Risparmio in consulenze esterne, Puglia controcorrente (+ 5%) “Dati che fanno riflettere, occorre un’inversione di tendenza”

BARI. “In una fase critica come quella che stanno attraversando il Paese e la regione, bisogna fornire un esempio di rettitudine, tanto morale quanto economica, nei confronti di chi sta affrontando sacrifici enormi nel nome del risanamento dei conti pubblici. Ecco perché fa riflettere non poco la tendenza al rialzo, registrata in Puglia, dell’affidamento di consulenze ed incarichi. Tutti gli enti locali, a cominciare dalla Regione, dovrebbero sovvertire tale dinamica e mettere finalmente in atto, davvero, il principio di riduzione della spesa pubblica che deve rappresentare il pilastro della gestione amministrativa già nell’immediato futuro, per evitare gli errori del passato”. Aldo Pugliese, Segretario Generale della UIL di Puglia e di Bari, commenta i dati forniti dal Ministero della Funzione Pubblica (con riferimento al 2010), secondo i quali la Puglia (assieme all’Abruzzo) sarebbe l’unica regione ad aver incrementato gli incarichi di collaborazione e di consulenza (+ 5%). Numeri che stridono con la tendenza nazionale decisamente al ribasso, nella quale spiccano i virtuosissimi casi della vicina Basilicata (-30%) e del confinante Molise (-18%). “Per tacere – sottolinea Pugliese – delle Regioni settentrionali, in cui le consulenze esterne si sono ridotte, in media, del 18 per cento circa, contro il 7% di quelle meridionali. Dato a cui contribuiscono in maniera cospicua i numeri della Puglia, visto che nelle altre Regioni, compresa la Campania (-16%), si è proceduto ad un opportuno e sostanzioso taglio. Si fa tanto parlare di rilancio economico e del mercato occupazionale: ebbene, con i fondi risparmiati, si potrebbero realizzare una serie di investimenti in questa direzione, che al momento la scarsezza di liquidità non permette di mettere in campo”. Senza tralasciare la questione etica. “Non è possibile chiedere sacrifici ai cittadini per poi fornire un pessimo esempio nella gestione della cosa pubblica. Mentre i pugliesi faticano a tagliare il traguardo di fine mese, colpiti da accise regionali esagerate, da tariffe fuori mercato e dalla mannaia delle tasse decise dal Governo Monti, che contribuiscono ad incrementare un indice di povertà galoppante, le istituzioni locali non riescono a porre freno al trend delle consulenze. Correggere il tiro è un atto dovuto che non può essere prorogato, per evitare che cittadini e lavoratori continuino a sostenere gli insostenibili costi della politica”.