Pd: approvata relazione Renzi, ma è scontro

La Direzione del Pd ha approvato la relazione del segretario Matteo Renzi con 130 sì, 20 no e 11 astenuti.

E' riuscita in extremis la mediazione tentata dal vicesegretario Lorenzo Guerini con la minoranza del partito per arrivare ad un documento comune.

Clima tesissimo sin dall'apertura. "Cerchiamo di raffreddarci un po' la testa perché abbiamo i problemi dell'Italia da affrontare. Io dico la mia che non è di quello del 25%, del conservatore o di uno che cerca la rivincita o gioca la partita della vita.

Attenzione: noi andiamo sull'orlo del baratro non per l'art.18 ma per il metodo Boffo, uno deve potere dire la sua senza che gli si tolga la dignità e io voglio discutere prima che ci sia un prendere o lasciare". Sono le parole di Pierluigi Bersani durante la direzione.

RENZI, 'NO A COMPROMESSI' - "Vi propongo di votare con chiarezza al termine" della direzione "un documento che segni il cammino del Pd sui temi del lavoro e ci consenta di superare alcuni tabù che ci hanno caratterizzato in questi anni". Sono le parole di Matteo Renzi pronunciate dinanzi alla direzione Pd, proponendo "profonda riorganizzazione del mercato del lavoro e anche del sistema del welfare".

"Serve un paese - spiega il premier - che vuole investire e dare risposte ai nuovi deboli che sono tanti e hanno bisogno di risposte diverse da quelle date finora. La rete di protezione si è rotta, non va eliminata ma ricucita, sapendo che c'è uno Stato amico che li aiuta".

Per Renzi "Non siamo un club di filosofi ma un partito politico che decide, certo discute e si divide ma all'esterno è tutto insieme. Questa è per me la ditta".

Poi il premier torna sugli 80 euro. "Ottanta euro sono un fatto di dignità prima ancora che di giustizia sociale e sono importanti per milioni di italiani e non per 100 editorialisti".

'SE ROTTURA IN PD E' PER COLPA DI RENZI' - "Se si va alla rottura è perché il premier decide di rompere". Così il deputato del Pd Alfredo D'Attorre, intervenendo ad Agorà (Rai3). "Le condizioni per trovare una mediazione tra la minoranza Pd e Renzi ci sono tutte, basterebbe - aggiunge - un piccolo sforzo da parte del segretario.

Alla prova empirica - dice D'Attorre - la politica di Renzi non funziona, produce deflazione, recessione, aumento della disoccupazione. L'impostazione di Renzi di non mettere in discussione regole e assetto dell'euro ma chiedere soltanto buonsenso e flessibilità si è rivelata un errore - sottolinea l'esponente Dem - perché quella flessibilità si è ridotta al nulla e ora ci troviamo alle porte con una legge di stabilità pesantissima. Non è cambiato niente negli indirizzi di fondo dell'Unione europea - conclude - gli equilibri della commissione si sono spostati ancor più a destra".