ESCLUSIVO / Marco Sbarbati, un talento fuori dagli schemi: "Quel giorno a Piazza Maggiore con Lucio Dalla"

di Marco Masciopinto - L’indimenticabile Lucio Dalla lo notò mentre cantava le sue canzoni nel cuore di Piazza Maggiore, a Bologna, e da lì lo invitò nel suo studio. Dalla decise di inserire il brano di Marco, “I don’twanna start”, nella colonna sonora del film "AmeriQua" di Marco Bellone e Giovanni Consonni.

Marco Sbarbati, classe 86, è un giovane cantautore marchigiano, cresciuto a pane e musica. Gavetta alle spalle, nel 2005 si trasferisce a Bologna dove inizia gli studi al Dams. Ma la grande opportunità arriva nel 2012: la produttrice Caterina Caselli lo invita nel suo ufficio per un provino. Da lì ebbe inizio la sua avventura con l’etichetta discografica Sugar.

“Backwards” è il brano d’esordio con il quale Marco Sbarbati ha presentato il suo progetto classificandosi tra gli artisti emergenti maggiormente suonati dalle radio nel 2013. Niente Sanremo e talent per Marco, il suo percorso musicale ha preso tutt’altra strada, fatta di fatica e impegno.



Ti aspettavi la chiamata di Caterina Caselli?
’Non me lo aspettavo ma ci speravo perché conoscevo già la sua casa discografica per via di Elisa, un artista che ho seguito sempre sin dall'uscita del suo primo album Pipes and Flowers. Il giorno che ho saputo che Caterina voleva vedermi, per farmi fare un provino con solo chitarra e voce sono stato fiducioso, perché esibirsi dal vivo è molto più diretto rispetto all'ascolto di una demo’’.

Che persona è?
‘’Essendo stata lei stessa una cantante, credo sappia entrare nella testa dei suoi artisti e capirne le esigenze. Se vuole comunicarti qualcosa magari lo fa consigliandoti un libro o facendoti vedere una determinata cosa da diversi punti di vista. Non sempre abbiamo idee musicale uguali però il bello é che ci confrontiamo prima di fare una scelt’’.

Come nasce‘Se’ il brano che anticipa l’uscita del tuo nuovo Ep?
"SE" è una canzone che parla di un viaggio mentale. Si incontra qualcuno in un bar e in un istante si immagina un futuro possibile con quella persona.

Com’è avvenuto l’incontro con Lucio Dalla?
‘’Ho conosciuto Lucio Dalla in Piazza Maggiore, di sera, mentre mi esibivo "chitarra e voce" in strada. Lui stava passeggiando quando mi ha sentito cantare. Si è fermato e mi ha invitato a mandargli le mie canzoni’’.

Cosa ti consigliò?
‘’Di consigli me ne ha dati tanti, uno in particolare riguardava il cantare in italiano, cosa che io non avevo mai fatto prima perché avevo sempre preferito l'inglese. Mi diceva spesso che l'italiano è una lingua bellissima, una sfida da provare. É anche grazie a lui se ora scrivo in italiano’’.

Preferisci cantare in inglese piuttosto che in italiano. Perché?
‘’Preferisco l'inglese per diversi motivi. Ho sempre ascoltato moltissima musica in inglese fin da bambino, è una lingua perfetta per il genere musicale che amo e quindi mi è venuto spontaneo iniziare ad usarla nelle mie canzoni. Inoltre, cantare in una lingua che i miei genitori non capivano, era una sorta di protezione per me, perché potevo parlare del mio mondo senza espormi’’.

Cosa vuoi comunicare con la tua musica?
‘’Io cerco sempre di comunicare sensazioni, a volte anche sfuggenti che sembra durino poco ma che ci rimangono dentro per molto tempo. Mi piace anche raccontare storie che accadono alle persone che mi circondano. Quando scrivo ho sempre delle immagini davanti ai miei occhi che cerco di trasformare in parole ma non sempre ci riesco come vorrei’’.

Ci anticipi cosa troveremo nel tuo nuovo progetto omonimo?
‘’Nel mio EP ci saranno 5 brani, di cui 3 in inglese e 2 in italiano. Sono brani che ho registrato a Berkeley con il grande Corrado Rustici. Sono canzoni intime, alcune le ho scritte molto anni fa. Speravo di poterle arrangiare insieme a Corrado perché lo seguo da tempo, ed esserci riuscito è stato un grande traguardo per me’’.

I talent sì o no?
‘’I reality oggi sembrano essere l'unica realtà della musica pop italiana, se sia un bene o un male non sta a me dirlo. L'unico dubbio che ho riguarda il tipo di successo che può dare. Ciò che può dare fama ad un cantante in tv non è necessariamente legato al saper cantare o suonare uno strumento.Uscire da un reality da vincente da subito notorietà, ma riuscire a rimanere dove si è arrivati non è facile’’.