Fine dell'incubo per una sanseverese, i militari arrestano il suo ex per stalking
SAN SEVERO(FG). E' stata spezzata dai carabinieri la gabbia di paura in cui era costretta a vivere una sanseverese a causa del suo ex manfredoniano. L'ultimo atto di quella che poteva trasformarsi in una tragedia è andato in scena lo scorso 4 ottobre ad Apricena. Secondo la ricostruzione che la donna avrebbe fornito ai militari l'uomo, un 57enne di Manfredonia, ha cominciato a perseguitare la sua ex compagna sanseverese, con la quale aveva convissuto per una ventina di giorni presso un appartamento fatiscente del centro sipontino. Settimane in cui la donna ha raccontato di aver subito reiterare violenze che l'avrebbero pertanto costretta ad interrompere la relazione. Successivamente lo stalker ha chiesto più volte di essere perdonato, sostenendo di essersi pentito dei propri comportamenti. Motivo, questo, che ha spinto la vittima a recarsi nuovamente presso l'abitazione del 57enne, che però, in barba alle sue promesse, ha proseguito nei maltrattamenti. Stanca di essere maltrattata e umiliata, la donna è tornata a vivere a San Severo. Lo scorso 4 ottobre però con l'aiuto di un complice lo stalker ha convinto la donna a recarsi ad Apricena. Dopo l'arrivo della donna il manfredoniano è sbucato improvvisamente e dopo averla colpita ripetutamente con un coltello al collo e al torace, l'ha costretta a salire in macchina dove avrebbe tentato di violentarla. Grazie ad un espediente la ragazza è riuscita a farsi portare nel centro abitato e a fuggire dall'auto, ricorrendo alle cure della postazione 118 di Apricena. Di lì è stata trasportata presso l’ospedale di San Severo dove i medici hanno riscontrato sul suo corpo diverse ferite da coltello al collo, al torace, alla schiena e all’addome, giudicate guaribili in dieci giorni. Le indagini condotte dai Carabinieri di San Severo hanno consentito di riscontrare le dichiarazioni della vittima, ricostruendo puntualmente la vicenda e le responsabilità dell'uomo, un soggetto violento e pericoloso che aveva già scontato una pena per omicidio volontario, consentendo all’Autorità Giudiziaria di emettere la misura cautelare detentiva.
