'In Grazia di Dio': la recensione

di Francesco Spadafora - Non una 'semplice pellicola cinematografica', bensì un atto di comunione panica e identitaria con la propria terra, con l'anima dignitosa struggente e radicata della gente, nella pienezza dei volti illuminati dagli infiniti riverberi degli angoli remoti - eppur intimi - del Sud Salento.

Edoardo Winsperare sceglie, partendo dal titolo, d'incarnare - attraverso una delle più tipiche espressioni del dialetto del Capo Di Leuca - la vicenda per immagini in un susseguirsi di spunti distanti per scelta dalla tipica rappresentazione filmica, andando a cogliere nella durezza delle vicende contemporanee la linfa del riscatto e della rinascita atraverso forme di coesione sociale.

Si assiste per tutto l'arco della vicenda, all'incedere della condivisione umana attraverso la coabitazione dei sentimenti e aspri scontri, in un vivido delienamento dei personaggi, i quali con la nobiltà spontanea dell'umiltà divengono fulgida esempio di bravura attoriale.

L'azione registica di Winspeare tende ancor più che nei lavori precedenti,
a creare una lancinante bellezza che attraversa le asprezze della realtà contemporanea, non disconoscendo l'arte del sogno, invitando lo spettatore a un nuovo cammino, 'In Grazia te Diu'.

Un film di Edoardo Winspeare. Con Celeste Casciaro, Laura Licchetta, Gustavo Caputo, Anna Boccadamo, Barbara De Matteis. Musiche di Gabriele Rampino


Drammatico, durata 127 min. - Good Films

Trailer ufficiale