L'Europa “spinge” la Tap, “Umiliate le comunità locali e la volontà del Salento”

(Foto: la Tap in una grafica)
LECCE - Ferma protesta e forte indignazione: è questa la reazione del consigliere regionale Antonio Galati (Sel) rispetto alle deliberazioni delle scorse ore della Commissione Europea, che ha inserito anche il gasdotto Tap fra i “progetti di interesse comune”, che beneficeranno di procedure accelerate (e accentrate in un unico Stato) e avranno accesso al fondo europeo quantificato in 5,85 miliardi di euro. Tutti i dettagli possono essere ricavati dal link http://europa.eu/rapid/press-release_IP-13-932_it.htm?locale=en .

“ È una decisione che umilia le comunità locali del Salento – stigmatizza Galati – le quali hanno già manifestato senza ambiguità la propria contrarietà all'opera, così come concepita e localizzata. Una decisione tanto più umiliante se si tiene conto che la nota della Commissione Europea parla di un “processo di scelta” nel quale “sono stati consultati anche il pubblico e le parti interessate”: un'evidente falsità, quanto meno per l'Italia, nazione che è interessata al progetto presentato da Tap unicamente per l'approdo a San Foca (anche se è evidente che il passo successivo alla costruzione del gasdotto Tap è la costruzione di un'altra infrastruttura, che funga da raccordo tra il Prt di Melendugno e la rete del gas).

Le comunità locali del Salento hanno già manifestato in tutti i modi le proprie contrarietà: con le deliberazioni unanimi dei consigli comunali, con le manifestazioni delle associazioni, con i pareri motivati dei tecnici della Regione Puglia. Tutto questo sembra invisibile – prosegue il consigliere regionale – la volontà del territorio appare letteralmente calpestata dai vertici europei, non diversamente da quanto accade in Val di Susa con la costruzione di un'altra grande opera che desta l'opposizione delle comunità locali, la Tav.
L'Europa ha un grande compito: avvicinare i cittadini alle politiche continentali, creare strategie che siano partecipate e condivise, essere sempre di più l'Unione dei popoli e non delle lobby – conclude Galati – Decisioni come quella di ieri, viceversa, suonano come uno schiaffo in faccia ai territori e alla democrazia”.