Sanità: Curto, per Vendola rispetto si, solidarietà no
BARI. “Alla luce delle nuove ipotesi di reato addebitate al Presidente della Regione, Nichi Vendola, sarebbe facile scagliare strali al curaro in direzione di chi nel passato ne ha fatto largamente, impropriamente e irresponsabilmente uso. E, pur tuttavia, non lo faremo in quanto ripugna alla nostra cultura politica il dileggio, l’insulto, o comunque l’attacco gratuito all’avversario politico, in special modo quando questi è in difficoltà “.
A dichiararlo è il consigliere regionale di Futuro e Libertà , Euprepio Curto, protagonista con Vendola di scontri al calor bianco quando entrambi erano membri della commissione Parlamentare Antimafia.
“Nel contempo – ha proseguito Curto – dico chiaramente che non ci uniremo al coro di chi (ritengo di poter dire: “acriticamente “) ha espresso solidarietà al Presidente della Regione. Una solidarietà (rispetto a chi? Rispetto a che cosa? Non è dato sapere!) inopportuna e intempestiva almeno quanto lo sono le condanne preventive che alcuni ambienti politici hanno già emesso nei confronti del governatore della Puglia. Resta però – ha incalzato il consigliere regionale del Partito di Gianfranco Fini – il negativissimo giudizio politico sulla Sanità pugliese dell’era vendoliana. Una Sanità allo sfascio sotto il profilo della qualità del servizio e, ancor di più, opacissima riguardo i meccanismi a tutela di quel “grumo di torbidi interessi” che hanno trovato proprio in Vendola e nella sua maggioranza le guardie armate a difesa di poco trasparenti santuari, così come la sconcertante vicenda del mancato avvio della Commissione d’indagine sugli sprechi della Sanità pugliese ha abbondantemente dimostrato. Che Vendola si sia messo a disposizione dei magistrati - ha concluso Curto – ci lascia del tutto indifferenti in quanto tale scelta rientra solo ed esclusivamente nelle sue specifiche scelte personali. Ci interessa invece il dato politico rispetto al quale vi è un solo luogo all’interno del quale può iniziare la vera catarsi della Sanità pugliese: Il Consiglio regionale. Si sottoponga quindi , Vendola, alle valutazioni politiche di un Consiglio regionale che le sue scelte, insieme alle sue smodate ambizioni, hanno fino ad ora svuotato di funzione e di ruolo”.
A dichiararlo è il consigliere regionale di Futuro e Libertà , Euprepio Curto, protagonista con Vendola di scontri al calor bianco quando entrambi erano membri della commissione Parlamentare Antimafia.
“Nel contempo – ha proseguito Curto – dico chiaramente che non ci uniremo al coro di chi (ritengo di poter dire: “acriticamente “) ha espresso solidarietà al Presidente della Regione. Una solidarietà (rispetto a chi? Rispetto a che cosa? Non è dato sapere!) inopportuna e intempestiva almeno quanto lo sono le condanne preventive che alcuni ambienti politici hanno già emesso nei confronti del governatore della Puglia. Resta però – ha incalzato il consigliere regionale del Partito di Gianfranco Fini – il negativissimo giudizio politico sulla Sanità pugliese dell’era vendoliana. Una Sanità allo sfascio sotto il profilo della qualità del servizio e, ancor di più, opacissima riguardo i meccanismi a tutela di quel “grumo di torbidi interessi” che hanno trovato proprio in Vendola e nella sua maggioranza le guardie armate a difesa di poco trasparenti santuari, così come la sconcertante vicenda del mancato avvio della Commissione d’indagine sugli sprechi della Sanità pugliese ha abbondantemente dimostrato. Che Vendola si sia messo a disposizione dei magistrati - ha concluso Curto – ci lascia del tutto indifferenti in quanto tale scelta rientra solo ed esclusivamente nelle sue specifiche scelte personali. Ci interessa invece il dato politico rispetto al quale vi è un solo luogo all’interno del quale può iniziare la vera catarsi della Sanità pugliese: Il Consiglio regionale. Si sottoponga quindi , Vendola, alle valutazioni politiche di un Consiglio regionale che le sue scelte, insieme alle sue smodate ambizioni, hanno fino ad ora svuotato di funzione e di ruolo”.
Tags:
Politica