito anche l'associazione di giuristi Class action procedimentale che hanno presentato una class action in cui chiedono la chiusura del centro.

"E' davvero inquietante il quadro delle condizioni di vita dei migranti all'interno del Cie di Bari: dobbiamo subito intervenire coinvolgendo anchei nostri parlamentari, sia nazionali sia europei, perché queste strutture di detenzione e sofferenza siano chiuse in tutta la Puglia". Lo afferma il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Antonio Decaro, commentando il quadro che viene tracciato dai giornalisti che oggi hanno visitato la struttura. "Stando al racconto dei cronisti - spiega - nel Cie di Bari i migranti lamentano, fra l'altro, scarse cure, assenza di igiene, poca informazione sul loro destino, oltre alla privazione della propria libertà personale senza aver commesso alcun reato: praticamente - rileva Decaro - nel Cie si assiste a una continua violazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Ritengo che una regione come la Puglia - conclude - che ha fatto dell'accoglienza la propria cifra distintiva, non possa tollerare ancora a lungo che questa vergogna avvenga sul proprio territorio".