Mose: Orsoni patteggia, è di nuovo sindaco
Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni torna il libertà ed è nuovamente sindaco: il gip Scaramuzza ha revocato infatti l'ordinanza di arresti domiciliari nei suoi confronti.
Orsoni resta comunque indagato per finanziamento illecito nell'ambito dell'inchiesta Mose. Il giudice, dopo l'interrogatorio del sindaco, ha ritenuto che non fossero piu' necessarie misure cautelari per Orsoni.
Il primo cittadino era stato arrestato 8 giorni fa nell'ambito di un'inchiesta su finanziamento illecito e corruzione collegati ai lavori del Mose e al Consorzio Venezia Nuova. Orsoni avrebbe richiesto di patteggiare. La pena su cui difesa e procura si sarebbero accordate era di nove mesi, ridotta a 4 mesi grazie alle attenuanti generiche e ridotte di un terzo per il rito abbreviato, con la sospensione condizionale della pena. Per il sindaco anche una sanzione da 15.000 euro.
Giorgio Orsoni non intende dimettersi da sindaco. Lo ha detto lui stesso durante una conferenza stampa che sta tenendo in Comune dopo essere stato rimesso in liberta'. "Sindaco, si dimette?", ha chiesto un giornalista. "No", si e' limitato a rispondere Orsoni.
Orsoni resta comunque indagato per finanziamento illecito nell'ambito dell'inchiesta Mose. Il giudice, dopo l'interrogatorio del sindaco, ha ritenuto che non fossero piu' necessarie misure cautelari per Orsoni.
Il primo cittadino era stato arrestato 8 giorni fa nell'ambito di un'inchiesta su finanziamento illecito e corruzione collegati ai lavori del Mose e al Consorzio Venezia Nuova. Orsoni avrebbe richiesto di patteggiare. La pena su cui difesa e procura si sarebbero accordate era di nove mesi, ridotta a 4 mesi grazie alle attenuanti generiche e ridotte di un terzo per il rito abbreviato, con la sospensione condizionale della pena. Per il sindaco anche una sanzione da 15.000 euro.
Giorgio Orsoni non intende dimettersi da sindaco. Lo ha detto lui stesso durante una conferenza stampa che sta tenendo in Comune dopo essere stato rimesso in liberta'. "Sindaco, si dimette?", ha chiesto un giornalista. "No", si e' limitato a rispondere Orsoni.
