Obama, ultime ore in Italia

ROMA - E' agli sgoccioli la visita del presidente Usa in Italia. Ultimissime ore nella Capitale per Obama che giovedì ha incontrato prima Papa Francesco, poi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano quindi il premier italiano Matteo Renzi. In serata poi cena a Palazzo Taverna, presente anche il presidente della Fiat, Elkann. Nella mattinata di venerdì Obama partirà da Fiumicino per l'Arabia Saudita: a Riad il presidente degli Stati Uniti riaffermerà l'impegno per una transizione in Siria e e l'intenzione di trovare un'intesa con l'Iran sul programma nucleare.

Il presidente Usa: "Colosseo? Meglio di stadio baseball"

Tanti sorrisi al termine del vertice bilaterale tra Renzi e Obama. "Obama per me e per la mia squadra è una fonte di ispirazione, un modello da imitare", ha detto il premier italiano mentre il presidente Usa ha promosso l'ex sindaco. "Io ho fiducia che Renzi potrà portare avanti l'Italia anche perché l'Italia è pronta ad andare avanti".

"Valori e ideali comuni con gli Stati Uniti". L'attesissimo bilaterale a Villa Madama a Roma tra il premier Renzi e il presidente americano Obama inizia quando sono passate le 15, con un lieve ritardo sulla tabella di marcia degli appuntamenti del numero uno della Casa Bianca in visita nella Capitale. Un'ora più tardi la conferenza stampa dei due leader.

"Obama per me e per la mia squadra è una fonte di ispirazione, un modello da imitare", esordisce il premier che poi ringrazia il presidente statunitense per le sue parole di sostegno all'Europa nel discorso a Bruxelles: "L'Ue ha bisogno di riforme ma è anche il luogo della speranza per le famiglie", ha aggiunto. Poi ha concluso: "Noi vogliamo cambiare l'Italia perché siamo convinti che se cambiamo l'Italia diamo una mano a cambiare l'Europa", la promessa di Renzi secondo il quale il motto di Obama 'Yes, we can' "vale anche per noi".

"In Europa la crescita è ancora lenta e la disoccupazione alta", ha annotato Obama lodando il piano di riforme dell'esecutivo italiano: "Credo che Renzi abbia identificato alcune delle riforme strutturali che l'Italia deve compiere per essere più competitiva e avere più successo", ha dichiarato il presidente americano. "Io ho fiducia - ha aggiunto - che lui potrà portare avanti l'Italia anche perché l'Italia è pronta ad andare avanti".

Prima di vedere il presidente del Consiglio, Obama ha incontrato il presidente della Repubblica Napolitano. Uscendo dal Quirinale a bordo dell'auto presidenziale, Obama ha salutato i giornalisti con un gesto delle mani che mimava il simbolo della vittoria. Il corteo presidenziale, composto da circa trenta auto tra cui una con a bordo gli uomini della Casa Bianca armati di mitra per motivi di sicurezza, si è diretto a Villa Madama.

Il presidente americano si è trattenuto oltre due ore al Quirinale, più di quanto originariamente previsto dal programma.

Obama ha trascorso la notte la Villa Taverna, residenza dell'ambasciatore americano. A chiudere la giornata romana del presidente Usa una "passeggiata" alle 17 al Colosseo, unica visita da turista che Obama si concederà. Secondo indiscrezioni finora non confermate, il presidente avrebbe espresso il desiderio di cenare in un ristorante della Capitale.

di Nicola Zuccaro - Pacche sulla spalla, accompagnate da calorose strette di mano. Il primo incontro a Roma tra il Presidente Usa Barack Obama e il Premier Matteo Renzo indicherebbe, sul piano della gestualità, un esito positivo: equiparabile ad una rimpatriata tra vecchi amici.

Sarà per l'identica appartenenza ad una coalizione progressista (democratici e centro-sinistra sono simili se non identici per cultura politica), alla medesima confessione religiosa (cattolica) e per un passato, nel volontariato, che, entrambe hanno fraternizzato da subito.

E in quel "Mi fido di Renzi " espresso durante la conferenza stampa conclusiva presso Villa Madama si ritrova la conferma del feeling (accompagnato e completato dall'identico abito blu) tra Obama e Renzi.
OBAMA DA PAPA, 'THANK YOU, THANK YOU' - E' durato 50 minuti il colloquio privato, alla presenza degli interpreti, tra il Papa e il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. 'Thank you, thank you' sono state le prime parole di Obama a Francesco. Poco prima di iniziare il colloquio Francesco si è rivolto al presidente Usa dicendogli in inglese: 'Benvenuto, signor Presidente'.

Obama nel cortile di San Damaso è stato ricevuto da monsignor Georg Gaenswein che gli ha stretto la mano. In Vaticano anche il segretario di Stato Usa, John Kerry.

Qualche protesta prima dell'arrivo in Vaticano - L'arrivo di Obama in Vaticano è stato preceduto da qualche contestazione in Via della Conciliazione. Un italiano è stato fermato dalla polizia durante un sit-in non autorizzato in favore della liberazione dell'attivista statunitense Leonard Peltier, in carcere dal 1977 con la condanna a due ergastoli per l'omicidio di due agenti dell'Fbi, nonostante dubbi sulla sua colpevolezza. Sempre nei dintorni di via della Conciliazione ha sfilato un altro mini corteo ambientalista che chiedeva al presidente Obama di schierarsi contro la costruzione dell'oleodotto di Keystone tra il Canada e Miami.

Roma è blindata per la visita di Obama che ripartirà la mattina del 28 marzo: sono sei le zone rosse, ma due, ossia l'area intorno a via Veneto e Villa Taverna ai Parioli, saranno permanentemente circondate e invalicabili. Poi le altre quattro: Vaticano (via della Conciliazione chiusa), Quirinale, Colosseo e Villa Madama. Il convoglio presidenziale, formato da 26 auto e 8 moto, con la macchina del capo della Casa Bianca al centro scortata da mezzi e uomini sia della questura di Roma che della sicurezza americana, attraverserà le strade di una capitale vigilata da oltre mille agenti, tra Campidoglio, Palazzo Chigi, Vaticano, Quirinale, Villa Madama e Villa Taverna. E tutto il percorso e le tappe del corteo presidenziale saranno precedute da bonifiche con artificieri che controlleranno tombini e anfratti, e segnate da divieti di sosta per auto e moto, senza cassonetti.