Lavitola: i 5 mln da Berlusconi? Chiesti come debito di riconoscenza
ROMA. Continuano le audizioni dinanzi ai pm dell'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola. Il giornalista accusato di estorsione ai danni dell'ex premier ha dato la sua versione ai magistrati sul caso.
+ Pg Cassazione: Lavitola resti in carcere
Ma la spiegazione, forse piu' attesa, arriva quando gli viene rivolta una domanda su una circostanza che, sia pure emersa dalle indagini, non si riferisce ai capi di imputazione, ma ha attinenze con l'inchiesta Tarantini-escort in corso a Bari: perche' intendeva chiedere 5 milioni di euro a Berlusconi ''a titolo di prestito'', come ha riferito ai magistrati la sorella, Maria Lavitola? Perche' l'ex premier gli doveva manifestargli riconoscenza, replica il direttore dell'Avanti. Riconoscenza perche' aveva dovuto fare da ''badante'' a Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese a conoscenza delle vicende delle escort. Cosi', in sintesi, risponde Lavitola che nega con fermezza di aver tentato di ricattare il Cavaliere. ''Fino a ieri - dichiara - ho fatto sette mesi di latitanza per avere dato i soldi a Tarantini per conto suo e per una presunta falsa testimonianza resa da Tarantini''. Quindi, gli domanda il pubblico ministero, ''la richiesta era legata ''a un debito di riconoscenza, non al fatto che lei conosce dei segreti di Berlusconi, e' cosi', ho capito bene?'' ''E' evidente che e' cosi''', replica secco Lavitola, il quale in un altro passaggio del verbale afferma che si sarebbe aspettato che Berlusconi si fosse fatto vivo, magari chiedendogli ''che cavolo vuoi?''. E chiarisce, in una sorta di monologo: ''Se lui da' centoventimila euro a Longhettina, come si chiama lei, e quindi gliene ha dati trenta volte tanto a Black, e ha dato un milione e dispari a Tarantini che li usa per andare al ristorante e che io, altro che estorsione, come credo lei avra' letto delle estorsioni, a me Berlusconi, solo per fare da badante a quei due disgraziati, a parte il vantaggio avuto dalle interlocuzioni piacevoli con... Insomma che sono state parzialmente compensate, ma a me soltanto, voglio dire, tenere a bada a quei due, guardi ma erano cose da pazzi...''. (Fonte: Ansa.it)
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Ma la spiegazione, forse piu' attesa, arriva quando gli viene rivolta una domanda su una circostanza che, sia pure emersa dalle indagini, non si riferisce ai capi di imputazione, ma ha attinenze con l'inchiesta Tarantini-escort in corso a Bari: perche' intendeva chiedere 5 milioni di euro a Berlusconi ''a titolo di prestito'', come ha riferito ai magistrati la sorella, Maria Lavitola? Perche' l'ex premier gli doveva manifestargli riconoscenza, replica il direttore dell'Avanti. Riconoscenza perche' aveva dovuto fare da ''badante'' a Gianpaolo Tarantini, l'imprenditore barese a conoscenza delle vicende delle escort. Cosi', in sintesi, risponde Lavitola che nega con fermezza di aver tentato di ricattare il Cavaliere. ''Fino a ieri - dichiara - ho fatto sette mesi di latitanza per avere dato i soldi a Tarantini per conto suo e per una presunta falsa testimonianza resa da Tarantini''. Quindi, gli domanda il pubblico ministero, ''la richiesta era legata ''a un debito di riconoscenza, non al fatto che lei conosce dei segreti di Berlusconi, e' cosi', ho capito bene?'' ''E' evidente che e' cosi''', replica secco Lavitola, il quale in un altro passaggio del verbale afferma che si sarebbe aspettato che Berlusconi si fosse fatto vivo, magari chiedendogli ''che cavolo vuoi?''. E chiarisce, in una sorta di monologo: ''Se lui da' centoventimila euro a Longhettina, come si chiama lei, e quindi gliene ha dati trenta volte tanto a Black, e ha dato un milione e dispari a Tarantini che li usa per andare al ristorante e che io, altro che estorsione, come credo lei avra' letto delle estorsioni, a me Berlusconi, solo per fare da badante a quei due disgraziati, a parte il vantaggio avuto dalle interlocuzioni piacevoli con... Insomma che sono state parzialmente compensate, ma a me soltanto, voglio dire, tenere a bada a quei due, guardi ma erano cose da pazzi...''. (Fonte: Ansa.it)
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