Bilancio, intervento del Presidente del Gruppo PdL-Fi Ignazio Zullo

BARI - Testo integrale dell’intervento del capogruppo PdL-Fi, Ignazio Zullo in Consiglio regionale.
“Sig. Presidente, colleghi consiglieri tanti di noi siedono nei banchi di questa prestigiosa aula da oltre  otto anni di Presidenza Vendola, altri si sono avvicendati ma tutti, credo, abbiamo coscienza di un cammino che appariva in discesa ma che si è rivelato in salita, che infondeva speranza ma che si è rivelato illusorio, che prometteva la Puglia migliore ma che si è rivelata peggiore, che predicava il coinvolgimento e l’ascolto e che si è rivelato cinico e sordo.
Erano i tempi della riapertura dei reparti e dell’eliminazione della “gabella medioevale” dei ticket farmaceutici e siamo giunti alla chiusura di reparti, ospedali e servizi e all’appesantimento delle liste di attesa e della tasca del cittadino.
Erano i tempi delle Leggi Regionali 25 e 26 e del Piano della Salute che ci impegnava tutti, dentro e fuori dal Consiglio, a costruire un modello di Servizio Sanitario efficiente, organizzato e di qualità fondato su distretti, prevenzione, riabilitazione e integrazione socio-sanitaria; uno sforzo e un lavoro immane che si è perso tra notti bianche, sforamento del Patto di Stabilità, sprechi, clientele e Piano di Rientro passando attraverso ben 4 assessori di cui 2 esterni.
Erano i tempi dell’accorpamento delle ASL, delle stabilizzazioni, delle internalizzazioni, delle assunzioni, delle nomine dei primari e siamo giunti all’anarchia organizzativa e gestionale delle ASL, al blocco del turn-over del personale e delle assunzioni e alla de-stabilizzazione degli operatori stabilizzati.
Erano i tempi in cui la Puglia registrava nella sanità utili per 1,5 milioni di euro a fronte dell’eliminazione della tassazione regionale e siamo giunti al disavanzo da coprire con aumenti di tassazione Irpef, Irap e Irba.
Erano i tempi in cui si scommetteva su obbiettivi di raccolta differenziata del 65% naufragati in un misero 20%, dell’acqua bene comune e gratis diventata salata per il costo e putrida per depurazione inefficace e depuratori sequestrati.
Erano i tempi dei parchi e delle aree naturali protette abbandonate nei divieti e private delle potenzialità di sviluppo eco-compatibile, del protocollo di Kyoto e dell’energia pulita trasformata in sterminate distese di deturpanti pannelli che hanno arricchito pochi, per lo più stranieri, e impoverito molti tutti pugliesi e non hanno ridotto nè CO2, nè combustibili fossili nè il costo della bolletta energetica.
Erano i tempi della valorizzazione dei prodotti agricoli, dell’olio d’oliva, dell’uva da tavola, del vino, del prezzo del latte, tutte tematiche scomparse dall’agenda politica nell’abbandono di una struttura importante delle nostri radici e della nostra economia.
Erano i tempi dell’accreditamento degli Enti di Formazione, dei progetti e dei corsi di formazione professionali utili a favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Oggi, a fine 2013 girano raminghi per le vie della politica e per le infrastrutture del web, pletore di giovani e meno giovani che ancora chiedono come poter partecipare ai corsi per OSS nel mentre le strutture sanitarie e socio-sanitarie assumono giovani provenienti da altre Regioni più virtuose della nostra.
Erano i tempi dell’attenzione alla famiglia, alle politiche di genere, allo sport, agli oratori, alle politiche giovanili, al turismo e siamo giunti ai tempi del silenzio.
Erano i tempi di tre ciclisti in bicicletta-Vendola, Divella, Emiliano-che pedalavano da veline nell’inaugurazione di una Fiera del Levante, oggi agli onori della cronaca perchè non ha più la forza nè di pedalare nè di stare in piedi.
Erano i tempi dei bollenti spiriti e del ritorno al futuro ma registriamo un ritorno all’inferno della crescente disoccupazione giovanile.
Erano i tempi in cui si intercettavano le istanze ambientaliste anti-ILVA in quel di Taranto per poi passare alle intercettazioni delle telefonate con Archinà.
Erano i tempi di Rifondazione Comunista e della pretesa di vittoria di un congresso il cui esito non è stato dolce come un Ferrero Rocher ma travagliato per Vendola nella costruzione  del Movimento della Sinistra, delle fabbriche, di SEL e di Puglia per Vendola nell’occupazione sistematica dei posti di potere e nell’elogio del proselitismo politico a discapito del merito.
Erano i tempi di primarie, secondarie, sogni di leadership nazionali che sfiancavano Vendola nell’inseguire Bersani sui tetti di Roma e sui monti della NO-TAV con una Puglia lasciata senza governo e senza controllo.
Abbiamo pensato che Vendola avesse coscienza che questo bilancio è per lui forse l’ultimo o forse anche il penultimo. Di certo il 2014 è l’ultimo anno di gestione del secondo mandato di Vendola ed avevamo sperato che fosse accompagnato dal senso del dovere e della responsabilità che prende chi onora il proprio mandato nel rendere conto di ciò che non è stato e di ciò che nel 2014 si può ancora fare per porre rimedio a tante disfunzioni.
Con dolore denunciamo che in questo bilancio non solo non ritroviamo dovere e responsabilità ma neanche quell’anima e quella passione politica che lega i numeri alle idee, la contabilità al servizio della politica, gli euro ai bisogni collettivi da soddisfare.
Abbiamo discusso nelle Commissioni due disegni di legge impostati sui numeri, su tabelle, sul calcolo del vincolo del pareggio e sul rispetto del Patto di Stabilità ma non c’è un rigo che illustri come ed in funzione di quali obbiettivi si svilupperà l’azione politica e amministrativa di gestione del bilancio 2014 a favore dei cittadini.
Quali prospettive per la crescita, quali per il lavoro, quali per il miglioramento della qualità di vita si chiedono i pugliesi ma non ci è dato sapere.
Abbiamo partecipato a riunioni di Commissioni celebrate per rito e per prassi, nella latitanza degli Assessori-salvo rare ed encomiabili eccezioni- e nell’incredulità di componenti che vedevano esaurire il proprio dovere di servire i pugliesi nell’apposizione di una firma di presenza salvo poi inseguire il dibattito sui mass-media su tematiche importanti per poter esternare ed offrire i propri contributi.
Avremmo voluto in Commissione Ambiente comprendere se e come nel 2014 si potrà agire nell’efficientamento degli impianti di depurazione anche per rendere conto ai pugliesi di come viene spesa la quota per la depurazione che pagano in bolletta all’AQP o magari dei tempi di attuazione della L.R. 24/2012 per l’avvio delle gare uniche per ARO incentrate sugli obbiettivi di raccolta differenziata per poter chiudere definitivamente le discariche e affrancare i Comuni dall’ecotassa, oggi rivendicata a gran voce per fare cassa.
Avremmo voluto in Commissione Sanità e Servizi Sociali confrontarci con l’Assessore sulla possibilità di incidere su sprechi, clientele e malcostume per affrancare la collettività pugliese dalla tassazione e dal pagamento dell’euro per ricetta ma, comprendiamo, l’Assessore era troppo impegnata nei tour pre-elettorali in vista delle europee e ha dovuto disertare la Commissione.
Avremmo voluto nella Commissione sviluppo economico comprendere come nel 2014 si potrà agire su lavoro e occupazione, su ammortizzatori sociali e riconversioni, sul sostegno alla piccola e media impresa, su formazione professionale  e deburocratizzazione ma la nostra è stata un’aspettativa tradita.
Avremmo voluto comprendere com’è possibile che la Fiera del Levante accumula circa trenta milioni di euro di debiti in otto anni senza che nessuno si indigni.
Resta un bilancio secco e asciutto, impostato sulla politica Vendoliana del tassa e spreca, che ripropone soluzioni tampone a problematiche-e mi riferisco ai Consorzi di Bonifica e alla Fiera del Levante-annose che avrebbero richiesto in questi anni di gestione Vendola riforme strutturali mai o mal affrontate.
Un bilancio tutto quadrato  sulle tasse e per nulla attenzionato sugli sprechi, le inefficienze e le clientele.
Un bilancio frutto dell’approssimazione e del vogliamoci bene tra uomini e partiti di maggioranza e del “non pensiamo” alle difficoltà dei cittadini.
Ai cittadini vorremmo volgere lo sguardo con piccoli segnali con i quali Vendola e la sua Giunta avrebbero dovuto etichettare questo bilancio e mi riferisco allo stampo del coraggio, il coraggio di scommettere su sè stesso e sull’amore e l’affetto che lega l’eletto ai cittadini.
Il coraggio di prevedere nel 2014 una sanità che non chiuda in disavanzo grazie ad una ferrea politica di attenzione e di responsabilizzazione di sistema sugli sprechi, le inefficienze e le clientele che potrebbero apportare ben 350 milioni di euro di minore spesa tanto quanto basta e avanza per affrancare la collettività dell’addizionale IRAP che tanto incide negativamente su lavoro e occupazione.
Basti pensare che sarebbe sufficiente che le Aziende Sanitarie pubbliche conformino i servizi di lavanolo agli stessi criteri della sanità privata per risparmiare 10 milioni di euro in un anno o che si riveda la differenza di spesa per la protesica tra ASL e ASL, o che si incida sull’appropriatezza dei ricoveri che produce da sola in Puglia oltre 138 milioni di euro di sprechi (dati del Ministero della Salute) o l’appropriatezza della spesa farmaceutica convenzionata che registra in Puglia (sempre dati del Ministero della Salute) una spesa pro-capite di 20 euro in più rispetto alla media nazionale. E chissà quant’altro ci sarebbe da fare!
Il coraggio di Vendola di chiedere conto ai propri amici che ha nominato alla Presidenza della Fiera del Levante dell’immane buco chiamando loro a risarcire l’Ente e non la collettività.
Il coraggio di assumere decisioni definitive sui Consorzi di Bonifica.
Il coraggio di ammettere le proprie responsabilità nei ritardi di applicazione della L.R. 24/2012 che non possono essere addossate ai Comuni per mancato raggiungimento degli obbiettivi di raccolta differenziata che salasserà i cittadini nel pagamento dell’ecotassa.
Caro Presidente Vendola, non imprima anche quest’anno al bilancio di previsione 2014 lo stigma della tassazione su una collettività stremata da una parte da tassazioni sempre più crescenti che partono dallo Stato per passare tra Regione e Province e finire al Comune di residenza e dell’altra dalla perdita di reddito e di potere di acquisto.
Una tassazione che in questi anni non è servita a efficientare il sistema Puglia ma che ha solo, di fatto, coperto i disavanzi di una sanità sempre più inefficiente e disorganizzata, abbandonata a sè stessa tra sprechi, clientele, malcostume e malaffare.
Troppo facile per il politico agire sul versante delle entrate aumentandole con il ricorso alla tasca del cittadino, meno facile e  sicuramente più impegnativo, agire sul versante della spesa rendendola efficiente, efficace e di qualità attraverso la lotta agli sprechi, al superfluo, all’immoralità e all’illegalità.
Capisco che per Lei, Presidente Vendola - imbevuto com’è di una cultura del tassa e spendi- non è facile comprendere che la politica è al servizio della collettività e non può servirsi di essa per i Suoi salvadanai utili a quadrare bilanci di gestioni colabrodo. E la collettività chiede uno sforzo alla politica, anche in forma di timidi segnali, quello di alleggerire la tassazione e quadrare i bilanci con la buona amministrazione e il corretto uso delle risorse.
Le ho già lanciato in Commissione Bilancio per il tramite dell’Assessore Digioia un appello diretto a Lei, Presidente Vendola, che ho reso pubblico e che rilancio nella solennità e nella sovranità di quest’aula: caro Presidente Vendola, eliminiamo il surplus di tassazione appostato in bilancio per ripianare il disavanzo che si prevede derivare nel 2014 dalla gestione della sanità e agiamo all’unisono responsabilizzando il sistema affinché quel disavanzo non si produca nel corso del 2014.
E’ una sfida che, caro Presidente Vendola, dobbiamo lanciare a noi stessi, che dobbiamo alla collettività pugliese e che dobbiamo vincere per i pugliesi, per la nostra credibilità e per la moralizzazione del sistema.
Caro Presidente Vendola, coraggio, non abbia paura, si può fare!
Presidente Vendola, non so  se è alla fine di un ciclo e non è questo il tema che mi prende in questo momento! Di certo la gestione del 2014 sarà l’ultima del Suo secondo mandato: approfitti di questo mio appello e vedrà che per una volta in questi dieci anni avrà la possibilità di esaltare quella Puglia migliore che finora Lei ha represso perché non ha la Sua tessera ideologica ma che esiste e non demorde ed ancora reclama buone prassi, meritocrazia, legalità, moralità, efficienza, qualità al servizio della collettività. Coraggio, non abbia paura!”.