Sarah: zio Michele torna a raccontare la sua versione alle soglie del processo
Roberta Calò. Dopo mesi di silenzio torna a parlare Michele Misseri, lo zio di Sarah Scazzi, la giovane ragazza di Avetrana scomparsa e ritrovata uccisa il 26 agosto 2010: "Non mi credono, ma la verità non la sanno neanche loro. Io so solo che due innocenti sono in carcere e io continuerò a lottare per dimostrare che con questa storia non c'entrano niente".
La sua versione, oscillante da sempre tra accuse e smentite che vedevano ora coinvolgere ora discolpare la figlia Sabrina Misseri, giunge alle telecamere della trasmissione televisiva di approfondimento Tg Norba 24 "Il Graffio". L'uomo indagato solo per aver occultato il cadavere della nipote, dopo essersi dichiarato reo confesso persiste nel voler difendere la moglie Cosima Serrano e la figlia, al momento detenute in quanto indagate per omicidio volontario, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere. Michele racconta dei suoi problemi nel far fronte all'opinione pubblica e nel mantenere i rapporti con la figlia e con la moglie, e perfino con la cognata Concetta Serrano, madre di Sarah: "Tutto quello che fa lo zio Michele è sbagliato. Nessuno mi crede. Per questo non parlo più. Ero diventato il burattino di tutti". Le dichiarazioni sono pervenute proprio alle porte della prossima e più importante udienza di questo processo che vedrà protagoniste le due donne indagate prevista per il 30 Ottobre.
Già nelle scorse settimane erano stati ascoltati altri testimoni coinvolti nella vicenda come persone informate sui fatti; davanti alla Corte d'Assise, invece, si è dovuto difendere Vito Russo, ex rappresentante legale di Sabrina Misseri, imputato per favoreggiamento. L'avvocato avrebbe, secondo le ricostruzioni della Procura, fatto inviare un telegramma da Valentina, sorella di Sabrina, al fine di far sostituire l'avvocato di Michele Misseri nella fase preliminare del processo. Russo, peraltro, sarebbe legato alla scomparsa di un verbale di Ivano Russo che poteva non risultare favorevole alla situazione giudiziaria di Sabrina Misseri. L'avvocato in aula si sarebbe difeso affermando che venne stilato un primo verbale che venne subito chiuso a causa delle domande troppo generiche per poi aprirne un altro.
La sua versione, oscillante da sempre tra accuse e smentite che vedevano ora coinvolgere ora discolpare la figlia Sabrina Misseri, giunge alle telecamere della trasmissione televisiva di approfondimento Tg Norba 24 "Il Graffio". L'uomo indagato solo per aver occultato il cadavere della nipote, dopo essersi dichiarato reo confesso persiste nel voler difendere la moglie Cosima Serrano e la figlia, al momento detenute in quanto indagate per omicidio volontario, sequestro di persona e concorso in soppressione di cadavere. Michele racconta dei suoi problemi nel far fronte all'opinione pubblica e nel mantenere i rapporti con la figlia e con la moglie, e perfino con la cognata Concetta Serrano, madre di Sarah: "Tutto quello che fa lo zio Michele è sbagliato. Nessuno mi crede. Per questo non parlo più. Ero diventato il burattino di tutti". Le dichiarazioni sono pervenute proprio alle porte della prossima e più importante udienza di questo processo che vedrà protagoniste le due donne indagate prevista per il 30 Ottobre.
Già nelle scorse settimane erano stati ascoltati altri testimoni coinvolti nella vicenda come persone informate sui fatti; davanti alla Corte d'Assise, invece, si è dovuto difendere Vito Russo, ex rappresentante legale di Sabrina Misseri, imputato per favoreggiamento. L'avvocato avrebbe, secondo le ricostruzioni della Procura, fatto inviare un telegramma da Valentina, sorella di Sabrina, al fine di far sostituire l'avvocato di Michele Misseri nella fase preliminare del processo. Russo, peraltro, sarebbe legato alla scomparsa di un verbale di Ivano Russo che poteva non risultare favorevole alla situazione giudiziaria di Sabrina Misseri. L'avvocato in aula si sarebbe difeso affermando che venne stilato un primo verbale che venne subito chiuso a causa delle domande troppo generiche per poi aprirne un altro.