Fiorentina-Juventus, una rivalità storica



di Piero Ladisa - Ogniqualvolta che viola e bianconeri si ritrovano faccia a faccia, la memoria va agli episodi che nel corso degli anni hanno alimentato la rivalità tra queste due società. Rivalità scoppiata durante la stagione 1981-82. La Juventus si aggiudicò lo scudetto (il ventesimo) proprio ai danni della Fiorentina, che sentendosi derubata si proclamò vincitrice morale. All’ultima giornata di campionato, infatti, i viola impattarono 0-0 a Cagliari per un gol annullato a Ciccio Graziani; i bianconeri invece ebbero la meglio sul Catanzaro grazie al rigore trasformato da Liam Brady. Il Brivido Sportivo, settimanale da sempre vicino alla squadra toscana, uscì con il titolo molto eloquente: “Meglio secondi che ladri”.
Nel 1990 le due compagini si affrontarono nella finale di Coppa Uefa. Fu la prima volta che due squadre italiane si sfidarono in una finale internazionale. La gara di andata, giocata a Torino, vide il successo dei bianconeri per 3-1. Il ritorno fu giocato, vista la squalifica del Franchi, sul campo neutro di Avellino. In realtà, visti i numerosi tifosi accorsi per sostenere la causa di Madama, sembrò per la Fiorentina di giocare in trasferta. La partita terminò 0-0 con la Juventus che conquistò la seconda Coppa Uefa della sua storia.
Sempre nel 1990 si consumò il “dramma” della Viola legato a Roberto Baggio. Il “Divin Codino” passò alla corte della Vecchia Signora, scatenando così la rabbia dei sostenitori gigliati che scesero in piazza per protestare e opporsi, senza riuscirci, alla vendita del talentuoso fantasista. Proprio Baggio, nel corso della stagione successiva (1990-91), rifiutò di battere un calcio di rigore (sbagliato poi da Luigi De Agostini) a Firenze (7 aprile 1991) dimostrando di essere ancora legato alla città di Firenze. Sostituto, raccolse una sciarpa della Fiorentina lanciatagli dai suoi ex tifosi.
Nell’agosto del 2012, a distanza di ventidue anni dal “caso Baggio”, Fiorentina e Juventus sono state protagoniste nuovamente sul mercato. Il giocatore conteso fu Dimităr Berbatov. Il bulgaro atteso per le visite mediche e la firma, non arrivò mai a Firenze. A bloccare l’affare l’inserimento, a sorpresa, della Juventus. Però anche a Torino l’ex Manchester United venne aspettato invano. Infatti Berbatov cambiò nuovamente idea preferendo alla fine i londinesi del Fulham. Una beffa per entrambe le società, con la dirigenza viola che non le mandò a dire a quella bianconera. “Considero l’intromissione nell’affare Fiorentina-Berbatov, di fatto concluso tra le rispettive Società e lo stesso giocatore, una cosa vergognosa e dilettantesca. Probabilmente da quelle parti pensano che per ottenere dei risultati ogni mezzo sia lecito. Alla Fiorentina non la pensiamo affatto così. Mai mi sarei aspettato un simile comportamento da quella Società”, questo il commento seccato del presidente viola Andrea Della Valle.
Un inserimento che la Juventus ha “pagato” a caro prezzo, trovando l’ostracismo della società toscana alla cessione di Stevan Jovetic, obiettivo di mercato dichiarato del club di Corso Galileo Ferraris. Difatti il montenegrino è passato a luglio al Manchester City per circa 30 milioni di euro, cifra che la società bianconera non hai mai voluto sborsare cash ma solo tramite contropartite tecniche.