Sanità: Uil ad Attolini, non si rifiuti la concertazione a Taranto

BARI. Pubblichiamo integralmente la lettera inviata dal segretario regionale della Uil Puglia Aldo Pugliese all'assessore pugliese alla Sanità Ettore Attolini.

"Le dotazioni organiche e le posizioni organizzative della Sanità a Taranto rappresentano un argomento troppo importante, che ha ricadute sui fondi contrattuali, sull’organizzazione del lavoro, sui servizi erogati ai cittadini, e che pertanto non può e non deve essere ridotto ad una mera informativa rifiutando la concertazione con le organizzazioni sindacali. Le stesse organizzazioni sindacali che, è bene ricordarlo erano state ampiamente rassicurate, dai management aziendali pugliesi, sul coinvolgimento nella concertazione.

Rispetto alla decisione adottata unilateralmente dal Direttore Generale della Asl di Taranto, che ha fissato le posizioni organizzative, si evince un’esagerata discrezionalità nelle scelte, nonché una palese violazione degli accordi sindacali sulla comparazione e la valutazione dei titoli e dei curriculum, nei quali è garantita la considerazione di “titoli culturali, esperienze professionali significative, percorsi formativi, attività didattiche e produzione scientifica”. Presa di posizione, quella del direttore generale della Asl, che ha di fatto finito per penalizzare ingiustamente tanti lavoratori del settore.

Inoltre è chiaro il mancato rispetto della DGR 1388/2011 in conformità della quale le posizioni organizzative previste per la ASL TA piuttosto che le bandite 35 (in corso d’opera il Direttore Generale ha deciso di inserirne un’altra amministrativa) sarebbero 17. Il punto 4 dell’art. 1 del regolamento delle posizioni organizzative recita infatti così: “Le posizioni riguardano settori che richiedono lo svolgimento di funzioni di direzione di unità organizzative di particolare complessità e/o lo svolgimento di attività con contenuti di alta professionalità e/o specializzazione”. A fronte di ciò, è lecito ritenere che, pur considerando il folto numero di ammessi, gli acconci percorsi di alta formazione manageriale siano in possesso di un ristretto numero di persone. Si scopre, invece, che nella quasi totalità delle aree prese in considerazione, il numero degli idonei è pari a quello degli ammessi. E’ lapalissiano ritenere che i criteri di valutazione, mai concordati con il Sindacato, nonostante la comunicazione/diffida inviata dalla categoria Fpl locale in data 02/08/2012 in cui si chiedeva un incontro per discutere delle griglie di valutazione contenute nella determina n. 580 del 25/07/2012, risultano livellati in maniera tale da consentire l’idoneità indiscriminata, anche in assenza di percorsi formativi ed esperienziali di rilievo. Così come non è stata mai concordata, la caratura delle singole posizioni organizzative, che per ovvie ragioni di complessità non è detto che debbano avere tutte la stessa pesatura economica.

Il nostro giudizio negativo si conferma quando il mirino si sposta sulle piante organiche, contraddistinte da tagli di notevole portata che mettono in pericolo – ed è, rispetto alla realtà delle cose, purtroppo un eufemismo – la sopravvivenza degli ospedali di Martina Franca e Manduria, privati di strutture complesse autonome senza la minima bozza né un’idea degna di tal nome di logica organizzativa, per tacere di Grottaglie, per il quale il requiem sta già suonando. Forse qualcuno dimentica troppo in fretta come tutto ciò rischi di determinare danni irreparabili e che si protrarranno nel tempo per i cittadini e i lavoratori di Taranto, che non meritano di pagare ancora una volta il salatissimo conto dell’ennesima umiliazione.

Del resto sarebbe a dir poco paradossale che proprio in momento dalla particolare delicatezza come l’attuale, in cui il caso Ilva, le decisioni del tribunale e la nuova Aia che in questi giorni prenderà forma richiederanno uno sforzo extra al sistema sanitario regionale e ionico, lo stesso venga relegato ad una frustrante impotenza che manderebbe a monte ogni buon proposito sul futuro di Taranto e dei tarantini.

Piuttosto, nell’ottica di un risparmio vero, che tuteli l’efficacia del servizio sanitario regionale, bisognerebbe procedere a un potenziamento dei distretti e della rete ospedaliera, abbandonando quindi la politica distruttiva applicata finora a vantaggio di una nuova politica costruttiva, che rafforzi, appunto, la presenza sul territorio e promuova una conseguente assistenza efficace ed immediata, in grado di normalizzare i ricoveri. Allo stato attuale delle cose, infatti, in Puglia convivono due paradossi: ondate di ricoveri non degne di un sistema sanitario moderno che fanno da contraltare a tanti cittadini che, pur di non affrontare l’inefficacia della sanità regionale, scelgono addirittura di prescinderne. Senza dimenticare il dannosissimo fenomeno della mobilità passiva, che si sta tramutando in un costo obbiettivamente insostenibile per la Regione”.

Riteniamo, quindi, non più prorogabile un intervento da parte dell’Assessorato alla Sanità al fine di ristabilire gli equilibri sanitari nella provincia di Taranto e i principi di meritocrazia, che non possono essere derogati con siffatto spregio di qualsivoglia processo concertativo che coinvolga chi, come i sindacati e le parti sociali, rappresentano i lavoratori ed i cittadini che quotidianamente affidano al sistema sanitario la propria salute ed il proprio futuro.

A tal fine, consideriamo fondamentale la convocazione in tempi brevi si un incontro volto a ricondurre sui binari di una logica e di una pianificazione comuni e condivise la questione delle dotazioni organiche".