Lavoratori ex CCR: screening delle liste, prepensionamenti e qualifiche
BARI. Alleggerire attraverso prepensionamenti la platea dei lavoratori ex CCR. Ridurre i numeri per facilitare percorsi di ricollocamento di quelli residui. Uno screening delle liste, da realizzare in tempi brevissimi per verificare tutte le posizioni individuali, da quelle previdenziali, ai profili professionali, alle qualifiche, fino ai dati anagrafici. Sono i passaggi immediati per offrire risposte a persone che da molti anni soffrono una situazione di emergenza e che meritano rispetto. Queste, per il presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna, le conclusioni dell’incontro promosso per affrontare i problemi degli “invisibili”: un tavolo politico e tecnico al quale hanno portato il loro contributo l’assessore regionale al welfare Elena Gentile, i presidenti dell’Upi, Francesco Schittulli e dell’Anci, Luigi Perrone, il responsabile della task force della Presidenza della Giunta e i dirigenti degli uffici regionali competenti.
Il confronto ha chiarito l’impossibilità per la Regione, le Province, i Comuni e tutti gli enti controllati di procedere ad assunzioni, stanti i vincoli di spesa pubblica. Ha però consentito di assumere alcuni punti fermi, “grazie alla chiarezza dei presidenti Perrone e Schittulli e della collega Gentile”, precisa Introna. Nessuno si nasconde il quadro di autentica drammaticità del problema, ma una verifica sollecita delle liste evidenzierà innanzitutto quanti lavoratori potrebbero essere interessati da percorsi di prepensionamento, da definire col Ministero del Lavoro e l’INPS e quanti sono in possesso di qualifiche professionali, a cominciare da quella di operatori sociosanitari, in vista del potenziamento dei servizi d’ambito di assistenza domiciliare integrata che i Comuni si apprestano a organizzare con specifici bandi.
La stessa qualifica, per esempio, potrebbe essere acquisita dagli altri lavoratori. Corsi di formazione professionale sono già banditi (tra questi quelli per OSS): chi ne avesse la volontà potrebbe parteciparvi, per acquisire una riqualificazione decisiva al reinserimento lavorativo e ottenere intanto una modesta integrazione del reddito, per la durata del corso.
I tempi sono stretti: già lunedì 11 febbraio, il comitato dei lavoratori comunicherà all’Assessorato regionale al lavoro l’elenco dei profili professionali, compresi gli OSS, avviando insieme alla Regione la ricognizione di tutte le posizioni.
Il confronto ha chiarito l’impossibilità per la Regione, le Province, i Comuni e tutti gli enti controllati di procedere ad assunzioni, stanti i vincoli di spesa pubblica. Ha però consentito di assumere alcuni punti fermi, “grazie alla chiarezza dei presidenti Perrone e Schittulli e della collega Gentile”, precisa Introna. Nessuno si nasconde il quadro di autentica drammaticità del problema, ma una verifica sollecita delle liste evidenzierà innanzitutto quanti lavoratori potrebbero essere interessati da percorsi di prepensionamento, da definire col Ministero del Lavoro e l’INPS e quanti sono in possesso di qualifiche professionali, a cominciare da quella di operatori sociosanitari, in vista del potenziamento dei servizi d’ambito di assistenza domiciliare integrata che i Comuni si apprestano a organizzare con specifici bandi.
La stessa qualifica, per esempio, potrebbe essere acquisita dagli altri lavoratori. Corsi di formazione professionale sono già banditi (tra questi quelli per OSS): chi ne avesse la volontà potrebbe parteciparvi, per acquisire una riqualificazione decisiva al reinserimento lavorativo e ottenere intanto una modesta integrazione del reddito, per la durata del corso.
I tempi sono stretti: già lunedì 11 febbraio, il comitato dei lavoratori comunicherà all’Assessorato regionale al lavoro l’elenco dei profili professionali, compresi gli OSS, avviando insieme alla Regione la ricognizione di tutte le posizioni.
