Agricoltura 2.0, boom di iscrizioni (+ 40%) all'Agrario di Lecce
di Francesco Greco - LECCE - Contrordine compagni: si torna alla terra. Se la classe operaia è già in paradiso (o in piazza a farsi manganellare) e ben 200 industrie sono decotte (le poche che sono ancora italiane), non resta che rivolgersi alla dea Geo e fare sacrifici in suo onore. “L’infinitamente lontano è il ritorno”, diceva il filosofo cinese Lao-Tzu.In Puglia, dove la si venera da millenni, sono in anticipo sui tempi e si mettono a dimora i semi di una diverso rapporto con la terra, si rimodulano dialettiche semanticamente affollate, si incubano nuove professionalità, si rivendica dignità e opportunità. Quotidianamente partono start-up espresse dal territorio che partono alla conquista dei mercati mondali con i prodotti della terra, mettendo in relazione ontologica il passato delle eccellenze e delle qualità al presente dei pixel e della globalizzazione, vagheggiando un futuro diverso da quello scritto da chi ha interesse a che il Sud resti ai margini della Storia e dei suoi processi, .
In Italia, già lo scorso anno scolastico ha registrato un incremento di iscrizioni sia alle facoltà di Agraria che agli Istituti, intorno al 12% su base nazionale.
A Lecce, ed è qui la notizia del giorno, addirittura del 40%. Esattamente al "Giovanni Presta". Dato confermato anche nell'anno scolastico 2014-2015. Cosa sta succedendo? Come decodificare questi dati? Perché tanti ragazzi e ragazze frequentano questo genere di scuola? E tantissimi genitori investono nel futuro dei figli nella terra vista con occhi nuovi? Cosa chiedono e si aspettano dalla dea Demetra?
"Gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario Giovanni Presta di Lecce hanno sempre dimostrato grande interesse per le tematiche legate al mondo agricolo", premette la professoressa Rosella Mele, che insegna materie letterarie.
In questa intervista vediamo di saperne di più.
Domanda: Una scuola di qualità se richiama tanti alunni dal capoluogo e da tutta la Provincia: quindi a Lecce intercettate il bisogno di formare nuove figure professionali, come l'agricoltura 2.0 richiede espressamente...
Risposta: "La figura del tecnico si identifica con il consulente che segue l’agricoltore sia sul piano strettamente agricolo che su quello amministrativo".
D. Cosa si insegna oggi in queste scuole?
R. "Le discipline tecniche comprendono, oltre a Chimica e Trasformazione dei prodotti, Produzioni animali, Produzioni vegetali e Fitopatologia, ma anche materie come Estimo, che consente di fare perizie, Genio rurale e Topografia, che permettono al perito agrario di firmare qualsiasi progetto inerente l’area rurale, Economia, Legislazione e Marketing, che servono a conoscere le giuste dritte sui finanziamenti e sul marketing dei prodotti".
D. Quindi è una scuola che apre sbocchi occupazioni quasi immediati...
R. "Questo piano di studi, ricco e multifunzionale, fornisce la preparazione adeguata sia per inserirsi nel mondo del lavoro (libero professionista, dirigente e tecnico di aziende agrarie, zootecniche, vivaistiche e di produzione e trasformazione, guardia forestale) sia per proseguire gli studi accedendo alle facoltà di Agraria e di Veterinaria, oltre che naturalmente a tutte le altre facoltà (Dopo 5 anni di Chimica anche i famigerati test di Medicina sono stati superati da nostri studenti!)".
D. Eppure, forse per un fatto culturale, si guarda con occhio diverso un ragazzo che va al liceo da uno che frequenta un istituto agrario...
R. "Il Presta, in altri tempi, è stato frequentato proprio dai rampolli dei ricchi proprietari terrieri, degli agrari... Le ragioni del decremento di utenza registrato negli anni precedenti, sono da ricercare nel pregiudizio tutto meridionale che nell’immaginario collettivo vede il perito agrario dedito alla nobile occupazione del coltivatore, il che certo non ha agevolato la notorietà della tipologia di studi e la sua peculiarità unica sul territorio salentino".
D. Nonostante il boom di iscrizioni registrato quest'anno, però, il pregiudizio resta?
R. "Purtroppo. Anche se durante gli anni di scuola media i giovani sono sensibilizzati ai temi della salvaguardia dell’ambiente e del territorio e al consumo consapevole di prodotti di agricoltura biologica, sia i genitori che i docenti allontanano i ragazzi da una scelta per il tecnico agrario. Oggi con l’Alberghiero Columella siamo un’unica istituzione e mi dispiace che la fusione possa essere vista come una penalizzazione".
D. L'incremento del 40% già nell'anno scolastico precedente pone dunque ulteriori responsabilità anche a voi docenti...
R. "Anche grazie al trend positivo che interessa il tecnico agrario, oltre che per una serie di manifestazioni in cui gli studenti del Presta sono stati protagonisti (Ordine dei Periti Agrari sulla xylella fastidiosa, COOP sulla sicurezza alimentare, Lecce 2019 sull’agricoltura biologica e sinergica, FAI con la Giornata di Primavera, INAIL sulla sicurezza sul lavoro, Le Verdi Stanze sulla visita guidata ai più bei giardini salentini, Premio Biol, etc. etc.), le sorti del Presta sembrano avere superato i dati di incremento nazionali che in media sono stati del 12%; infatti nell’anno scolastico 2013/14 si è registrato un incremento del 40%, il che fa ben sperare per i prossimi anni".
D. Un boom agganciato al tempo che viviamo, pare di capire e nello specifico anche al territorio...
R. "Lo sviluppo economico del Salento è legato alla produttività e alla qualità della nostra agricoltura e gli esempi di professionisti lontani dal mondo agricolo che abbandonano attività ben remunerate per coltivare il proprio campicello ci dimostrano che questo è il nostro futuro. Gli studenti del Presta vogliono migliorare le condizioni di vita nella loro terra e continuare a vivere sulla loro terra".