Una vita per la scienza: un anno senza Margherita Hack
di Pierpaolo De Natale - 29 giugno 2013, l'Italia perdeva Margherita Hack. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico nel nostro Paese, l'astrofisica si spense all'età di 91 anni a causa di problemi cardiaci.
Nata a Firenze nel lontano 1922, la Hack si laureò in fisica con una tesi sulle Cefeidi (tipo di stella gigante gialla), realizzata presso l'osservatorio di Arcetri.
Conosciuta con lo pseudonimo di “signora delle stelle”, condusse numerose ricerche nell'ambito della spettroscopia stellare, scienza che permette la classificazione dei corpi celesti a seconda delle loro radiazioni emesse. Fu professore ordinario di astronomia presso l'Università di Trieste e direttrice dell'Osservatorio astronomico della stessa città. Membro delle più prestigiose società scientifiche, coinvolta in studi italiani ed internazionali, componente dell'Accademia dei Lincei e collaboratrice di Esa (Agenzia Spaziale Europea) e Nasa.
Donna brillante e tenace, la Hack era molto attiva in ambito sociale e politico. Descritta dal Prof. Veronesi come “icona del pensiero libero e dell'anticonformismo”, militò nel Partito dei Comunisti Italiani e si candidò prima alle regionali in Lombardia del 2005, poi alle politiche del 2006; in entrambe le occasioni ricevette un largo numero di voti che le consentirono l'ottenimento dei seggi, ambedue ceduti per dedicarsi alla ricerca scientifica.
Atea, contro ogni forma di superstizione e soprannaturalismo, considerava l'etica come frutto di principi di coscienza che portassero al rispetto dell'individualità e della libertà del prossimo e non come prodotto di concezioni religiose.
A favore dei diritti civili, si espresse contro la costruzione di centrali nucleari in Italia, pur promuovendone la ricerca, da affiancare all'inesauribile fonte delle energie rinnovabili.
“L'astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell'universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell'evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri”, questa una delle frasi che, conscia della propria esperienza scientifica, pronunciò parlando della materia a cui scelse di dedicare la propria vita.
A un anno dalla sua scomparsa - avvenuta in una tiepida mattinata estiva in quel di Trieste - continuiamo a ricordare con orgoglio quanto fatto dalla Hack. Era prima, senza pari, nella divulgazione scientifica; in grado di spiegare l'astrofisica ai bambini. Grande tifosa della Fiorentina, strenua oppositrice di Berlusconi, si espresse apertamente contro i dogmatismi della Chiesa, pur conservando solidi rapporti di amicizia con numerosi preti di strada.
Margherita Hack, prestigiosa figura del panorama scientifico italiano, modello ispiratore per tanti, esempio di vita per molti.
Nata a Firenze nel lontano 1922, la Hack si laureò in fisica con una tesi sulle Cefeidi (tipo di stella gigante gialla), realizzata presso l'osservatorio di Arcetri.
Conosciuta con lo pseudonimo di “signora delle stelle”, condusse numerose ricerche nell'ambito della spettroscopia stellare, scienza che permette la classificazione dei corpi celesti a seconda delle loro radiazioni emesse. Fu professore ordinario di astronomia presso l'Università di Trieste e direttrice dell'Osservatorio astronomico della stessa città. Membro delle più prestigiose società scientifiche, coinvolta in studi italiani ed internazionali, componente dell'Accademia dei Lincei e collaboratrice di Esa (Agenzia Spaziale Europea) e Nasa.
Donna brillante e tenace, la Hack era molto attiva in ambito sociale e politico. Descritta dal Prof. Veronesi come “icona del pensiero libero e dell'anticonformismo”, militò nel Partito dei Comunisti Italiani e si candidò prima alle regionali in Lombardia del 2005, poi alle politiche del 2006; in entrambe le occasioni ricevette un largo numero di voti che le consentirono l'ottenimento dei seggi, ambedue ceduti per dedicarsi alla ricerca scientifica.
Atea, contro ogni forma di superstizione e soprannaturalismo, considerava l'etica come frutto di principi di coscienza che portassero al rispetto dell'individualità e della libertà del prossimo e non come prodotto di concezioni religiose.A favore dei diritti civili, si espresse contro la costruzione di centrali nucleari in Italia, pur promuovendone la ricerca, da affiancare all'inesauribile fonte delle energie rinnovabili.
“L'astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell'universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell'evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri”, questa una delle frasi che, conscia della propria esperienza scientifica, pronunciò parlando della materia a cui scelse di dedicare la propria vita.
A un anno dalla sua scomparsa - avvenuta in una tiepida mattinata estiva in quel di Trieste - continuiamo a ricordare con orgoglio quanto fatto dalla Hack. Era prima, senza pari, nella divulgazione scientifica; in grado di spiegare l'astrofisica ai bambini. Grande tifosa della Fiorentina, strenua oppositrice di Berlusconi, si espresse apertamente contro i dogmatismi della Chiesa, pur conservando solidi rapporti di amicizia con numerosi preti di strada.
Margherita Hack, prestigiosa figura del panorama scientifico italiano, modello ispiratore per tanti, esempio di vita per molti.
