Istat choc: "47% giovani italiani è inattivo"

ROMA. Nuovo allarme choc dall'Istat dopo i brutti dati di ieri sul Sud offerti dallo Svimez 2012. Su 7,7 milioni di giovani tra i 18 e i 29 anni, "solamente il 40,3% è occupato, il 13% è alla ricerca di un'occupazione mentre il 46,7% è inattivo", cioé non lavora ma studia in 6 casi su 10. Lo ha detto il presidente dell'Istat Enrico Giovannini in un'audizione sulla nota di variazione al Def alle commissioni Bilancio di Camera e Senato.

"Nella prima parte del 2012 - ha detto Giovannini - la dinamica del mercato del lavoro ha continuato a presentare elementi di criticità per i soggetti tradizionalmente più deboli quali i giovani e le donne. La caduta dell'occupazione dei 18-29enni non mostra battute d'arresto (-2,8%, pari a 91.000 unità in meno, a fronte di un calo demografico di 58.000 unità), coinvolgendo entrambi i sessi sull'intero territorio nazionale. Per questa fascia di età, a fronte di una riduzione del 7,3% dei dipendenti permanenti (-129.000 unità), quelli a termine sono cresciuti del 4,6% (+42.000 unità) e i collaboratori del 4,7% (+4.000 unità). Ne consegue che circa un giovane su tre svolge un lavoro atipico (dipendente a termine o collaboratore): il 34,8% contro il 12,2% del totale occupati". "Per i 18-29enni - ha poi sottolineato il presidente dell'Istat - il tasso di disoccupazione ha raggiunto, nel primo semestre di quest'anno, il 24,4%, con una punta del 39,7% per le giovani donne residenti nel Mezzogiorno. Su un totale di 7,7 milioni di persone di questa fascia di età, solamente il 40,3% é occupato, il 13% è alla ricerca di un'occupazione, mentre il 46,7% è inattivo; in sei casi su dieci questo ultimo gruppo è composto da studenti, e circa un quinto appartiene all'area dell'inattività più contigua alla disoccupazione". Giovannini ha quindi evidenziato "anche un'ulteriore crescita dei giovani Neet (Not in education, employment or training) 18-29enni, la cui incidenza passa dal 25,3% del 2011 al 26,9% del 2012. I giovani che non lavorano e non frequentano alcun corso di istruzione o formazione sono 2.071.000 unità, 103.000 in più rispetto al primo semestre del 2011. Va tuttavia precisato - ha concluso Giovannini - che mentre un quarto (24,5%) dei Neet si colloca completamente al di fuori del mercato del lavoro, più di un terzo (880.000 unità, pari al 42,5% del totale) è alla ricerca attiva di un lavoro e il restante 33% rientra nella 'zona grigia' dell'inattività, composta da individui che mostrano un qualche livello di attaccamento e interesse nei confronti del lavoro".