Università del Salento: ieri consiglio di Amministrazione. "Tra momenti più bui Ateneo"

LECCE. "Il Consiglio di Amministrazione dell'Università del Salento, tenutosi nella giornata di ieri, ha visto uno dei momenti più bui del nostro ateneo.
In particolare su due punti è emerso il posto che la libertà e il merito dei giovani hanno nella nostra Università.
Un punto all'ordine del giorno riguardava la destinazioni di alcuni fondi degli studenti liberi da vincoli. Alcuni di questi sono stati destinati al finanziamento di nuovi contratti 150 ore. Altri, circa 90.000 €, sono derivanti da fondi a disposizione del consiglio degli studenti, impegnati in alcuni progetti mai realizzati. La proposta di Obiettivo Studenti era quella di destinare questo tesoretto ad un bando libero per progetti di carattere non didattico, come avviene nel consiglio degli studenti (che ha impegnato attualmente, per questo scopo, circa 400.000 €) ma ad attività culturali e sociali, come la web radio, spazi di socialità, notte bianca o qualsiasi iniziativa dal basso proposta dagli studenti. In Cda si è assistito alla bocciatura di questa proposta con la stucchevole motivazione di dover ridare i fondi al consiglio degli studenti (che non solo non gli ha chiesti, ma essi stessi sono il risultato di fondi che lo stesso consiglio aveva ma non ha speso) in modo da raggiungere il livello di fondi a disposizione del Cda, stabilito dallo statuto, pari al 2% della contribuzione studentesca annua. Ma l'inganno dietro questa proposta e l'accordo politico sottostante è presto svelato: perché al posto di destinare questi fondi residui e liberi, il Cda non ha rispettato fino in fondo lo statuto destinando realmente il 2% della contribuzione, cosa che non avviene ormai da molti anni? Il Rettore e
alcuni componenti del Cda hanno tirato fuori dal cilindro una sorta di obbligo morale di cui per anni si sono dimenticati, ingannando gli studenti che praticamente continuano a non avere i fondi che gli spettano e anzi vengono umiliati ricevendo fondi propri fatti passare per concessioni e adeguamenti allo statuto. Questo spiraglio di libertà è stato subito mortificato e i fondi ritornano ad essere vincolati a soli interventi formativi e di ausilio alla didattica, che raggiunge ormai la cifra monstre di circa 500000€. Il tutto condito da una confusione artatamente generata dal Rettore, complice la presenza in Cds di personalità poco avvezze al tecnicismo universitario e alle dinamiche del nostro ateneo.
Questa confusione, e la spasmodica ricerca di un accordo politico con i soliti noti, ha generato il teatrino a cui si è assistito al momento della votazione sulla riduzione delle tasse per studenti al 2° e 3° anno fuori corso. Il Magnifico, coerentemente con quanto votato in senato accademico, ha espresso parere favorevole a questa misura grottesca: il risultato è stato che, se non ci fossero stati alcuni voti contrari, avremmo avuto che all'Università del Salento chi è al 2° o 3° anno fuori corso è meritevole. Lo stesso rettore, quando poi è stata modificata la delibera, ha votato contro lo stesso provvedimento.
A questo punto ci chiediamo: quando si verrà fuori dal ricatto politico e dalle concessioni baronali alle solite fazioni facinorose e si manifesterà liberamente il pensiero del magnifico circa il merito? Siamo in attesa, in un periodo in cui le classifiche provenienti da ogni dove fotografano la nostra Università. Noi ci siamo astenuti rispetto a questa proposta perché non consideriamo adeguato il modo con cui si affronta il problema dei fuori corso. Non è il problema economico il principale aspetto drammatico della situazione, quanto una distanza sempre maggiore che si crea tra questi soggetti e l'Università stessa, mortificando l'autentica spinta ideale e lasciando gli studenti abbandonati al proprio destino. Questi studenti vengono considerati spacciati, senza che per loro possa ripartire la scintilla del gusto per lo studio che li ha spinti ad iscriversi in Università.
Per noi è possibile una ripartenza, sostenuta da misure di reale incentivo alla ripresa degli studi di questi ragazzi spesso scoraggiati, favorendo il loro successo negli studi. Per fare questo occorre molto più impegno e dedizione di quanta se ne possa mettere adottando queste misure ridicole, formulate magari al chiuso dello studio del direttore generale, in riunione privata, chiacchierando al fresco dell'aria condizionata, mentre gli studenti sono al caldo a preparare gli esami: qualcuno li avvisi che possono andare al mare, saranno considerati meritevoli comunque". Così in una nota Piero Toma, rappresentante degli studenti nel Consiglio di Amministrazione per Obiettivo Studenti.