"Taglio ai costi della politica, tutti devono pagare"
BARI. “Bisognava attendere lo scandalo Lazio per metter mano ai costi delle Regioni? Perché solo ora si scoprono le carte? Mi vien quasi da sorridere a sentire dichiarazioni di così finto buonismo, a sfondo meramente strumentale e demagogico”. Pesante intervento del consigliere regionale Pdl Giovanni Alfarano a seguito di quanto emerso dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni Italiane tenutasi ieri a Roma.
“A parlare è chi da anni governa le Regioni ed è per questo motivo che quanto affermato risulta certamente poco credibile agli occhi dei meglio informati. I cittadini italiani devono essere messi a conoscenza di questo. Non si può sputare nel piatto nel quale si è mangiato per più legislature e il problema di laute indennità a governatori e consiglieri non risale certo a tempi recenti. Si parla di taglio di stipendi, emolumenti, indennità, vitalizi, riduzione del numero dei consiglieri regionali, maggiori controlli sul trasferimento di fondi ai vari gruppi consiliari, di riordino delle province e degli enti territoriali ma come al solito si dimentica che nessun taglio è stato apportato dal Parlamento al proprio numero di rappresentanti e ai propri costi di gestione. Favorevolissimo ad ogni tipologia di risparmio ma questa volta a pagare una volta per tutte gli errori del passato dovrà essere l’intera classe politica italiana, ad ogni livello, e non solo una parte. Dagli alti palazzi romani è troppo facile prendersela con i territori o con chi vive più da vicino le difficoltà e le emergenze degli stessi.
I politici come i cittadini sono tutti uguali tra di loro per dignità, diritti e doveri. E’ questo il metro d’intervento che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti dovrebbero suggerire ai Presidenti di Regione intervenuti ieri al tavolo romano e che sin qui hanno compartecipato all’aumento dei costi della politica, contribuendo al debito pubblico della Nazione. Si evitino, quindi, messaggi strumentali e demagogici come quello che ha lanciato in Puglia il Presidente Vendola annunciando in pompa magna di volersi ridurre lo stipendio di circa 50mila euro l’anno alla vigilia del suo abbandono dallo scranno più alto della Regione. Tutti i fondi utilizzati e spesi dalla politica in questi anni necessitano di una verifica analitica e accurata al fine di consentire agli organi preposti il recupero di tutte quelle somme spese indebitamente a danno dei cittadini”.
“A parlare è chi da anni governa le Regioni ed è per questo motivo che quanto affermato risulta certamente poco credibile agli occhi dei meglio informati. I cittadini italiani devono essere messi a conoscenza di questo. Non si può sputare nel piatto nel quale si è mangiato per più legislature e il problema di laute indennità a governatori e consiglieri non risale certo a tempi recenti. Si parla di taglio di stipendi, emolumenti, indennità, vitalizi, riduzione del numero dei consiglieri regionali, maggiori controlli sul trasferimento di fondi ai vari gruppi consiliari, di riordino delle province e degli enti territoriali ma come al solito si dimentica che nessun taglio è stato apportato dal Parlamento al proprio numero di rappresentanti e ai propri costi di gestione. Favorevolissimo ad ogni tipologia di risparmio ma questa volta a pagare una volta per tutte gli errori del passato dovrà essere l’intera classe politica italiana, ad ogni livello, e non solo una parte. Dagli alti palazzi romani è troppo facile prendersela con i territori o con chi vive più da vicino le difficoltà e le emergenze degli stessi.
I politici come i cittadini sono tutti uguali tra di loro per dignità, diritti e doveri. E’ questo il metro d’intervento che il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti dovrebbero suggerire ai Presidenti di Regione intervenuti ieri al tavolo romano e che sin qui hanno compartecipato all’aumento dei costi della politica, contribuendo al debito pubblico della Nazione. Si evitino, quindi, messaggi strumentali e demagogici come quello che ha lanciato in Puglia il Presidente Vendola annunciando in pompa magna di volersi ridurre lo stipendio di circa 50mila euro l’anno alla vigilia del suo abbandono dallo scranno più alto della Regione. Tutti i fondi utilizzati e spesi dalla politica in questi anni necessitano di una verifica analitica e accurata al fine di consentire agli organi preposti il recupero di tutte quelle somme spese indebitamente a danno dei cittadini”.
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