Strutture sanitarie accreditate, sì al trasferimento in altro luogo
BARI - Sarà possibile in caso di oggettiva necessità il trasferimento in un altro luogo delle strutture sanitarie e socio sanitarie accreditate. Lo prevede un disegno di legge che la terza Commissione presieduta dal consigliere Dino Marino ha approvato a maggioranza (astenuto il centrodestra e con il voto contrario del consigliere Tommy Attanasio).Si tratta di una iniziativa legislativa che modifica l’attuale legge 8 del 2004 (disciplina in materia di autorizzazioni alla realizzazione e all’esercizio, all’accreditamento istituzionale e accordi contrattuali delle strutture sanitarie e socio sanitarie pubbliche e private). Questa variazione si è resa necessaria in quanto secondo l’assessore alle politiche della salute, Elena Gentile “è indispensabile rimediare alla inadeguatezza ed alla scarsa chiarezza, soprattutto sul piano sistematico delle norme. Ma soprattutto, serve un approfondimento su tutto il sistema normativo anche per evitare contenzioso e dare più efficacia all’azione amministrativa”.
Il presidente Marino ha suggerito d’intesa con l’assessore, che sarebbe il caso di proporre una giornata seminariale per approfondire il tema della semplificazione legislativa.
Secondo quanto previsto dal Ddl il trasferimento delle strutture accreditate potrà essere realizzato nell’ambito della stessa azienda sanitaria o della stessa Asl.
Con questo Ddl si proroga al 31 dicembre del 2013 il termine entro il quale è consentito alle strutture l’adeguamento ai requisiti di carattere strutturale e tecnologico.
Un capitolo che “merita” un approfondimento più specifico in aula consiliare sarà quello del come “rendere cogenti i tempi di evasione” delle domande. Secondo alcuni componenti della Commissione (in particolare Salvatore Negro, Ignazio Zullo, Tommy Attanasio), “la inefficienza della burocrazia costituisce un freno all’applicazione corretta delle norme”.
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