Il premier da Bari punta al decennio della crescita italiana
di Nicola Zuccaro - Per una sera, Matteo Renzi è tornato Sindaco di Firenze. L'attuale premier e segretario nazionale del Pd a Bari, per sostenere la candidatura di Antonio De Caro a Sindaco del capoluogo pugliese
nel ripercorrere - facendo riferimento anche alla sindacatura dell'uscente Michele Emiliano - la propria esperienza con la fascia tricolore ha rimarcato il ruolo delle città per il cambiamento dell'Italia e dell'Europa a
partire da Bari.
+ Renzi-Emiliano-Decaro: tra proteste e acclamazione di A.Stano
E con il riferimento al "noi" quale soggetto promotore della svolta da imprimere contro coloro i quali - sono stati definiti da lui stesso definiti detrattori - Renzi ha colto l'occasione della sua tappa barese per rispondere e per controbattere a chi ha messo in discussione, negli ultimi giorni, le misure e i provvedimenti messi in atto dal suo esecutivo.
Dagli 80 euro al taglio del 10% dell'Irap, Renzi ha sottolineato che c'è la doppia volontà di fronteggiare l'emergenza per non poche famiglie italiane e al tempo stesso di rilanciare la crescita economico-finanziaria a discapito delle prescrizioni imposte dall'Europa. Contro di essa, Renzi va giù duro, puntando i piedi a riguardo dell'immigrazione clandestina chiedendo a gran voce all'Unione Europea di interessarsi del problema specie quando, l'Italia, spende le proprie energie economiche e logistiche con l'operazione Mare Nostrum.
Critico verso l'Europa ma fermo nei confronti di chi - come è accaduto anche con uno striscione esposto durante la serata barese - pratica la tattica della provocazione. Non è con essa - ha chiosato - che si può cambiare un Paese dato, a suo dire, da molti, sull'orlo del fallimento.
L'Italia - ha concluso - può ripartire puntando sulle sue eccellenze presenti in ciascuna città ed in particolare - come testimoniato dallo sguardo rivolto verso il vicino Teatro Petruzzelli - a Bari.
RENZI ALLA MERCK, 'UNA BELLA GIORNATA' - "E intanto la Merck, azienda tedesca, investe 50 milioni di euro a Bari. Puntiamo a 1.500 nuovi posti di lavoro nel settore. #Italiariparte". A scriverlo su Twitter il presidente del Consiglio Matteo Renzi che oggi ha visitato a Modugno lo stabilimento dell'azienda farmaceutica.
"Oggi è una bella giornata - ha proseguito - perché una grande azienda annuncia un grande investimento in questo territorio e questo significa che la Puglia e Bari non sono zone di frontiera ma sono centrali".
“Vorrei ringraziare Matteo Renzi perchè questo pomeriggio, visitando a Bari una delle imprese farmaceutiche più attive sul territorio, frutto di investimenti della Regione Puglia, implicitamente contribuirà a valorizzare il lavoro della mia amministrazione. Ma, nello stesso tempo però, vorrei anche dirgli che quello che abbiamo fatto con questa azienda, rischiamo di non poterlo fare più. Quindi caro Matteo Renzi, non servono fiori ma opere di bene, altrimenti i fiori serviranno solo per fare la corona per il morto perché noi stiamo morendo. A fronte di queste prospettive straordinarie di crescita e di sviluppo, il patto di stabilità ci sta facendo invece morire”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che questa mattina ha partecipato a Bari al workshop di Farmindustria presso lo stabilimento di Merck Serono su “L’industria farmaceutica sul territorio, un settore che produce eccellenza e fa crescere il Paese”.
Ma per il Presidente Vendola il problema non è solamente nei vincoli del patto di stabilità e nella necessità di nettizzazione delle quote di cofinanziamento della spesa comunitaria. Una delle maggiori criticità risiede infatti nella burocrazia dei Ministeri e nella conseguente mancanza di rispetto delle istanze territoriali.
+ Renzi-Emiliano-Decaro: tra proteste e acclamazione di A.Stano
E con il riferimento al "noi" quale soggetto promotore della svolta da imprimere contro coloro i quali - sono stati definiti da lui stesso definiti detrattori - Renzi ha colto l'occasione della sua tappa barese per rispondere e per controbattere a chi ha messo in discussione, negli ultimi giorni, le misure e i provvedimenti messi in atto dal suo esecutivo.
Dagli 80 euro al taglio del 10% dell'Irap, Renzi ha sottolineato che c'è la doppia volontà di fronteggiare l'emergenza per non poche famiglie italiane e al tempo stesso di rilanciare la crescita economico-finanziaria a discapito delle prescrizioni imposte dall'Europa. Contro di essa, Renzi va giù duro, puntando i piedi a riguardo dell'immigrazione clandestina chiedendo a gran voce all'Unione Europea di interessarsi del problema specie quando, l'Italia, spende le proprie energie economiche e logistiche con l'operazione Mare Nostrum.
Critico verso l'Europa ma fermo nei confronti di chi - come è accaduto anche con uno striscione esposto durante la serata barese - pratica la tattica della provocazione. Non è con essa - ha chiosato - che si può cambiare un Paese dato, a suo dire, da molti, sull'orlo del fallimento.
L'Italia - ha concluso - può ripartire puntando sulle sue eccellenze presenti in ciascuna città ed in particolare - come testimoniato dallo sguardo rivolto verso il vicino Teatro Petruzzelli - a Bari.
![]() |
| Il premier in visita nello stabilimento modugnese |
"Oggi è una bella giornata - ha proseguito - perché una grande azienda annuncia un grande investimento in questo territorio e questo significa che la Puglia e Bari non sono zone di frontiera ma sono centrali".
“Vorrei ringraziare Matteo Renzi perchè questo pomeriggio, visitando a Bari una delle imprese farmaceutiche più attive sul territorio, frutto di investimenti della Regione Puglia, implicitamente contribuirà a valorizzare il lavoro della mia amministrazione. Ma, nello stesso tempo però, vorrei anche dirgli che quello che abbiamo fatto con questa azienda, rischiamo di non poterlo fare più. Quindi caro Matteo Renzi, non servono fiori ma opere di bene, altrimenti i fiori serviranno solo per fare la corona per il morto perché noi stiamo morendo. A fronte di queste prospettive straordinarie di crescita e di sviluppo, il patto di stabilità ci sta facendo invece morire”.
Così il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che questa mattina ha partecipato a Bari al workshop di Farmindustria presso lo stabilimento di Merck Serono su “L’industria farmaceutica sul territorio, un settore che produce eccellenza e fa crescere il Paese”.
Ma per il Presidente Vendola il problema non è solamente nei vincoli del patto di stabilità e nella necessità di nettizzazione delle quote di cofinanziamento della spesa comunitaria. Una delle maggiori criticità risiede infatti nella burocrazia dei Ministeri e nella conseguente mancanza di rispetto delle istanze territoriali.

