Trinitapoli: malcontento in casa Udc. Di Feo attacca i vertici del partito
TRINITAPOLI (BT). Sconforto e delusione per l’UDC di Trinitapoli ed anche a livello provinciale della sesta provincia pugliese. Soprattutto in questa fase cruciale, cioè l’inizio della campagna elettorale e la composizione delle Liste alle politiche 2013.Un malcontento ,per quanto va accadendo, lo si rileva dalla lettera del responsabile provinciale dell’Udc Nicola Di Feo indirizzata al segretario Nazionale Cesa al Presidente On.le Pierferdiando Casini e al segretario regionale l’on.Angelo Sanza e per conoscenza a tutti i segretari sezionali della sesta provincia pugliese.
Duro monito di Nicola di Feo che inizia la sua lettera con il comportamento di uomini di Partito che”per grazia ricevuta –scrive Di Feo-risiedono nelle stanze del Partito Roma che si negano alle chiamate e recitano la parte da sceneggiata napoletana”.La missiva continua con la ragione della sua esclusione dal meccanismo del Partito –continua Di Feo-e non sentirmi parte attiva nei ruoli e competenze,oggi non sappiamo cosa fare,non sappiamo la strada da percorrere ,a noi spetta la candidatura certa,per dare visibilità nel nostro territorio e non possiamo lasciare spazio ad Arcangelo Sannicandro (SEL).
Non va proprio giù a Nicola Di Feo l’esclusione dal meccanismo elettorale ed attacca ancora i propri vertici –leggiamo sui giornali UDC per le liste esce il padre ed entra il figlio tramandano il seggio per via ereditaria.De Mita mette il nipote Giuseppe e si parla di Ferrarese ex presidente della provincia di Brindisi perché amico di Casini.Perchè si avvantaggiano i fuorisciti dei Partiti e collocarli nel nostro sapendo che non resteranno fedeli alla nostra bandiera e al nostro raggruppamento ?Conclude la sua lunga lettera di protesta Di Feo- credo che sia giunto il momento di parlare chiaro,il partito deve fare giuste valutazioni e regione per regione allocare persone titolate e qualificate di persone che hanno rispettato,come noi,gli impegni e aver fatto grandi battaglie.Le conclusioni sono semplici:chi crede di essere così forte i voti tra le gente se li venisse a prendere.
Michele Mininni
Duro monito di Nicola di Feo che inizia la sua lettera con il comportamento di uomini di Partito che”per grazia ricevuta –scrive Di Feo-risiedono nelle stanze del Partito Roma che si negano alle chiamate e recitano la parte da sceneggiata napoletana”.La missiva continua con la ragione della sua esclusione dal meccanismo del Partito –continua Di Feo-e non sentirmi parte attiva nei ruoli e competenze,oggi non sappiamo cosa fare,non sappiamo la strada da percorrere ,a noi spetta la candidatura certa,per dare visibilità nel nostro territorio e non possiamo lasciare spazio ad Arcangelo Sannicandro (SEL).
Non va proprio giù a Nicola Di Feo l’esclusione dal meccanismo elettorale ed attacca ancora i propri vertici –leggiamo sui giornali UDC per le liste esce il padre ed entra il figlio tramandano il seggio per via ereditaria.De Mita mette il nipote Giuseppe e si parla di Ferrarese ex presidente della provincia di Brindisi perché amico di Casini.Perchè si avvantaggiano i fuorisciti dei Partiti e collocarli nel nostro sapendo che non resteranno fedeli alla nostra bandiera e al nostro raggruppamento ?Conclude la sua lunga lettera di protesta Di Feo- credo che sia giunto il momento di parlare chiaro,il partito deve fare giuste valutazioni e regione per regione allocare persone titolate e qualificate di persone che hanno rispettato,come noi,gli impegni e aver fatto grandi battaglie.Le conclusioni sono semplici:chi crede di essere così forte i voti tra le gente se li venisse a prendere.
Michele Mininni
