Sede Banca d'Italia a Lecce, unanimità sull'Odg regionale contro la chiusura

LECCE - La Possibile chiusura della la sede di Lecce di Banca d'Italia è al centro di un Ordine del giorno, approvato all’unanimità dal Consiglio regionale.

Il documento, sottoscritto da consiglieri salentini dei diversi schieramenti politici (primo firmatario Erio Congedo), impegna “il Governo regionale ad attuare ogni possibile iniziativa nei confronti del Governatore e dei vertici di Banca d'Italia ed ad attivarsi in tutte le sedi istituzionali, per scongiurare la chiusura della filiale di Lecce della Banca d'Italia e per chiedere al contempo che venga, ove possibile, potenziata”.

“L’eventuale chiusura della filiale leccese della Banca d'Italia, peraltro – evidenziano i Consiglieri salentini firmatari - in aggiunta alla paventata cancellazione di tribunali, soprintendenze, prefetture, questure, sarebbe letta come un gesto di abbandono nei confronti del Salento ed un deciso arretramento dello Stato rispetto ad un territorio già marginale sul piano geografico proprio in una congiuntura economica di terribile crisi”.

“Sono soddisfatto per l’approvazione dell’ordine del giorno che ho proposto, come primo firmatario, contro la chiusura della sede di Lecce della Banca d’Italia. Tra la paventata cancellazione di tribunali, soprintendenze, prefetture, questure, quella della Banca d’Italia costituirebbe un segnale di abbandono del Salento da parte delle istituzioni. Per questo, non posso che apprezzare la condivisione unanime del Consiglio regionale di oggi”.

Lo dichiara il Vicecapogruppo vicario di Forza Italia, Erio Congedo. “Con l’ordine del giorno approvato - aggiunge - abbiamo impegnato il Governo regionale ad attuare ogni possibile iniziativa nei confronti dei vertici della Banca d’Italia per scongiurare la chiusura della sede leccese. Mi auguro che la Giunta regionale operi con determinazione in questa direzione - conclude - per sostenere il nostro territorio, quotidianamente costretto a ribellarsi contro la cancellazione di presidi e uffici essenziali per il tessuto economico e sociale”.