Emiliano-Renzi-Decaro: tra proteste e acclamazione

di Andrea Stano. BARI, 20 maggio – Via Alberto Sordi, nello spiazzale adiacente all’ingresso laterale del Teatro Petruzzelli, è allestito il palco dove alle 19.35 parlerà il premier Matteo Renzi. Bandiere PD garriscono orgogliose al vento, a dire la verità piacevole, nella prima vera giornata di sole di questo 2014. (Foto: Pagina Facebook 'Antonio Decaro')

I ragazzi del comitato “Declub” di Antonio Decaro distribuiscono agli angoli della piazza volantini propagandistici e la corposa flotta di giornalisti occupa l’area riservata alla stampa con tanto di armata di macchine da prese e fotocamere al seguito. Pubblico anagraficamente democratico. E’ un mix di giovani e attempati, se vogliamo essere precisi, leggermente sbilanciato verso questi ultimi. Ci sono quelli provenienti da Canosa, quelli da Monopoli, insomma, di gente ce ne è tanta (non meno di 4mila), alcuni anche con simpatici e ingombranti cartelloni.

La folla incita Renzi invitandolo a salire sul palco e dopo il “Matteo, Matteo” più volte ripetuto, l’ex sindaco di Firenze controbatte con un “Antonio, Antonio” rivolgendosi al candidato sindaco di Bari, Antonio Decaro. Ma il primo a prendere la parola è l’attuale primo cittadino barese, Michele Emiliano, preceduto da un timidissimo applauso. Qualche malumore tra il pubblico alle sue parole, più che altro assemblate per un’esagerata autocelebrazione, francamente rivedibile. E’ invece accolto dall’apoteosi degli astanti l’ex assessore Decaro.

Il suo sarà un intervento più che altro di biasimo ironico verso il diretto avversario Di Paola, e il pubblico gradisce. Antonio Decaro sarà anche simpatico, affabile e bonaccione ma certo non è un grande oratore. Diversamente da colui che lo seguirà, Matteo Renzi, straordinario comunicatore. E in questo ricorda da sempre Silvio Berlusconi.

Il pubblico è caldissimo sotto il palco mentre nelle retrovie è più distaccato, si alternano scetticismo e approvazione. Soprattutto quando l’ambiente si fa temporaneamente rovente: un gruppo di manifestanti, appartenente ad Azione Antifascista, un movimento di estrema sinistra, comincia a insultare il politico toscano e ad arrampicarsi sulle mura per appendere un manifesto che recita “Renzi ai bisogni non ci pensi, no piano casa, no jobs act, ci vediamo l’11”.

Vogliono mandarli via in tutti i modi, per poco non si accende una rissa perché i sostenitori di Renzi non ci stanno e gli animi si scaldano. Fortunatamente non si arriva alle mani ma la sensazione è che potrebbe succedere da un momento all’altro. La polizia spintona, si accende anche un fumogeno, poi li costringe ad abbandonare la manifestazione di dissenso. Tempo dieci minuti e ritorneranno combattivi ma comunque innocui, anche perché Renzi sta terminando il suo discorso di circa quaranta minuti, incurante di quanto è accaduto. Acclama il “prossimo sindaco di Bari” e abbraccia lo staff che ha organizzato e sostenuto l’evento prima di congedarsi dai suoi supporters in delirio.

Le elezioni amministrative ed europee sono previste per domenica 25 maggio. Per l’occasione era presente anche la bella e giovane candidata Pina Picierno, capolista per il Sud che, tuttavia, non ha preso parte al comizio.