Turismo: metà degli italiani a casa. Mai così male per gli albergatori


ROMA. "Pessima". "Disastrosa". Questi gli aggettivi con cui gli operatori turistici descrivono l'estate 2012 e le tendenze del settore. Si profila forse un recupero in agosto ma il trend generale resta negativo. Sono dati, precisano, "provvisori ma gli andamenti di giugno e luglio e dei primi giorni di questo mese lasciano presagire una stagione da ricordare con il segno meno". Con una particolarita' che deve far riflettere: "per la prima volta da oltre 15 anni sono piu' gli italiani che sono rimasti a casa (51%) rispetto a quelli che invece sono andati in vacanza (49%)". Cala anche la spesa: dai 32 miliardi dell'anno scorso ai 27 miliardi di quest'anno. Secondo Tullio Galli, direttore di Fiepet Confesercenti, "per ora il trend e' pessimo. Stiamo registrando cali spaventosi per presenze e fatturati. La gente spende poco perche' ovviamente sta piu' attenta ai consumi". La speranza, spiega, "e' che ad agosto si recuperi qualcosa". La tendenza al ribasso, "e' uniforme in tutta Italia. Con le strutture del Mezzogiorno piu' penalizzate per la carenza di infrastrutture e trasporti. In Calabria ad esempio la situazione e' stata particolarmente negativa, con le spiagge che non si sono mai riempite. Stessa cosa in Abruzzo". Insomma, a luglio "si e' registrato un calo a due cifre nell'ordine del -10-15%. In alcune circostanze la contrazione e' stata anche piu' forte". Altra caratteristica dell'estate 2012: "Spiagge affollate nei week-end e vuote durante la settimana". Il motivo? Semplice, risponde Galli, "e' la crisi che si fa sentire".